01/02/2012 - Auto

ASX, ecco le armi dell'anti-Quashqai

L'ASX raggiunge le concessionarie Mitsubishi nel contesto giusto, quando cioè i crossover vanno per la maggiore, ma è parere condiviso che avrebbe ispirato il suo piccolo «fan club» in qualsiasi altra epoca storica. Dopotutto le dimensioni (4,29 metri di lunghezza, 1,62 m di altezza) del baby Outlander, fonte quest’ultimo del 70% dei componenti meccanici, sono calibrate su una gamma di esigenze talmente vasta da mettere d’accordo il cliente cittadino col fuoristradista alle prime armi, la madre con prole a bordo col rappresentante divoratore di autostrade. Del guscio esterno convince il frontale, dalla griglia modellata sul profilo di un aereo da caccia (omaggio al passato bellico di Mitsubishi), un po’ meno il resto della carrozzeria, votata alla razionalità senza nulla concedere all’arte. Sparta è in fondo l’esempio al quale devono essere ricorsi anche i responsabili degli interni, ambiente dove ogni dettaglio è al suo posto ma del quale è onestamente difficile innamorarsi. Col posto guida si può casomai entrare rapidamente in confidenza, messi a proprio agio da una seduta sufficientemente alta e un completo panel di strumenti (compresi i comandi al volante di radio e cruise control) agevolmente raggiungibili. Interni, porta e tunnel centrale accolgono di buon grado mazzi di chiavi, spiccioli e smartphone. Il navigatore? Abbinato al Luxury & Navi Pack da 3.400 euro (che offre in più sedili in pelle riscaldati e regolabili elettricamente, telecamera posteriore e avviamento keyless), non è quel prodigio di allegria e tecnologia ma svolge il proprio ruolo con serietà. Fiore all’occhiello dell’anti-Qashqai giapponese è il diesel 1.8 D-ID, tra i primi a essere sviluppati interamente dai Tre Diamanti nonché il primo al mondo a sperimentare la fasatura variabile all’aspirazione. 150 Cv e 300 Nm significano beneficiare delle prestazioni di un «duemila» (198 km/h, 0-100 km/h in 10”) pur montando un «milleotto». E il comfort acustico, fatta eccezione per gli avviamenti a freddo, suona di propulsore a benzina. L’assetto sembra più adatto a sconnesse mulattiere che ai serpentoni extraurbani: sospensioni cedevoli uguale coccole sul dritto ma eccessivo rollio nelle curve veloci. Vero però che un mezzo del genere si vende più per il bagagliaio che per il comportamento in pista. E così alla voce capienza l’ASX, che rispetto alla concorrenza costa anche meno (turbodiesel da 24.300), non delude: 442 litri con doppiofondo espandibile da 26.

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