La Aprilia Shiver è un po' più «cattiva»
Nata per esaltare le qualità di guida del pilota esperto, ma al tempo stesso anche per incoraggiare il principiante a osare di più, la nuova Aprilia Shiver mette subito sul piatto la propria vocazione «multi purpose».
L’inclinazione di una fra le più interessanti naked medio-grandi è comunque orientata verso la sportività, quella qualità che a detta della critica mancava alla versione precedente. Detto fatto: non è solo la grafica della magra carenatura a trasmettere maggior aggressività e fantasia. I tecnici di Noale hanno infatti lavorato di fino per incrementare anche l’agilità e in genere il feeling fra uomo e mezzo. L’elenco degli interventi è lungo, e parte dalle pedane riposizionate, alzate e arretrate a «scimmiottare» i modelli più corsaioli, prosegue col manubrio più aperto di 5°, col cupolino rinnovato e con la sella tenuta bassa a 800 mm per finire, e qui si passa alla ciclistica vera e propria, coi cerchi da 6", una forcella dalla differente taratura e un impianto frenante che ruba alla Dorsoduro i dischi Wave a pinze con diversi pistoncini.
Tutto nuovo, sulla Shiver? No. Il bicilindrico a V da 750 cc 4 valvole per cilindro, doppio albero a camme e raffreddamento a liquido rimane quello, coi suoi 95 Cv a 9.000 giri/minuto e 81 Nm di coppia a 7.000 giri/min. Senza dimenticare le tre mappature (Sport, Touring, Rain, a seconda delle condizioni del meteo e dell’umore del pilota) che, figlie della tecnologia «Ride by Wire», ne triplicano la valenza. E pensare che l’edizione attuale della Shiver, rispetto a quella scorsa, costa meno: 7.990 euro significano 400 euro in meno. Un risparmio che tuttavia si annulla se si sceglie di aggiungere l’Abs.L.C.