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Figurine e figurette

Figurine e figurette
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E' tutto talmente ancora uguale che non puoi non restarne emozionato: la foto della spaccata acrobatica (in maglia rossa, anche se la foto vera di tanti anni fa pare si riferisse allo juventino Parola), il simbolo giallo con l'alfiere delle Edizioni Panini Modena, il titolo Calciatori e perfino quell'ormai anacronistico occhiello "Le grandi raccolte per la gioventù".

Son tornate le figurine, e anche tu avresti voglia di tornare ad essere il bambino che si recava all'edicola, per una o più "bustine", da 10 lire l'una. E poi l'album che si riempiva giorno per giorno ma non finiva mai, perchè mancavano sempre le "difficili", nel calcio come nell'album dei Campioni dello Sport... Ma era bello lo stesso, perchè nel frattempo a figurine giocavi: a più lontano, contro il muro a chi ci andava sopra, o a quella specie di rubamazzo in cui si vinceva quando sovrapponevi alla figurina giocata dall'avversario una con la stessa maglia. E chi finiva l'album, davanti alla Chiesa di via Isola faceva "barìgola", e gettava al vento le due ormai inutili "doppie", su cui si avventavano decine di altri ragazzi per impadronirsene e riempire i loro album o usarle come merce di scambio (celo, celo, celo, manca!).

Tutto come allora finchè non si apre l'album. E qui si passa dall'amarcord al "trauma".

Tu da bambino conoscevi a memoria la formazione della "tua" squadra e così quelle degli avversari (Cudicini, Anquilletti, Schnelinger....Sarti, Burgnich, Facchetti..... e poi Zoff, Gentile, Cabrini, che fu anche la pertiniana squadra di tutti a Spagna '82). Perchè era così dappertutto e anche a Parma: Barducci, Grulla, Piaser...

Oggi nelle pagine colorate vedi non più una squadra (11 titolari più alcune riserve) ma degli eserciti. Spesso di mercenari: quante squadre ha cambiato Pazzini...? E sono già pronte due pagine di calciomercato: 50 figurine per i cambi di maglia più significativi, che troveranno posto in quelle pagine aggiuntive rispetto a quelle delle squadre iniziali. Insomma, più che un campionato un casino...

E allora ti accorgi che quell'album, dietro la facciata-copertina che è sempre uguale, racconta proprio come è cambiato il calcio. Il giocatore sospeso nella spaccata di copertina è il simbolo della bellezza, quella sì immutata, del gioco (un tempo si scriveva "giuoco", ma almeno lì abbiamo cambiato in meglio). E' la bellezza che vedi in una prodezza di Messi ma anche di un bambino all'Audace o di un amatore agli Stuard: quella bellezza del calcio che, perfino per un "antijuventino" come chi scrive, non può non fare ammirare e applaudire il controllo e tiro uno-due del Dybala di ieri sera.

Ma per il resto, e a parte rare eccezioni, sono figurine senza più maglia: o con troppe maglie perchè un tifoso le senta proprie. Ieri avevi per le mani Riva, capace di dire due volte no all'avvocato Agnelli per non tradire i sogni della "sua" Sardegna: oggi hai Borriello, che una volta fa notizia sul campo, e con maglia sempre diversa, e altre due fa più notizia sulle riviste di gossip.

E fin qui pazienza. E' che poi pensi anche a Leonardi in panchina (e dall'arbitro), pensi a Tavecchio: e ti accorgi che siamo passati dalle figurine alle figurette...

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • lorenz

    25 Gennaio @ 12.20

    lorenzg64@yahoo.it

    E' vero Sig. Balestrazzi! ...e il rito di incollarle con la colla e il pennellino, perchè quando ho iniziato non erano ancora autoadesive (oppure la massima vergogna, scritta in piccolo sull'album, richiedere le figu mancati alla Panini allegando nella busta il corrispettivo in francobolli, cosa da non confessare nemmeno sotto tortura per non essere insultati a vita dai compagni!). Sono ricordi che ormai si perdono sovrastati dagli avvenimenti. Il calciomercato ormai dura più del campionato, con tre mesi estivi e uno invernale. A volte durante una partita della tua squadra c'è una sostituzione ed entra un misterioso giocatore proveniente dai paesi più impobabili e del quale ignoravi l'esistenza. E' quasi normale che in alcune partite scendano in campo 28 giocatori, tra titolari e riserve, e spesso solo 2 di questi sono italiani (vedi Udinese, Palermo, Inter ecc). Ormai abbiamo quasi perso il gusto di guardare una bella partita in tv a causa massiccia overdose. Ormai non sai più se la partita che stai guardando è il postipo della giornata in corso o l'anticipo di quella successiva; torna in mente quando l'unico calcio che si vedeva in tv era un tempo (si si proprio così, o il primo o il secondo) di una gara di Serie A, la Nazionale e qualche partita delle Coppe Europee. Secondo lei stavamo meglio o peggio? Ci divertivamo di più o di meno? Un cordiale saluto.

    Rispondi

    • 25 Gennaio @ 16.33

      g.b. - E' vero: dimenticavo colla e pennellino! Quanto al meglio o peggio, una volta fatta la tara dei ricordi (molte cose sembrano migliori se si abbinano al nostro esser stati giovani) la penso come lei sul contorno (posticipi, rose enormi ecc.), Ma quando poi qualcuno inventa, che sia Cassano o Dybala, torni a vedere "il più bel gioco del mondo". E questo è il vero motivo per il quale il calcio è sopravvissuto ai Moggi e forse sopravviverà ai Leonardi e Tavecchio. Anche se fanno di tutto per strozzarlo

      Rispondi

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