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Martedì ho postato sul mio profilo facebook questa foto, con un titolo "Figli di ...".

La traduzione di quei puntini poteva essere doppia: a giudicare dai commenti, quasi tutti i lettori di facebook che hanno scritto qualche riga hanno optato per la più immediata, la più rabbiosa. Che ovviamente ci sta tutta e che anch'io condivido.

Ma forse dovremmo riuscire a fare uno sforzo in più, se davvero vogliamo neutralizzare questo nemico subdolo che sbuca dove camminiamo, dove ascoltiamo musica, dove prendiamo l'aereo o il metrò. E allora quei puntini ci dovrebbero spingere a una domanda: di chi e che cosa sono figli questi kamikaze e l'odio che li guida contro di noi?

In questi giorni provo a leggere le tante analisi, e mi chiedo - di fronte al loro folle indottrinamento - quali parole di quale pensatore, fra i tanti che hanno scolpito la nostra civiltà, potremmo trovare da opporre alle loro sanguinose certezze. Dovremmo trovare il modo per ripulire dall'odio i loro cervelli: un marketing della convivenza civile che scalfisca le loro certezze granitiche sul valore del farsi esplodere e dei "paradisi" che così pensano di guadagnarsi. E paradossalmente, fra tante letture serie, ogni volta mi ronza in mente anche quella vecchia barzelletta che ho sempre ascoltato in versione dialettale dei due ladri di polli: quella in cui il primo ladro, entrando di notte nel pollaio, viene colpito da una mazzata al volto dal contadino che - stufo dei furti - si era appostato all'interno al buio. Uscendo si tiene fra le mani il volto ferito, e al complice rimasto fuori dice: "Va avanti tì, ch'a mì am scàpa da ridor".

Ecco: di fronte a questi "martiri" che immolandosi provocano morti e paura, perchè qualcuno li ha convinti che così guadagneranno la gioia eterna, dovremmo trovare il modo per spiegare che i Salam e gli altri a farsi saltare non ci pensano neppure, e si limitano a dir loro, mandandoli al massacro: "Va avanti tì"....

Ovviamente è solo un esempio paradossale. Ma serve a dire che se la nostra è davvero una civiltà solida, allora oltre a misure di sicurezza e di intelligence è venuto il momento di combattere questa guerra anche con le parole: perchè alla fine sono queste che, entrando nei cervelli e nei cuori più deboli, armano il terrore. Abbiamo dei veri e propri geni nell'arte di pubblicizzare e farci comprare i più svariati prodotti: ecco, forse è venuto il momento di mobilitare anche i maghi del marketing - con la stessa efficace semplicità degli spot o appunto delle barzellette - per propagandare la pace e la vita.

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  • federicot

    27 Marzo @ 22.21

    federicot

    c'è gente che veramente pensa che questi tizi siano dei fanatici che stanno facendo una guerra santa? Abbiamo dei geni che son capaci di pubblicizzare qualsiasi cosa, compresa al guerra di religione. Io non sono così abile e così bravo, ma ci sarebbero da spiegare un bel po' di cose...

    Rispondi

  • Dino

    26 Marzo @ 06.31

    parmigianoreggiano

    Combattere il terrorismo a colpi di pubblicità? Gabriele stai scherzando, vero? Siamo al grottesco, il risultato del buonismo sempre e a tutti i costi.

    Rispondi

    • 26 Marzo @ 07.20

      G.B. - Le righe finali (che non sono grottesche ma tragicamente sciocche) le ho cestinate. Per il resto rispetto la tua opinione, tranne che per il fatto che non ho affatto detto di "combattere il terrorismo a colpi di pubblicità". Dico invece che, oltre a intelligence, polizia e tutto ciò che è ovvio e scontato, occorre trovare il modo per fare breccia nella mente di questi invasati con un "marketing" altrettanto efficace e contrario. Che è una cosa un po' diversa da quella che scrivi tu. E ora stacco per qualche giorno, quindi semmai ne riparliamo la prossima settimana.

      Rispondi

      • Dino

        26 Marzo @ 08.10

        parmigianoreggiano

        Grazie Gabriele per la risposta e per non aver cestinato totalmente il mio commento che anch'io ritengo tragico benché lo rivendichi con forza e convinzione, per questo mi piacerebbe poterlo motivare e spiegare meglio. Per ora auguro buona vacanza e buona Pasqua a te e ai tuoi cari. A presto, Dino Pampari.

        Rispondi

        • Dino

          31 Marzo @ 07.36

          parmigianoreggiano

          E' evidente che stiamo assistendo al fallimento di settant'anni di ideologia antifascista.

          Rispondi

        • 31 Marzo @ 08.09

          G.B. - Mi sfugge il nesso

          Rispondi

        • Dino

          31 Marzo @ 09.42

          parmigianoreggiano

          Ogni volta in cui emergono spinte nazionaliste in Europa assistiamo alla reazione di regime che trova sintesi nell'accusa di populismo, termine ormai quotidianamente abusato. I cavalli di battaglia di tale ideologia antifascista sono ben noti: accoglienza indiscriminata, bandiere arcobaleno, pacifismo ad oltranza, teoria gender, ripudio della difesa di ogni differenza (individuale, familiare, sociale), ecc. Questa martellante cultura che da settant'anni ci ha condizionato ha portato i popoli a perdere autodeterminazione, imponendo loro governi fantoccio e istaurando il dominio di poteri economici sovranazionali.

          Rispondi

        • 31 Marzo @ 10.18

          REDAZIONE - C'è sicuramente del vero in queste parole. Ma se facciamo il censimento delle ideologie che hanno storicamente fallito non limitiamoci a quella che non ci piace. La realtà è che la formula giusta non l'abbiamo ancora inventata, e che le stesse democrazie occidentali sono semplicemente il male minore.

          Rispondi

        • Dino

          31 Marzo @ 14.12

          parmigianoreggiano

          Sono d'accordo Redazione, a patto che tutti ci sforziamo di rileggere con occhio critico ogni esperienza della nostra storia per trattenerne le istanze positive e inserirle nell'umanesimo che guida la nostra cultura, senza limitarci a condannarne le derive ideologiche: solo così avremmo accolto fino in fondo l'eredità dei nostri antenati.

          Rispondi

  • la rivolta di atlante

    25 Marzo @ 03.29

    la rivolta di atlante

    FIGLI DI....SOLI PADRI PADRONI. PERCHÉ NESSUNA MADRE SANA DI MENTE ALLEVEREBBE UN FIGLIO PER FARLO ESPLODERE . L'IGNORANZA INSIEME ALL'INTOLLERANZA CON CONTORNO DI RELIGIOSITÀ FANATICA , PERMETTE CHE ESSERI UMANI SIANO USATI COME STRUMENTI DI MORTE E DI SUICIDIO. GLI EROI SONO DIVERSI , AMANO LA VITA E LA LIBERTÀ....QUESTI SONO ZOMBI SENZA CERVELLO AUTONOMO .... LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA STA' NELLA EMANCIPAZIONE DELLE DONNE ARABE. LE MADRI DI QUESTI FIGLI RAPITI DAI LORO DEI.

    Rispondi

    • gigiprimo

      26 Marzo @ 14.46

      vignolipierluigi@alice.it

      Eppure ci sono quelle madri! e considerano i figli 'eroi' che entreranno in paradiso!

      Rispondi

  • Gianni Cesari

    24 Marzo @ 19.43

    giannicesari

    Se mi è permesso, un piccolo brano in inglese, fonte Flander News (tradotto più o meno "Giornale delle Fiandre") "The El Bakraoui brothers are known to the authorities for serious criminal acts. Khalid El Bakraoui was convicted to 5 years in jail in 2011 on charges relating to a series of car jackings. Ibrahim (30) was involved in a violent raid in Brussels the previous year and opened fire on the police after a raid on a bureau de change. He was sentenced to 10 years in jail but released early in 2010. He did not meet the conditions of his release, but was on the run." Questi non sono (ammesso e non concesso) martiri solamente, questi sono criminali di professione. Questo tanto per rispondere ai buonisti ad oltranza. Grave, molto grave, gravissimo, che costoro, già noti alle forze dell'ordine, giravano e cospiravano tra di noi senza essere disturbati e contrastati. Ripensando alla loro professione prima del "martirio", ladri, mi viene la pelle d'oca pensando a quanti loro compagni di pensiero sono già fra noi, magari di mestiere spacciatori, parcheggiatori abusivi....

    Rispondi

    • marco

      25 Marzo @ 12.25

      e la cosa non puzza un pò secondo te?

      Rispondi

      • Gianni Cesari

        25 Marzo @ 19.32

        giannicesari

        Non credo alle teorie complottiste, anzi le aborro. Credo semplicemente ai fatti, ossia che una guerra asimmetrica è già difficile da combattere per chi ci convive da decenni (Israele), ergo per noi è maggiormente dura. Se i criminali furono rilasciati non fu per il "complotto", ma a causa dell'eccesso di garantismo e buonismo. E i teorici del complottismo notoriamente sono anche molto buonisti, anti patriottici, e cala brachisti.

        Rispondi

  • Zagor

    24 Marzo @ 19.11

    L'"autodeterminazione dei popoli" mi ricorda l'enunciazione del Presidente degli Stati Uniti Wilson durante il Trattato di Versailles dopo la conclusione della prima guerra mondiale, e sappiamo tutti com'è andata a finire. Il problema è che tutti, ma proprio tutti, ci stiamo oramai "abituando" a massacri del genere, a casa nostra. Oggi siamo tutti belgi, così come ieri eravamo tutti francesi, e prima ancora siamo stati inglesi, spagnoli, americani...e alla fine? Tutto è rimasto triste come prima...Ieri le bandiere colorate della pace sui balconi, oggi le scritte con i gessetti sui marciapiedi..e poi? Sono entrati nei bar, nei ristoranti, nei teatri, nei musei, negli uffici, nelle redazioni dei giornali con bombe, mitra e kalashnikov, poi nelle stazioni, nelle metropolitane, negli aereoporti , negli stadi con esplosivi. E noi dovremmo abituarci a vivere così?I nostri figli dovranno abituarsi a vivere con la paura della morte a fianco? Qui è in gioco la libertà e la sicurezza, l'America Obamiana e l'Europa intera sta ragionando come quei conigli preoccupati unicamente delle proprie carote accumulate nelle proprie tane. Un po' come gli Inglesi nel 1938, mentre Hitler spaparanzava in tutta Europa e si preparava a bombardare, pochi mesi dopo, Londra.

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