17°

fornovo

Ritratto di Fornovo attraverso le foto dei suoi abitanti

Il lavoro di tutti i giorni, passioni e sorrisi per raccontare la realtà del paese

0

 

Il lavoro di tutti i  giorni, passioni e sorrisi per raccontare la realtà del paese
Enrico Chierici
Portano i vestiti di ogni giorno e sono in posa: nel loro lavoro, nel loro ambiente, in se stessi. Guardano, quasi tutti, verso la macchina, cercano un sorriso, un’espressione gentile, un atteggiamento disponibile. Stanno raccontando qualcosa - e senza racconto non c'è riflessione, né conoscenza. Sono i “fornovesi” di Marco Buzzoni  ritratti in libro tutto  in bianco e nero, fatto, impaginato e stampato con raffinata eleganza. Il racconto e  la semplicità (quest’ultima essendo qui l’esatta messa in opera della definizione, “complessità risolta”, che ne dà Constantin Brancusi), sono linee su cui sembra svilupparsi tutto il libro: pagina dopo pagina, ogni foto legata alla successiva o alla precedente, mentre le immagini si intersecano, costruiscono la trama del tessuto. 
La storia si snoda, densa e stratificata, nel dedalo dei ricordi e delle suggestioni che portano il lettore a interagire con essa e, vero e proprio lector in fabula, a costruirsi la propria. Lo spazio di un luogo, l’anima di un paese, è in sintonia con l’occhio che guida l’obiettivo, con lo scatto che coglie il momento. Spesso un attimo prima, quando il gesto si sta definendo, quando la guardia non si è ancora alzata: si coglie, c'è, una radicalità visionaria che riesce a mettere a nudo, a rivelare. Con chirurgica malinconia, che è sempre la cifra della giustizia (“al riso e al pianto costretta, negata al sorriso in eterno”, Charles Baudelaire) e che spesso si preferirebbe ignorare: e, tuttavia, è solo così che si può restituire un’immagine onesta, aprire le porte del tempo, spianare nel presente la via al passato. 
Le donne e gli uomini, i gruppi, gli oggetti, i luoghi, sono colti con una grazia speciale, con una perizia tecnica che sembra naturale e premia le sfumature, gli sfondi, i dettagli. Non c'è in queste foto, o sembra non esserci, quello che Roland Barthes chiama punctum, il fulcro dell’immagine, perché nulla sembra essere decisivo, nessuna gerarchia sembra definirsi, ma l’immagine scorre dai margini al centro, dal sotto al sopra, ciò che appare dietro non è secondario, quel che è davanti non si pone con prepotenza, il tutto si mostra in un insieme coerente, concorde, solidale. E però la foto porta un nome, dice chi sta raccontando la storia, il soggetto è ben riconoscibile e plurale nello stesso tempo, perché quell'insieme non punge chi guarda, ma stimola, attiva una corrispondenza, costringe al ricordo, a una relazione, a tessere un’altra storia nostra e sua. Davanti   c'è il mondo, il microcosmo di un paese coi suoi mestieri, i suoi gruppi, le botteghe, gli svaghi, le professioni, gli artisti: uno spazio dove il tempo si cristallizza e si risolve, la fotografia ne prende le misure e lo restituisce in una lingua nuova, intrisa di magia, dove le persone e le cose respirano, vivono, continuano a sorprenderci. Il bianco e nero coglie come null'altro   il sentimento del pensiero visuale: la perfezione estetica, all’apparenza, non è perseguita e se è il caso verrà da sola, ora bisogna ridare smalto a uno sguardo spesso distratto, incrostato nell’abitudine, nella quotidianità del vivere. Occorre tornare a una pratica conoscitiva che usi gli strumenti della dialettica, che sappia praticare il confronto, ritrovare freschezza e gioia, ricostruire un cosmo, poco importa se micro, ché piccolo è meglio e in esso si trova il grande.
Sono foto serene, da guardare in silenzio, con calma - e, poi, da tornare a guardare per cogliere un particolare, una sfumatura, un’ultima carezza. C'è amore in queste immagini e un filo di sgomento e il piacere di averle colte. La prima immagine, ancora fuori dal testo, è quella di Vittorio Magnani, un pittore; nella pagina di fronte i versi di Umberto Saba, un poeta: di pittura e poesia si nutre il libro - ed è perfetta la sua epigrafe: ”Qui tra la gente che viene che va...io ritrovo, passando, l'infinito / nell’umiltà”.


Enrico Chierici

Portano i vestiti di ogni giorno e sono in posa: nel loro lavoro, nel loro ambiente, in se stessi. Guardano, quasi tutti, verso la macchina, cercano un sorriso, un’espressione gentile, un atteggiamento disponibile. Stanno raccontando qualcosa - e senza racconto non c'è riflessione, né conoscenza. Sono i “fornovesi” di Marco Buzzoni  ritratti in libro tutto  in bianco e nero, fatto, impaginato e stampato con raffinata eleganza. Il racconto e  la semplicità (quest’ultima essendo qui l’esatta messa in opera della definizione, “complessità risolta”, che ne dà Constantin Brancusi), sono linee su cui sembra svilupparsi tutto il libro: pagina dopo pagina, ogni foto legata alla successiva o alla precedente, mentre le immagini si intersecano, costruiscono la trama del tessuto.
La storia si snoda, densa e stratificata, nel dedalo dei ricordi e delle suggestioni che portano il lettore a interagire con essa e, vero e proprio lector in fabula, a costruirsi la propria. Lo spazio di un luogo, l’anima di un paese, è in sintonia con l’occhio che guida l’obiettivo, con lo scatto che coglie il momento. Spesso un attimo prima, quando il gesto si sta definendo, quando la guardia non si è ancora alzata: si coglie, c'è, una radicalità visionaria che riesce a mettere a nudo, a rivelare. Con chirurgica malinconia, che è sempre la cifra della giustizia (“al riso e al pianto costretta, negata al sorriso in eterno”, Charles Baudelaire) e che spesso si preferirebbe ignorare: e, tuttavia, è solo così che si può restituire un’immagine onesta, aprire le porte del tempo, spianare nel presente la via al passato. Le donne e gli uomini, i gruppi, gli oggetti, i luoghi, sono colti con una grazia speciale, con una perizia tecnica che sembra naturale e premia le sfumature, gli sfondi, i dettagli. Non c'è in queste foto, o sembra non esserci, quello che Roland Barthes chiama punctum, il fulcro dell’immagine, perché nulla sembra essere decisivo, nessuna gerarchia sembra definirsi, ma l’immagine scorre dai margini al centro, dal sotto al sopra, ciò che appare dietro non è secondario, quel che è davanti non si pone con prepotenza, il tutto si mostra in un insieme coerente, concorde, solidale. E però la foto porta un nome, dice chi sta raccontando la storia, il soggetto è ben riconoscibile e plurale nello stesso tempo, perché quell'insieme non punge chi guarda, ma stimola, attiva una corrispondenza, costringe al ricordo, a una relazione, a tessere un’altra storia nostra e sua.
Davanti   c'è il mondo, il microcosmo di un paese coi suoi mestieri, i suoi gruppi, le botteghe, gli svaghi, le professioni, gli artisti: uno spazio dove il tempo si cristallizza e si risolve, la fotografia ne prende le misure e lo restituisce in una lingua nuova, intrisa di magia, dove le persone e le cose respirano, vivono, continuano a sorprenderci. Il bianco e nero coglie come null'altro   il sentimento del pensiero visuale: la perfezione estetica, all’apparenza, non è perseguita e se è il caso verrà da sola, ora bisogna ridare smalto a uno sguardo spesso distratto, incrostato nell’abitudine, nella quotidianità del vivere. Occorre tornare a una pratica conoscitiva che usi gli strumenti della dialettica, che sappia praticare il confronto, ritrovare freschezza e gioia, ricostruire un cosmo, poco importa se micro, ché piccolo è meglio e in esso si trova il grande.Sono foto serene, da guardare in silenzio, con calma - e, poi, da tornare a guardare per cogliere un particolare, una sfumatura, un’ultima carezza. C'è amore in queste immagini e un filo di sgomento e il piacere di averle colte. La prima immagine, ancora fuori dal testo, è quella di Vittorio Magnani, un pittore; nella pagina di fronte i versi di Umberto Saba, un poeta: di pittura e poesia si nutre il libro - ed è perfetta la sua epigrafe: ”Qui tra la gente che viene che va...io ritrovo, passando, l'infinito / nell’umiltà”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

I Soul System, vincitori di X-Factor, a Radio Parma e stasera al Campus Industry

INTERVISTA

Cantano i Soul System, da X-Factor a... Radio Parma Video

Fotografia Europea, 400 mostre "off": anche Parma fra gli eventi

Reggio

Fotografia Europea, 400 mostre "off": anche Parma fra gli eventi Foto

Melania e Juliana: le first lady (bellissime) rubano la scena

trump-macri

Melania e Juliana: le first lady (bellissime) rubano la scena ai presidenti Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

"Le scalette", il gusto dolce della carne e del pesce

CHICHIBIO

"Le scalette", il gusto dolce della carne e del pesce

di Chichibio

4commenti

Lealtrenotizie

Schianto contro un camion: gravissimo un motociclista

traversetolo

Pauroso schianto contro un camion: muore un motociclista

lavoro

Occupazione: Bolzano è regina (73%), Parma è quinta (68,7%)

soragna

Scompare un 50enne: la zona di Diolo setacciata da cinofili ed elicottero Foto

Interrogazione

Jella latitante (e sorridente su Fb): il caso in Parlamento

1commento

raduno

500 Miles...un fiume di Harley Davidson a Parma Gallery

Fidenza

Anestesista muore a 37 anni

agenda

Street food, primavera in tavola e... tattoo: l'agenda del sabato

tg parma

Presentate le liste di Forza Italia e Fratelli d'Italia Video

Allarme

Un'altra truffa del gas, occhio ai falsi lettori di contatori

polizia

"C'è un'auto sospetta": era rubata e carica di arnesi da scasso

Noceto

Noceto senza tangenziale, Fecci alza il tiro

Trasporto pubblico

Addio Tep: i prossimi 9 anni saranno targati Busitalia

Tep ha 30 giorni per un eventuale ricorso al tribunale amministrativo

10commenti

Viabilità

Troppi camion in paese, allarme a Vicofertile

1commento

assemblea

Ordine commercialisti: approvato il bilancio (positivo)

Incidente

Bimbo investito da un'auto a Fontanellato

Scontro auto-scooter a Sanguinaro: un ferito

PENSIONI

Ape social, al via le domande

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Vale di più un morto o 100 morti?

EDITORIALE

Gli assassini impuniti e lo Stato impotente

di Paola Guatelli

ITALIA/MONDO

ambiente

Lupo ucciso e scuoiato: "taglia" per trovare i responsabili

Piacenza

A processo capo scout: avrebbe toccato il seno a una 16enne

1commento

WEEKEND

meteo

Weekend col sole. Ma il 1° maggio è "ballerino" Le previsioni

il disco

I 45 anni di Waterloo Lily

SPORT

formula uno

Gp di Russia: la prima fila è della Ferrari. Vettel in pole

TENNIS

La Sharapova continua a vincere

MOTORI

IL TEST

Al volante di Infiniti QX30. Ecco come va Foto

GOLF E UP!

Volkswagen, niente Iva sulle elettriche

1commento