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Economia e immigrati

Rimesse oltre i 44 milioni: gli indiani superano i romeni

Lasagni (Università): "La crisi incide". Talukdar (Associazione Sejuti): "Preferiti i servizi di money transfer"

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Aumenta il flusso di denaro da Parma verso l'estero: nel 2013 gli stranieri hanno inviato in patria 44,19 milioni di euro. E gli indiani "sorpassano" i rumeni e i senegalesi per quantità di soldi spediti attraverso banche e money transfer.
Gli indiani non sono i più numerosi, fra gli stranieri che abitano nel Parmense, ma diventano i «campioni» nell'invio di denaro in patria. Nel 2013 sono stati inviati in India 4,81 milioni di euro: il 26,18% in più rispetto al 2012, quando in testa alla “classifica” dei Paesi che ricevono di più da Parma c'era la Romania. Ora è seconda quanto a rimesse, con oltre quattro milioni e mezzo di euro inviati in un anno. Il Senegal diventa terzo, con 4,2 milioni.
I dati sono censiti dalla Banca d'Italia, che fa rilevazioni mensili sui canali ufficiali per inviare denaro, come servizi di money transfer e banche. Attraverso i canali informali passano altri soldi: fino al 25% più di quelli ufficiali, secondo una stima della Banca Mondiale. Le cifre danno l'idea dei flussi ma non rilevano automaticamente in che modo sono state guadagnate queste risorse, né i motivi per cui sono inviate. 

Dalla provincia di Parma nel 2013 sono stati spediti all'estero 44 milioni 190mila euro. Le rimesse tornano ad aumentare: +7,27% rispetto al 2012, quando erano stati censiti 41,196 milioni (all'epoca in calo del 13,98% in confronto ai 47,889 mln del 2011). Nonostante i tempi difficili, le rimesse degli immigrati tornano ad aumentare. L'inverso del trend nazionale: gli stranieri di tutta Italia hanno mandato nel mondo 5.501,759 milioni di euro. Insomma, 5 miliardi e mezzo, mentre nel 2012 la cifra era 6,8 miliardi; nel 2011, 7,39 miliardi. Parma continua a distinguersi: se l'anno scorso il calo era doppio della media nazionale, in percentuale, ora inverte la tendenza.
In realtà le rimesse degli indiani di Parma non hanno mai smesso di crescere. Nel 2012 Bankitalia vedeva crescere le rimesse verso India, Cina e Filippine. Nel 2013 lo scenario non cambia: se gli indiani sono in testa per valore assoluto, i filippini registrano la crescita più forte in termini percentuali: +51,23% in un anno. Consistente anche l'aumento dello Sri Lanka: +33,77% fra 2012 e 2013. Da Parma alla Cina, i soldi mandati con i canali ufficiali aumentano del 12,77%: dal milione del 2012 a 1,13 milioni l'anno scorso. Ricevono molto anche i Paesi dell'Est: mezzo milione di euro la Russia (+11,37%), un milione e mezzo l'Albania (+12,17%), +5,71% la Romania. Aumenti anche verso Marocco, Santo Domingo, Perù e Pakistan. Meno soldi invece arrivano da Parma alla Moldavia (- 2,35%, attorno a due milioni e mezzo), Tunisia, Colombia, Ecuador, Nigeria.

Le cifre sono considerevoli; tra l'altro hanno acceso da tempo la gara a colpi di offerte e servizi fra money transfer e istituti bancari.
Sommando i movimenti di denaro ufficiali si scopre che in appena tre anni, fra 2011 e 2013, dal Parmense sono usciti più di 133 milioni di euro. Oltre ai soldi spediti «a mano», magari affidandoli a un connazionale che torna in patria per un po' di tempo.
Prendiamo solo il caso dell'India: 4,8 milioni di euro appaiono tanti, in pratica più di 400mila euro al mese. Dividendo la cifre per il numero di indiani censiti nel Parmense, 3.637, la media è di 110 euro a testa. Ci sarà chi non fa operazioni ma ci sarà anche chi manda più di questa cifra. D'altronde la media di 100/150 euro è emersa anche in altri studi ufficiali.
Incrociando i dati relativi al denaro con quelli della popolazione - diffusi dalla Provincia e aggiornati al 1° gennaio 2014 - si nota che la comunità più numerosa, quella dei moldavi (sono 7.502, il 3 per cento in meno in confronto al 2012) è al quinto posto negli invii di denaro. I romeni sono la seconda comunità più numerosa (6.904 persone) e anche per le rimesse. Seguono gli immigrati di Albania e Marocco. Ma se gli albanesi sono terzi quanto a popolazione immigrata, sono al nono posto per le rimesse.  

CENTO EURO A TESTA, PIU' O MENO. Il profilo-tipo dell'immigrato che manda denaro in patria? Uomo, sotto i cinquant'anni, manda in media 100-150 euro al mese. Lo conferma Andrea Lasagni, docente del Dipartimento di Economia dell'Università, che con altri colleghi studia le tematiche economiche legate agli immigrati. «L'importo è legato all'occupazione - spiega -. C'è spesso un debito di riconoscenza verso chi è a casa, anche a distanza di anni. Magari spendono meno per sé qui in Italia» ma non rinunciano alle rimesse perché «sanno che a casa questi soldi sono importanti».
Lasagni, citando gli studi della Fondazione Leone Moressa, sottolinea che a livello nazionale le rimesse calano molto, in particolare da Lazio e Lombardia, mentre l'Emilia è in controtendenza. Un effetto della crisi a macchia di leopardo: «Forse in Emilia le condizioni sono meno drammatiche rispetto ad altre parti d'Italia». Aggiunge Lasagni: secondo l'Istat, il tasso di disoccupazione fra gli stranieri era del 17,3% nel 2013, contro il 11,55% medio degli italiani. «Questo incide sulle condizioni di medio-lungo periodo - analizza -. Non è facile mantenere l'invio di soldi, che dipende anche dalla capacità di risparmio di ognuno». Pesano anche la crisi del commercio e la ripresa che stenta a farsi vedere.

INDIANI SOPRA LA MEDIA. I numeri “nudi e crudi” descrivono il fenomeno ma i comportamenti variano. Abbiamo parlato di una media attorno ai cento euro al mese a testa... Gli indiani però tendono a comportarsi diversamente, secondo Gautam Talukdar, presidente di Sejuti, associazione indiana di Parma. «Gli indiani inviano denaro magari una volta all'anno, ma quando lo fanno è per grossi importi, anche mille euro - dice Talukdar -. Spesso si usano i servizi di money transfer perché sono molto veloci, più delle banche. Inoltre hanno orari più flessibili: gli stranieri possono andarci dopo il lavoro, altrimenti dovrebbero chiedere un permesso. Anche le commissioni più basse facilitano gli invii».
Il presidente non si dice sorpreso dal “sorpasso” degli indiani su rumeni, senegalesi, marocchini e moldavi in questa classifica: d'altronde la comunità sta crescendo, anche grazie ai ricongiungimenti famigliari.
Da dove vengono tutti questi soldi? Gli indiani nel Parmense sono impiegati non solo in agricoltura, sottolinea Talukdar: non di rado aprono un'attività commerciale, a costo di fare sacrifici di altro genere e magari condividere un'abitazione con i connazionali per dividersi le spese. Lo stesso Talukdar a Lesignano lavora come operaio metalmeccanico ma in India aveva un'impresa di catering e al suo arrivo in Italia, nel 1993, lavorava nella ristorazione.
E chi riceve le rimesse? Gli indiani spediscono soldi soprattutto per tre ragioni: «Per pagare eventuali debiti, per contribuire al mantenimento dei genitori e per pagare alla famiglia in patria investimenti come la casa o l'automobile».

 

Archivio
L'inchiesta del 2013
Calano le rimesse, indiani in controtendenza 

Il profilo-tipo di chi manda soldi all'estero

 

Interviste e analisi del 2012
Le rimesse degli immigrati non sentono la crisi

Banche e money transfer si contendono una "torta" ricca

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  • Maurizio

    04 Luglio @ 20.57

    Indiana il tuo discorso non regge e ti spiego il motivo, in italia fino ad ora esistono i salari minimi nei contratti collettivi e non è assolutamente vero che gli stranieri prendono meno, anzi buona parte di essi hanno vari figli e prendono mediamente di più rispetto a noi a parità di livello, ormai gli aumenti salariali oltre quelli di adeguamento o di anzianità nessuno più li da quindi anche noi italiani non abbiamo scuse. Altro dato possiamo farlo proprio su questa classifica, gli indiani presenti da noi sono la metà dei rumeni ad esempio ma come mai sono quelli che mandano più rimesse? Bene per trovare risposta basta partire del lavoro che fanno prevalentemente e dallo stipendio medio del lavoro che loro fanno prevalentemente, gli indiani lavorano prevalentemente nelle stalle e questo tipo di lavoro è ben retribuito. Come mai se si escludono le famiglie che fanno questo lavoro da tempo come dipendenti vi sono quasi esclusivamente indiani seguiti da buona parte di straniero e qualche meridionale? Parliamo poi delle piccole fonderie a parma e provincia? come mai solo stranieri nei reparti più pesanti? Quì poi sono informato, conosco un'azienda in particolare, bene dagli anni 90 periodicamente cercano qualche dipendente ma questo è sempre e solo straniero perchè non trovano italiani o parmigiani disposti a fare questo lavoro, nemmeno in tempi recenti di crisi come questo. Parliamo poi di aziende dove si fanno i turni di notte o lavori pesanti come le vetrerie? Un tempo i nostri padri e nonni non si facevano problemi a fare i turni notturni e lavorare sabato e domenica, ora tanta gente rifiuta quei posti oltretutto spesso pagati profumatamente

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  • filippo

    04 Luglio @ 20.03

    marihugo sembra normale che qui la gente non arriva a fine mese e questi risparmiano spesso il 30 o 50% dei redditi, anche perché i comuni sono molto generosi con loro..

    Rispondi

  • marirhugo

    04 Luglio @ 20.00

    ..."mentre questi vanno al money tranfer con chili di contante non tracciabile::" sono tracciati se spediscono anche 10 euro Informati i money transfert, sono banche... Betti : come fanno? 150 euro a testa in media in un anno? cioe' mezzo euro al giorno, caspita, ma come fanno? Li avranno rubati a Veronica??

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  • marirhugo

    04 Luglio @ 18.55

    Ci sono troppi cafoni su questo sito , nella migliore delle ipotesi ignoranti come cavallette, ( detestano l'immigrato perche' i soldi che guadagna non li spende tutti in italia; magari se guadagna a parma, tutti a parma) nella peggiore nazisti e nazisti idioti vadano da un'altra parte a scrivere le loro scemenze Alla nick Indiana, e' proprio cosi' ; alla stazione a lavorare c'erano meridionali, albanesi, rumeni, e tunisini; ma quale fola .... I merdionali sono italiani E il datore di lavoro che ne approfitta perr sottopagare, non rispettare i contratti va semplicemente sbatturo all' asinara, il lavoro e' merce; si compra quello che costa meno certo comunque che detestare persone ricattate e' odioso e qualche insulto qua e' la' passa tranquillamente

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  • Michele E

    04 Luglio @ 18.52

    "80 euro" a parte (se sono per rilanciare i consumi interni era meglio vincolarli alla spesa interna appunto), mi danno più fastidio le rimesse di biciclette, pneumatici, materiale e attrezzi da lavoro, gioielli, il tutto diciamo "usato", che partono quotidianamente coi furgoni chiusi e rimorchio verso... non si sa dove!

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