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Grande successo de "L'impavida d'Emilia"

La cicloturistica lungo le strade del Po

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Circa duecento i partecipanti a Guastalla (RE), insieme a vecchie glorie del ciclismo e a costruttori storici di biciclette tailor made:
194 partecipanti, fra cui molti giovanissimi, alcuni non ancora maggiorenni, e ben 73 biciclette d’epoca. Sono questi i numeri dell’Impavida d’Emilia, la cicloturistica lungo le strade del Po che in un anno ha quadruplicato il numero degli appassionati di cicloturismo provenienti dal territorio reggiano e da diverse regioni italiane. Ieri l’evento ha condotto lungo gli argini di bonifica e le golene del Po a Guastalla, Gualtieri, Boretto, Novellara, Reggiolo e Luzzara duecento appassionati delle due ruote che, fin dalle prime ore del mattino, hanno pedalato sui due percorsi proposti (di 45 km e di 72 km) godendosi una giornata splendida in una delle zone più suggestive del Nord d’Italia. A dar ulteriore colore alla manifestazione, dove hanno fatto gli onori di casa il sindaco di Guastalla Camilla Verona e il vice sindaco Ivan Pavesi, ci hanno pensato poi i “ciclisti d’epoca” con le loro antiche biciclette e l’abbigliamento vintage che hanno reso omaggio alla storia del ciclismo eroico del secolo passato. Da segnalare la presenza di molti ragazzi, fra cui alcuni non ancora diciottenni, come Stefano Lasagni e Vittorio Salsi di Reggio Emilia che hanno percorso l’intero tragitto di 72 km e sono rimasti entusiasti dell’iniziativa. Fra i giovanissimi anche qualche ragazzino classe 2000 o 2002!
Fra le chicche della kermesse, anche la presenza di una replica di biciclo inglese del 1875, condotto da Mario Labadessa, direttore di “Bici D’Epoca”, che si è aggiudicato un premio speciale.
Nata da un’idea di Vitaliano Biondi, Giuseppe Alai, Ivan Pavesi e Armando Nocco, e organizzata dal Comune di Guastalla, con l’adesione dei Comuni di Gualtieri, Boretto, Novellara, Reggiolo, Luzzara e del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, L’impavida d’Emilia intende preservare un patrimonio di strade sterrate, elemento imprescindibile del paesaggio del Po. Valorizzare queste strade perdute del Po significa salvaguardare anche un paesaggio che testimonia il rapporto secolare fra civiltà rurale e natura. Spesso, infatti, queste strade fanno parte di antichi tratti utilizzati per il pellegrinaggio e il commercio e testimoniano antiche usanze agricole e pastorizie.
Domenica in meno di cinque ore tutti gli impavidi hanno percorso l’itinerario prescelto dove sono stati allestiti tre punti ristoro: il primo all’impianto idrovoro del torrione/botte Bentivoglio, il secondo alla Tenuta Riviera, il terzo all’Azienda Agrituristica Valle 5° a San Girolamo di Guastalla (RE). A tutti i ciclisti è stato offerto, all’arrivo in piazza Mazzini, Epò Basta, un portentoso elisir contenente qualche goccia di Lambrusco delle terre reggiane. Una provocazione, nata dalla fantasia di Mauro Del Bue, per dire no all’uso delle sostanze dopanti in ambito sportivo. Poi, per rifocillare i corridori, è stata offerta una buona pastasciutta preparata dalla Pro Loco di Guastalla, insieme a fragrante gnocco fritto.
Ad ospitare il cuore della manifestazione è stata, nella capitale dei Gonzaga, la scenografica Piazza Mazzini dove si trovavano la segreteria organizzativa, l’ufficio informazioni e l'area espositiva con biciclette antiche ma anche magliette, cappellini, scarpe, accessori che si contendevano gli appassionati. Nel Cortile Interno di Palazzo Ducale una bellissima mostra di biciclette d’epoca, da corsa e da lavoro dalla collezione di Omar Maselli di Carpi (Mo).
Nella classifica finale sono risultati vincitori per gli uomini:
al primo posto Paolo Cavazzuti di Modena (con bicicletta Gladiator a cardano 1875), al secondo Lorenzo Borelli sempre di Modena (su una Labor del 1910) e al terzo un altro modenese, Ermes Leonardi (su una Durchopp).
Tra le donne ha ottenuto il primo premio la modenese Denis Bavutti (Hirondelle retropedal del 1907), Giulia Rocca di Reggio Emilia con una Marastoni del 1957 e Antonella Guerci con una Marastoni del 1968.
A premiare i corridori il sindaco Camilla Verona e l’assessore allo sport Luca Fornasari.
Sono stati attribuiti anche tre premi speciali: il primo ad Alessandro Lombardi (Peugeot 1908), il secondo a Giuseppe Zombardi (Dei 1920) e a Simone Lamacchi (Cilles Ludovic Morin Rennes 1905).
A tutti in premio una confezione di Parmigiano Reggiano offerto dal Consorzio del Parmigiano Reggiano sponsor della manifestazione assieme a S.A.Ba.R. Spa.
La soddisfazione degli organizzatori è unanime come pure gli attestati di stima giunti da molti partecipanti.
“L’Impavida d’Emilia ha avuto un ottimo esito e siamo intenzionati a proseguirla – afferma il vicesindaco Ivan Pavesi - perfezionando alcuni aspetti organizzativi e ampliando il suo percorso con il coinvolgimento dei comuni di Brescello e Poviglio. La manifestazione è una importante occasione per ampliare la conoscenza del nostro territorio, per promuovere le nostre eccellenze e divulgare il ciclismo e il turismo nella Bassa ad una platea di sportivi e appassionati di cicloturismo, ma anche per coinvolgere le famiglie e offrire una alternativa sana, ecologica e divertente alle visite ai centri commerciali”.
“Si valuterà in futuro – ha aggiunto Pavesi - di poter entrare anche nei centri storici dei comuni attraversati, ricchi di storia, cultura e tradizioni, per renderli più vivi e animati”.
L’impavida è stata anche l’occasione per incontrare vecchie glorie del ciclismo reggiano come Danilo Barozzi professionista alla Cimatti (dieci anni e nove vittorie, dal 1949 al 1958, gli anni di Bartali e Coppi), Pietro Partesotti, ottimo ciclista, che partecipò a cinque edizioni del Giro, dal 1962 al '66, al Tour del '65 e a due mondiali; Lauro Grazioli, lo scandianese, classe 1943, professionista verso la fine della stagione 1966, giusto in tempo per partecipare al Giro di Lombardia, e arrivare 17°, e Licinio Marastoni, storico produttore di telai per tanti campioni, fra cui Moser che con la bicicletta di Marastoni vinse il Giro nel 1984. ieri pomeriggio proprio Marastoni è stato circondato da appassionati ciclisti ai quali ha raccontato con emozione come faceva a fare biciclette su misura, dopo aver osservato il ciclista in corsa, compreso il suo modo di pedalare e di muoversi sulla due ruote. Alla fine prendeva misure sul corpo del ciclista e, come un sarto, gli confezionava una bicicletta ad hoc, curata in ogni minimo dettaglio.  
Ma anche chi era in cerca di biciclette, pezzi rari come maglie dei campioni del passato, locandine del Giro d’Italia, ricambi di biciclette di tutti i periodi storici, vecchi campanelli, manifesti e insegne pubblicitarie non è rimasto deluso, grazie all’allestimento di alcuni espositori del settore. Particolarmente apprezzata, come evidenziato sopra, nel cortile d’onore di Palazzo Ducale la mostra di biciclette d’epoca, da corsa e da lavoro di Omar Maselli di Carpi (Mo). A conclusione della manifestazione, sempre a Palazzo Ducale si è svolto lo spettacolo multimediale Criminali del Biciclo di Duccio Canestrini che ha illustrato i principi di Cesare Lombroso espressi nel 1900 nei "I delitti col biciclo", fornendo una inedita panoramica di delitti ciclistici, ebefrenia biciclica e del biciclo come mezzo per delinquere.
“L’Impavida d’Emilia”, forte del successo di questa seconda edizione, dà appuntamento a tutti gli appassionati per il prossimo anno.

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