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piazza garibaldi

Aperto il cubo di ghiaccio

E Alinovi annuncia: "La Racagni ora procede"

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Si è chiusa con l’apertura dell’involucro “La sfida del cubo di ghiaccio”, voluta dall’assessore ai lavori pubblici ed energia Michele Alinovi, nata da una proposta dell’associazione Network Casaclima Emilia.
Il 13 settembre scorso, in piazza Garibaldi, sono stati posati due cubi di ghiaccio della stessa dimensione (80 centimetri di lato): uno, senza protezioni, si è sciolto completamente in 53 ore; il secondo, chiuso nella casetta coibentata e protetto da uno spessore di 56 centimetri di isolante, è stato spacchettato questa mattina e il risultato è assolutamente sorprendente: il lato si è ridotto di 2 centimetri, passando da 80 a 78. Pertanto il cubo è pressochè integro, avendo perso circa il 3% del suo contenuto. La scommessa sarà vinta da chi ha indovinato la percentuale residua oppure, in subordine, da chi ci è andato più vicino, fra i tanti che hanno compilato le 4.500 schede distribuite in queste due settimane.

Nei prossimi giorni si procederà allo spoglio delle schede pervenute e sabato prossimo 4 ottobre, alle ore 11, ci sarà la premiazione presso la sede dell’IAT (sportello turistico) in Piazza Garibaldi.
Il risultato di questa singolare sfida è la prova di quanto possa cambiare la nostra vita di tutti i giorni: se mettiamo in atto tecnologie per l’ottimizzazione del consumo energetico: si può arrivare vicini allo zero.
Efficienza energetica e nuove tecniche costruttive sono alla base del progetto legato al cubo di ghiaccio, che ha avuto il suo momento culminante questa mattina con un convegno a Palazzo del Governatore, dal titolo eloquente: “Edilizia sostenibile e risparmio energetico, casi pratici e approfondimenti tecnici” e che si lega direttamente alla scommessa del cubo di ghiaccio fino ad oggi “gelosamente custodito” nella casetta di Casaclima, proprio in piazza Garibaldi, e svelato al pubblico a conclusione del convegno. Anche i ragazzi della scuola sono stati invitati a partecipare e ad usare l’apposita scheda per indovinare che percentuale di ghiaccio è rimasta a 15 giorni dal posizionamento del cubo.
Il mistero del cubo di ghiaccio “con il cappotto” è stato così svelato poco dopo mezzogiorno in Piazza, alla presenza del sindaco Federico Pizzarotti e dell’assessore ai Lavori pubblici ed energia Michele Alinovi, insieme ai rappresentanti di Casaclima, la società che ha allestito il cubo.
L’iniziativa si sposa idealmente con il PAES – Piano d’azione per l’energia sostenibile - approvato dal Comune, che prevede fra le finalità quella di sensibilizzare le nuove generazioni proprio in merito alle sfide che il piano stesso propone e che sono in linea con gli indirizzi europei legati ad una riduzione entro il 2020 del 20 % dell’anidride carbonica, un aumento del 20% dell’efficienza energetica e un incremento del 20 % di energie derivanti da fonti rinnovabili. 

Per questo le nuove tecniche costruttive legate alla realizzazione di edifici passivi – ed è appunto questo il motivo ispiratore del cubo di ghiaccio - sono oggi un argomento di grande attualità a fronte delle esigenze legate all’impatto ambientale dell’edificio stesso, ai consumi energetici ed all’utilizzo di fonti rinnovabili. Realizzare abitazioni in cui i consumi energetici sono ridotti al minino, come sarà per esempio anche per la nuova scuola Racagni, non è più un miraggio ma una realtà determinante per il futuro, dal momento che il 50 % degli inquinanti derivano proprio dal riscaldamento di edifici.
In proposito, lo stesso assessore Alinovi , dopo aver parlato del PAES, ha annunciato che i lavori per la costruzione della nuova scuola Racagni proseguono speditamente dopo il ritiro del ricorso che ne aveva rallentato l’attività ed ha dichiarato che anche la ristrutturazione con ottimizzazione energetica della scuola Don Milani di via Montebello sarà inserita nel piano triennale delle opere pubbliche, contando anche sui contributi già richiesto allo Stato
Case a consumi ridotti e condomini intelligenti, ma soprattutto un cambiamento nel modo di pensare al futuro sono stati ulteriori elementi di riflessione affrontati nel corso del convegno coordinato dall’energy manager del Comune Enzo Bertolotti.

 

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  • Maurizio

    28 Settembre @ 14.56

    Michele, sarà mai che la nuova racagni va costruita al posto della vecchia racagni che è stata demolita?

    Rispondi

  • federicot

    28 Settembre @ 11.45

    federicot

    Come succede in tutte le case moderne ipercoibentate manca lo scambio d'aria e sapete cosa si forma sui muri : delle bella muffa. Ma roba che neanche un salumificio a felino ne ha vista così tanta. Come a casa mia...non ho bisogno in effetti nè di clima nè di riscaldamento ( accendo si è no un mese all'anno) , ma spendo un sacco di soldi per ridipingere e sanificare tutti gli anni.

    Rispondi

  • michela

    28 Settembre @ 09.45

    Ma che critiche inutili e ignoranti!! Sempre a lamentarvi e mai scrivere nulla di costruttivo!!! È un esperimento davvero carino, che crea interesse sia nei bambini che negli adulti!!sono la base per affrontare tematiche come quelle del risparmio energetico e casa passiva! Noi in Italia siamo davvero indietro sull argomento e sull applicazioni di questi fondamenti!! Quindi ben vengano queste dimostrazioni!!!!

    Rispondi

  • Medioman

    28 Settembre @ 01.42

    La "casa" a tenuta stagna, senza bisogno di 56 centimetri di isolante, esiste già: si chiama sarcofago! Se avessero "cambiato l'aria" tutti i giorni, come è opportuno fare in ogni abitazione, non so quanto sarebbe rimasto del cubo di ghiaccio. E, comunque, anche i cavernicoli usufruivano di "abitazioni" estremamente coibentate, già qualche millennio avanti Cristo.

    Rispondi

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