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Parigi: doppio blitz della polizia, uccisi i killer di Charlie Hebdo. Morti 4 ostaggi

Anonymous vuole oscurare i siti jihadisti

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Attese un milione di persone oggi a Parigi per la marcia contro il terrorismo. Parteciperanno i leader di tutta Europa, anche de Mistura per l’Onu, il premier israeliano Netanyahu e il presidente palestinese Abu Mazen. Resta la nota stonata dei Le Pen, Marine sarà a Beaucaire. E’ psicosi attentati. Cnn: «In Francia attivate cellule dormienti nelle ultime ore». E’ giallo sulla compagna del killer, si troverebbe in Siria.

Bild am Sonntag: per il Nsa, Roma fra obiettivi terrore

L’attentato di Parigi dovrebbe essere il primo di una serie di attentati in Europa: Roma sarebbe fra gli obiettivi del terrorismo. Emerge da informazioni raccolte dall’americana Nsa, secondo Bild am Sonntag. «Nelle intercettazioni - si legge sul tabloid tedesco - è stato fatto anche il nome di Roma. Piani concreti tuttavia non sono noti».

«Commandos terroristici costituiti da 4 unità sarebbero diretti in Europa, talvolta camuffati come rifugiati», si legge ancora sulla testata tedesca che dà notizia delle informazioni raccolte dagli americani sul rischio corso in attualmente Europa. A proposito della capitale italiana Bild riferisce poi del video di minaccia divulgato dall’Isis.
Le informazioni su Roma si trovano in un ampio articolo (che ha come sfondo fotografico il Colosseo) dedicato alle capitali europee che potrebbero, dopo Parigi, venire colpite. Bild dà la parola a esperti dell’intelligence come il generale americano Michael Flynn, a capo fino ad agosto scorso dei servizi segreti militari Usa (dia), che avverte: «Attentati del genere non dovrebbero meravigliarci. Ne vedremo degli altri». Anche Andrew Parker, capo dei servizi segreti interni britannici MI5, si spinge a dire, con toni inconsueti che è «cresciuto il rischio di un attentato con numerosi morti». E proprio i servizi britannici avrebbero avvertito i colleghi europei del rischio di attentati sugli aerei, realizzati con un tipo di esplosivo non rilevabile dai metal-detector. Al Quaida avrebbe pubblicato rapporti dettagliati di bombe di questo tipo in internet.

 

Caccia alla Hayat

E' ancora caccia ad una terrorista: Hayat Boumedienne, la compagna 26enne dell’autore del sequestro nel supermercato kosher parigino, Amely Coulibaly. Nella giornata del doppio blitz che ha portato all’uccisione dei tre terroristi islamici ricercati si erano rincorse voci sulla presenza di Hayat al supermercato kosher. Sembrava che la donna fosse riuscita a fuggire durante il blitz mescolandosi agli ostaggi in fuga. La sua presenza, poi, non è stata confermata. 

Secondo la radio Europe 1, che cita informazioni confidenziali, Hayat Boumeddienne non si troverebbe in Francia ma in Siria, dov'è arrivata nei primi giorni di gennaio dalla Turchia.  La compagna di Amedy Coulibaly, spiega la radio, ha preso il 2 gennaio un volo Madrid-Istanbul in compagnia di un francese noto ai servizi di sicurezza. Aveva un biglietto per il volo di ritorno il 9 gennaio, ma non si sarebbe presentata all’aeroporto. Anche la radio Rtl, citando fonti proprie, conferma l'informazione, aggiungendo che la Boumeddienne sarebbe stata vista attraversare la frontiera turco-siriana l’8 gennaio.

Donna ostaggio provò a prendere un'arma al terrorista: uccisa

ANSA) - PARIGI, 10 GEN - «Sono sorpresa di essere ancora viva», così Maria, uno dei quindici ostaggi di Amedy Coulibaly, nel supermercato kosher di Vincennes, a Parigi, all’uscita dall’ospedale Hotel-Dieu, ai giornalisti di Bfmtv-Rmc.
«Abbiamo sentito un boom, poi abbiamo visto l’uomo con un giubbotto antiproiettile, due Kalachnikov in mano, un coltello e una pistola - spiega la donna -. E alla nostra destra c'erano due cadaveri, due clienti che sono morti fin dall’inizio. Non appena entrato ha sparato».
La donna ha raccontato che una cliente del negozio ha cercato di impossessarsi di una delle armi del terrorista, ma invano. "C'è una cliente che era dietro di noi, gli ha voluto prendere un’arma ma non è riuscita a sparare. Lui ha risposto sparandole in testa». Maria ricorda la donna agonizzante vicino a lei per una decina di minuti, fino a quando Coulibaly ha abbassato le serrande di ferro.

Resta la massima allerta

Il governo ha deciso di confermare ancora per il fine settimana il massimo livello di allerta antiterrorismo del piano Vigipirate in tutta la regione di Parigi, l’Ile-de-France.

La fine dell'orrore

Si concludono con altro sangue i tre giorni più lunghi per la Francia, cominciati con la strage in redazione a Charlie Hebdo e finiti con un doppio, simultaneo assalto dei reparti speciali francesi. Morti i tre terroristi, che hanno inneggiato ad al Qaida e all’Isis, morto un loro probabile fiancheggiatore. Morte anche quattro persone, ostaggio in un supermercato di prodotti kosher.
In un messaggio dal Cairo, Al Qaida in Yemen (Aqap) ha rivendicato l’azione, organizzata per vendicare il profeta Maometto, mentre su Youtube uno dei responsabili di Aqap, Harith gin Ghazi, ha chiesto alla Francia di smettere di attaccare l'Islam o ci saranno nuovi attentati.
«Usciremo da questa prova ancora più forti», ha detto il presidente Francois Hollande in tv, provando a risollevare i francesi atterriti da un incubo interminabile. Ma poi ha subito aggiunto che «per la Francia le minacce non sono finite».
Il terribile attacco ai vignettisti di Charlie Hebdo, poi il crudele assassinio di una giovane poliziotta, infine la fuga dei tre terroristi braccati come animali, i due fratelli integralisti Cherif e Said Kouachi e l’ultrà islamico di origine maliana Amedy Coulibaly. Fino a questa mattina sembrava che l'attesa dovesse durare ancora a lungo, poi la notizia che i due Kouachi avevano tentato di rubare un’auto, si erano scontrati con la polizia e, infine, si erano asserragliati in una tipografia della zona industriale della Seine-et-Marne, a est di Parigi, a ridosso dell’aeroporto Charles de Gaulle di Roissy. Secondo il procuratore della Repubblica di Parigi, Francois Molins, i due erano armati sino ai denti e possedevano addirittura un bazooka, con l’ogiva pronta ad essere sparata.
Contemporaneamente, si stringeva il cerchio attorno a Coulibaly, del quale non si era saputo più nulla dopo l'assassinio della giovane agente ieri mattina: fermati i genitori, un mandato veniva spiccato nei confronti suoi e della sua compagna, Hayat Boumeddiene, che è tuttora ricercata.
I fratelli Kouachi non si erano resi conto di avere con loro un ostaggio. Dopo ore, sentendosi perduti e privi di potere di scambio con la polizia che li assediava, sono usciti dallo stabilimento sparando contro la polizia, alle 16.57. Seguendo gli ordini impartiti direttamente dal presidente Hollande, i reparti speciali hanno risposto al fuoco e hanno «neutralizzato" la minaccia. I due fratelli, che avevano fatto sapere di voler morire «da martiri», sono stati uccisi nello scontro a fuoco.
Nel primo pomeriggio, intanto, era riemerso Coulibaly, di cui non si avevano notizie da ore. Era braccato, ha saputo dei suoi genitori fermati, ha sentito che era arrivato alla fine ed è passato al gesto estremo: kalashnikov in pugno, è entrato in un supermercato di prodotti kosher a Vincennes, periferia residenziale di Parigi, prendendo in ostaggio una decina di persone, fra cui donne e bambini, e gridando ai primi poliziotti arrivati: «sapete chi sono, sapete chi sono!».
Le ricostruzioni, e lo conferma anche Molins, dicono che abbia ucciso subito quattro degli ostaggi, minacciando poi un massacro se fossero stati toccati i fratelli Kouachi. Ha avuto la calma e la concentrazione di telefonare alla redazione di BFMTV per mettere in chiaro che la sua azione era coordinata con i fratelli terroristi, che avrebbero dovuto occuparsi «loro di Charlie Hebdo, io dei poliziotti». Dopo essersi detto appartenente allo Stato islamico, si è preparato alla fine cominciando a pregare (i redattori di BFMTV hanno ascoltato le sue preghiere dal cellulare rimasto staccato). Anche a Vincennes, per ordine di Hollande, le teste di cuoio sono passate all’azione, esattamente tre minuti dopo Dammartin-en-Goele: fuoco e granate lacrimogene sul supermercato, irruzione ed esplosioni, poi il silenzio. Lentamente sono usciti i superstiti, mentre i soccorritori si dedicavano ai feriti. Cinque i morti accertati: Coulibaly e quattro ostaggi. Alcuni riferiscono però che tra le quattro vittime ci potrebbe essere un possibile complice del killer, ma il procuratore non conferma l’ipotesi.
Messa in scacco da tre persone nonostante avesse schierato quasi 100mila uomini sul terreno, la Francia prova già da stasera a curarsi le ferite e a interrogarsi sul futuro. Già il primo ministro Manuel Valls ha fatto capire in giornata che c'è forse bisogno di cambiare qualcosa nell’arsenale legislativo francese, alcune circostanze che emergono di ora in ora lo confermano: Coulibaly a piede libero nonostante fosse stato condannato a 5 anni nel 2013 per aver tentato di far evadere Belkacem, terrorista algerino tristemente noto per gli attentati del 1995; Cherif Kouachi, già segnalato come integralista pericoloso, reduce da un soggiorno in Yemen nel 2011 che egli stesso ha definito «finanziato dall’imam Anwar al-Awlaki», eppure libero di agire e organizzarsi a proprio piacimento.
I francesi provano a ripartire, anche se stasera la strada appare molto in salita. Charlie Hebdo vive, o almeno prova a farlo, riprendendo il lavoro con i superstiti della carneficina ospitati nella redazione di Liberation. Domenica, alla marcia "repubblicana» in nome dell’unità nazionale, in prima fila ci sarà anche Francois Hollande. Verranno a trovarlo, per esprimergli vicinanza e solidarietà, Matteo Renzi, il premier inglese David Cameron, lo spagnolo Mariano Rajoy, la cancelliera Angela Merkel, i massimi vertici europei e il segretario di stato americano alla Giustizia, Eric Holder.

Anonymous vuole oscurare i siti jihadisti
Il collettivo hacker Anonymous dichiara guerra ad al Qaida e ai terroristi dell’Isis dopo il massacro a Charlie Hebdo. «Attaccheremo e metteremo offline tutti i siti della galassia jihadista», affermano in un comunicato.

Killer di Parigi alla tv:  "Difendo i musulmani e la Palestina"

Amedy Coulibaly ha detto, prima di morire ieri nel blitz della polizia nel negozio kosher di Parigi, di agire per difendere i musulmani oppressi nel mondo e in particolare la Palestina. Lo riferisce Bfm-tv che ha diffuso il contenuto della telefonata di ieri con il kille


Video: le prime immagini dell'assalto delle forze speciali contro i due uomini asserragliati a Dammartin-en-Goele
 

La cronaca e le foto di questa mattina

Il racconto di una parmigiana

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  • Andrea

    10 Gennaio @ 15.01

    GUERRA SANTA ???

    Rispondi

  • Straiè

    09 Gennaio @ 18.08

    Forse non tutti se ne sono accorti, ma l'EUROPA È IN GUERRA! Questo è solo l'inizio.

    Rispondi

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