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Perchè non amiamo più la nostra città?

Vandalismi, incuria, menefreghismo... E Parma diventa più brutta

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La fotosegnalazione di oggi riguarda i cartelloni del Ponte di mezzo. Un ponte non certo nuova a vandalismi e gesti simili (ad esempio ricorderete le viole strappate in gennaio), nonostante sia in una zona centralissima della città, di cui segna il collegamento di qua e di là dall'acqua.

Sarebbe "bello" chiedersi come si sente l'idiota autore dei buchi nie cartelloni Enia/Aipo che illustrano l'importanza ambientale del sottostante torrente. O come si sentivano gli (altri?) idioti delle viole.

E questo serve anche a ricordare che quando parliamo di "Parma senza amore" (titolo di un libro di oltre 30 anni fa purtroppo ancora attualissimo, anche se sono cambiate le zone del degrado), non è un atto di accusa verso gli amministratori di turno, che pure avranno ovviamente le loro responsabilità. Ma è l'allarme che lanciamo a tutti i parmigiani - vecchi e nuovi - che hanno il diritto, e il dovere, di curare e preservare questa piccola splendida città. Lo stesso discorso che abbiamo sempre fatto per i rifiuti: da una parte sicuramente ci sono aspetti da ritoccare nella modalità della raccolta (e ce ne siamo occupati ampiamente), ma questo certo non giustifica chi crea le discariche abusive o chi inserisce i rifiuti nei contenitori sbagliati.

Non è un problema minore. E nei giorni scorsi anche l'Ascom se ne è fatta interprete: ma ora bisogna passare ad una seconda fase, in cui ogni parmigiano faccia davvero la sua parte. Sperando, nel frattempo, che gli idioti del Ponte di Mezzo o di via Cavour siano presto chiamati a pagare (in tutti i sensi) le loro azioni.

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  • Filippo Bertozzi

    05 Giugno @ 20.45

    L'inciviltà e' un problema dei singoli individui, che però diventa sociale quando chi amministra non lo corregge: se venissero subito pulite/aggiustate/sistemate/sostituite le cose sporcate/danneggiate/deturpate, possibilmente punendo subito i responsabili, si disincentiverebbe la trascuratezza e la maleducazione di altri. È' il principio della finestra rotta, che attira a romperne altre per emulazione. Ma Pizzarotti preferisce fare la morale ai Boys su Facebook, come se questo risolvesse il problema...

    Rispondi

  • gigiprimo

    02 Giugno @ 23.30

    vignolipierluigi@alice.it

    A parte il fatto che la mafia in America era creata da varie famiglie con origini europee vedi irlandesi, siciliani e magari sudamericani. Non vedo il nesso fra i nostri meridionali e gli africani, siano del nord o del centro!

    Rispondi

  • gigiprimo

    02 Giugno @ 20.12

    vignolipierluigi@alice.it

    A parte il fatto che la mafia in America era creata da varie famiglie con origini europee vedi irlandesi, siciliani e magari sudamericani. Non vedo il nesso fra i nostri meridionali e gli africani, siano del nord o del centro!

    Rispondi

  • Vercingetorige

    02 Giugno @ 18.32

    VEDE , DOTTOR REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT , lei invita a non fare di ogni erba un fascio , ed ha ragione , però , ad avviso mio e di molti altri lettori , la massiccia invasione meridionale e straniera degli ultimi decenni a Parma , ha determinato un evidente turbamento nel contesto sociale della Città . Se lei considera ogni singolo fatto come isolato ed a sè stante , può dire che uno vale l' altro , ma la conseguenza di questa invasione massiccia non è semplicemente la somma dei singoli fatti , Non è solo questione della delinquenza , che , pure , è percepita dalla Popolazione come una grande minaccia , ma c' è un mutamento profondo nei costumi della vita quotidiana , negli atteggiamenti nei confronti del prossimo , nei confronti della Comunità e dello Stato. Sono mentalità diverse , usi e costumi diversi che, qualche volta , contrastano coi nostri. Non si può liquidare tutto questo come "razzismo" e cedere alla tentazione di censurare , cosa che , in realtà , riconosco che fate molto raramente . Lei sa per quale ragione io non posso avere pregiudizi in questa materia , ma , una volta , di meridionali , a Parma , c' erano solo Carabinieri , Poliziotti , Finanzieri , Guardie Carcerarie e qualche impiegato di qualche Ufficio Statale. Non incidevano sul Contesto Sociale parmigiano , anzi , erano quasi emarginati , e , anche questo , non era bene. Quando una ragazza parmigiana si voleva fidanzare con un meridionale i famigliari la mettevano in guardia : "Pensaci bene ! Stai attenta ! Sono gelosi ! Sono possessivi ! Sono maschilisti ! " . Ne è passata di acqua sotto i ponti , ma , ancor oggi , molti Parmigiani "del sasso" (tra i quali , la meraviglierà , ci sono anch' io , che sono nato "de dlà da l' acqua" ) subiscono l' invasione , ma non l' hanno del tutto accettata ed assorbita . Cercare di zittirli accusandoli di "razzismo" mi sembra un po' semplicistico, poi lei mi dirà che bisogna adeguarsi al livello medio del "forum" (compreso il mio , naturalmente ) , e vabbè-----------

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    • 02 Giugno @ 19.20

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Subito una precisazione: se c'è un sito che non "cerca di zittire" nessuno è proprio questo, che come lei sa bene ospita le opinioni più disparate comprese quelle di chi non ha la Gazzetta in simpatia. - Detto questo, sono d'accordissimo sul fatto che "la massiccia invasione degli ultimi decenni a Parma , ha determinato un evidente turbamento nel contesto sociale della Città" (poi capirà perchè ho tolto un pezzetto della frase). E anzi mi batto da sempre con la superficialità di chi - come il lettore Marihugo, per fare un nome che in questo forum conoscono in tanti - non vede o fa finta di non vedere questo turbamento, che non è solo in isolati gruppi di xenofobi ma è di tanta parte della popolazione, anche mite. Ci sono problemi oggettivi, che io direi collegati soprattutto alla massiccia invasione extracomunitaria (quella meridionale è iniziata negli anni '60, e quindi la darei un po' più per metabolizzata). Come conciliare questo aspetto con i drammi epocali che spingo o qui migliaia di profughi e con una esigenza di accoglienza di cui a nostra volta abbiamo beneficiato a suo tempo in America (dove pure abbiamo esportato la mafia...) o altrove? Credo che la strada sia quella di chiedere/applicare il rispetto delle leggi: ben venga a chi è qui per lavorare (anche se di lavoro oggi non ce n'è granchè neppure qui), a casa chi non rispetta le regole. E non credo che in questo la pensiamo diversamente - Perchè allora parlo di razzismo? Lo faccio con chi generalizza e dice che "gli" extracomunitari sono un problema, come se non ci fossero almeno alcune decine di migliaia di immigrati che sono qui pacificamente e si sono integrati (Le statistiche parlano chiaro). Ed è "razzismo", forse, anche pensare che noi parmigiani abbiamo solo da insegnare, dimenticando quanti scandali e quanta corruzione abbiamo prodotto nell'ultimo decennio conquistando spesso "l'onore" delle prime pagine nazionali. Morale: sottoscrivo in pieno il suo discorso, ma non sottoscrivo le generalizzazioni (e spesso proprio il razzismo) di chi non fiudica le singole persone ma un'intera etnìa, come se ogni tedesco fosse assimilabile a Hitler.... Buona serata.

      Rispondi

      • Vercingetorige

        03 Giugno @ 12.58

        DOMANDO SCUSA PER LO "ZITTIRE" , DI CUI NON SONO CERTO IO LA VITTIMA , MA RICORDO CHE I NOSTRI EMIGRANTI IN AMERICA DOVEVANO AVERE un regolare passaporto , un regolare visto dell' ambasciata americana , che , non di rado , veniva negato a chi aveva fama di socialista o anarchico , una dichiarazione di un imprenditore americano che garantiva di assumere l' emigrante alle sue dipendenze e gli garantiva un alloggio . Alcuni Paesi , come , ad esempio , il Canada , facevano sottoporre il richiedente a visita medica presso la loro Ambasciata , perchè ammalati o handicappati non ne volevano . Arrivati negli Stati Uniti venivano messi in quarantena nella famigerata Ellis Island , che oggi i turisti visitano come Alcatraz . Gli improduttivi , vecchi e ammalati , li mandavano indietro. Poi è arrivata anche la mafia , ma , con quelli che distruggono i documenti , quando li hanno , prima di salire sul barcone ed arrivano qui convinti che abbiamo il dovere di mantenerli , c'è una bella differenza

        Rispondi

      • carmelo

        02 Giugno @ 22.04

        guardi gazzetta che l invasione meridionale continua tuttora e anche in crescendo del resto e' meglio usufruire dell ospedale di parma o di gela ?!

        Rispondi

  • Vercingetorige

    02 Giugno @ 16.03

    VEDERE QUESTI CARTELLI SFONDATI mi ricorda i cartelli stradali che ho visto in Sardegna ( soprattutto nel Nuorese ) e in Calabria , crivellati a pallettoni.

    Rispondi

    • Maurizio

      03 Giugno @ 08.09

      Perché questi sarebbero danni causati da pallettoni? Non è possibile che siano semplici vandali o ragazzini che lo fanno per noia? Magari anche parmigiani come noi, tipo quelli denunciati perché in centro si divertivano a danneggiare la auto in sosta rompendo gli specchietti? La maleducazione e l’inciviltà non ha origine da posti ben definiti ma è la società che è così, adesso va di moda comportarsi in questo modo anche in luoghi dove l’invasione straniera e meridionale non c’è o è molto circoscritta

      Rispondi

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