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Calcaterra padrino d'eccezione alla Montanara Running

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Per tutti ormai è «Re Giorgio» Calcaterra. Lui, modesto e riservato nonostante i suoi tre titoli mondiali sulla distanza di 100 km e dieci vittorie al Passatore (suo il record della gara, 6h25’, con una media di 3’51/km), si definisce prima di tutto «un corridore libero»: libero di correre per divertirsi, per stare bene e superare i propri limiti, piuttosto che per inseguire il risultato e superare gli avversari a tutti i costi. Libero dal doping che, dice, «è una presa in giro per tutti noi che corriamo lealmente».
Calcaterra è stato ospite di quest’anno dell’anticipo della Montanara Running (la gara di campionato Fidal organizzata dalla squadra podistica del Circolo Minerva.

Ieri Giorgio Calcaterra è arrivato al Centro Giovani Montanara: starter delle corse dei bambini della Montanara Kids e protagonista della la consueta chiacchierata con i campioni del podismo che ogni anno anticipa la gara. Intervistato da Davide Menarini, condirettore della rivista Correre, si è raccontato ai podisti parmensi, che lo hanno accolto con grande entusiasmo.
«Ho avuto la fortuna – ha detto – di avere un grande papà (Antonio Calcaterra, ndr), che mi ha insegnato a correre, come faceva lui, per divertirsi, per tagliare il traguardo con il sorriso. Da quando, a 10 anni, ho fatto la mia prima gara ho cercato di tenerlo presente, pur impegnandomi per dare sempre il massimo».
E’ questo uno dei pilastri del «decalogo Calcaterra», «Insieme alla lealtà, che è il valore più importante per me. Quando si corre non si possono usare scorciatoie. Solo così si può durare nel tempo». E proprio per rendere omaggio a chi corre lealmente, alla Maratona di Roma della scorsa primavera «Re Giorgio» ha deciso di corre due volte la 42 km: dopo aver tagliato il traguardo (e aver ottemperato alla burocrazia dei controlli anti doping) è ripartito per raggiungere Ligio, l’ultimo runner in gara, e completare con lui gli ultimi chilometri.
«Volevo festeggiare, con lui, gli ultimi e tutti quelli che non sono arrivati primi, che sono molto importanti anche se troppo spesso non vengono applauditi. Ci tenevo che passasse questo messaggio, e correre due volte la 42 km mi è servito a farlo arrivare».
«Al primo posto deve esserci sempre la voglia di migliorarsi e di stare insieme, non quella di fare il risultato, anche se poi uno in gara dà sempre il massimo. E’ il mio metodo e non credo che avrei avuto risultati migliori se ne avessi seguito uno diverso, anche se negli ultimi anni ho iniziato a stare più attento ad alcuni dettagli dell’alimentazione e della preparazione. Corro contro me stesso, anche quando cambiano gli obiettivi personali. E’ l’unico modo per fare questo sport».
Il prossimo 12 settembre Giorgio Calcaterra sarà a Winschoten in Olanda, per difendere il titolo di campione mondiale della 100 km, e nonostante non sia previsto dalla sua preparazione, questa mattina sarà al via della 10 km della Monatanara Runnig. «Sarà un onore per noi – dice Fabrizio Mattioli del Forrest Group – averlo sulla linea di partenza».

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