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Mariel, argentina per caso: "Un giorno vivrò a Berceto"

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E' nata e cresciuta in Argentina ma ama l'Italia e non perde occasione per ribadirlo. D'altronde le radici di Mariel Lippi sono nel Vecchio Continente: i suoi nonni erano italiani. In particolare, i genitori della mamma venivano da Berceto. 
Mariel Lippi ha 29 anni, fa studi a indirizzo economico a Buenos Aires e sogna di venire a vivere in Italia: "niente più, niente meno". Anzi, puntualizza, vuole vivere "nelle terre del nonno" materno: Valmozzola e Berceto. Più che "strajè", lei si sente un'italiana in Argentina "per caso". Quando può, raggiunge questo lato dell'Atlantico (un ritorno facilitato, in questi anni, dal suo lavoro come hostess Alitalia): nel suo profilo Facebook, ricco di foto, non mancano scatti realizzati a Parma, Collecchio, Berceto... oltre a Roma e altre località italiane.
Fra queste, la zona di Reggio Emilia. Aspettando il concerto di Ligabue al Campovolo, Mariel sfoggiava un telo con i colori dell'Argentina e la scritta Campovolo-Buenos Aires 11.165 km.

Mariel, sempre entusiasta di parlare di Italia e in particolare di Emilia, accetta con grande disponibilità di rispondere alle domande di Gazzettadiparma.it, raccontando di sé e delle origini della sua famiglia. "Sono nata e cresciuta a Buenos Aires - racconta Mariel Lippi -. Nipote di ben 4 nonni italiani di cui due (quelli materni) parmigiani. Sono cittadina italiana iscritta all'Aire di Berceto". La sigla indica l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. Dopo il concerto, aspettando di ripartire per il Sudamerica, la giovane ha incontrato i parenti che vivono fra Collecchio e Chiavari: cugini, prozii e amici vari. E' anche andata in Comune a Berceto con il cugino Walter Civetta per rinnovare la carta d'identità di cittadina del paese montano.

Il racconto prosegue. "Sono laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, durante il 2009 ho fatto l'erasmus alla Bocconi, attualmente sto facendo un MBA all'Università privata dell'impresa di Buenos Aires - ci spiega Mariel -. Ho lavorato per ben 5 anni per Alitalia e da aprile di quest'anno lavoro presso il Consolato d'Italia a Buenos Aires, il più grande al mondo. Il sogno della mia vita? VIVERE in Italia, niente più. Niente meno. Questo viaggio è stato molto speciale per me: il primo dopo la scomparsa di mio nonno". 



Il nonno materno si chiamava Antonio Serventi: "Nato a San Siro, iscritto a Valmozzola. Ultimo Comune di residenza: Berceto. Prigioniero di guerra in Germania 1943-1945". Antonio lavorò come muratore. Aveva quattro sorelle e tre fratelli. Due sorelle e un fratello partirono per l'Inghilterra, lui andò in Svizzera fra il 1945 e il 1947, per poi emigrare in Argentina nel 1950. A Buenos Aires conobbe la moglie Maria Daffada, nata nel 1930 a Roncotasco, iscritta a Valmozzola ed emigrata in Argentina chiamata dal padre nel 1948. "Questo dicembre avrebbero compiuto 60 anni di matrimonio - spiega Mariel -. Mi accontento di avere ancora lei che quest'anno ne farà 85. E ringrazio il cielo di aver avuto lui e di essermelo goduto fino all'ultimo giorno dei suoi splendidi 91 anni. Mio nonno era riuscito a tornare per la prima volta nel 1969 (in aereo) grazie ad agevolazioni delle società italiane e nel 1986 insieme a mia nonna, grazie all'aiuto di mio padre, figlio di un piemontese e una friulana. Li ha sempre considerati e rispettati come se fossero stati i propri genitori". 

La prima volta in Italia per Mariel? Nel 2005, con volo diretto Buenos Aires-Milano Malpensa. "Mia madre ha avviato le procedure di riconoscimento della cittadinanza italiana subito dopo la crisi argentina del 2001. Assieme a tanti argentini che volevano scappare dalla crisi. Morale? 8 anni di attesa. Per fortuna nel 2009 sono riuscita a partire per l'Erasmus essendo già cittadina. Quella volta mi sono fermata per 6 mesi. 5 in Italia, la maggior parte del tempo, e pendolavo con Milano. Più 1 mese a Cambridge a fare l'au pair. Sono dovuta tornare per presentare la mia tesi di laurea: niente meno che sul secondo governo Prodi!". Poi il lavoro in Alitalia e gli studi in Argentina. 
A Buenos Aires, Mariel vive con mamma Maria Rosa, professoressa d'italiano, papà Hector, impiegato, e la nonna. Il fratello Ezequiel è sposato e ha due figli. "Se mi chiedete se sono Argentina ... Sinceramente no. Proprio per niente. Solo per il MATE oramai diventato famoso dal mitico Papa Francesco. Parenti, amici, datori di lavoro italiani. Cellulare, computer e tablet impostati in italiano. Cibo italiano in casa. Abito qua per caso. E prima o poi realizzerò il mio sogno di vivere nella terra di mio nonno. Ne sono sicura". 


Foto e video
Da Buenos Aires a Reggio per il Liga: i selfie di Mariel Lippi

La carica dei fan di Ligabue 

Tutto sul concerto di Ligabue al Campovolo

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