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Donadoni riparte con il botto: Bologna-Atalanta 3-0

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Un tempo per soffrire e un tempo per dire al campionato che questo Bologna in serie A ci può stare. Roberto Donadoni esordisce sulla panchina del Bologna come meglio non potrebbe: tre gol all’Atalanta, tutti nel secondo tempo, per tornare alla vittoria, dare tre punti d’ossigeno ad una classifica non bella, ma adesso un pò meno complicata e che sono, perlomeno, serviti a nascondere qualche problemino che ancora rimane. L’Atalanta di Reja ferma il proprio cammino dopo una partita che prima ha provato a vincere con poca convinzione, poi non è riuscita a far altro che osservare, mentre il Bologna gliela strappava di prepotenza dalle mani.
Il secondo tempo del Bologna, per Donadoni, tornato al calcio dopo la travagliata esperienza di Parma, è stato pieno zeppo di buone notizie. A cominciare dai gol, tre, ovvero la metà di quelli segnati nelle prime dieci partite dalla gestione Delio Rossi. Poi dagli autori: da Mattia Destro, oggetto prezioso del mercato e a secco, fin qui, per tutto il campionato. Ma senza dimenticare Giaccherini che dal Bologna di Donadoni vuol tornare ad essere un protagonista della serie A.
L’Atalanta, invece, è stata bruttarella e se ne torna a casa a mani vuote con un paio di colpe sulla coscienza. Su tutte, quella di non aver saputo approfittare del primo tempo in cui il Bologna assomigliava in tutto a quella delle prime dieci partite. Nel tridente di Reja è stato D’Alessandro quello più sveglio e dai suoi piedi sono partite le occasioni migliori, per Gomez e Kurtic.
Ma anche la colpa di non essere stata impeccabile in difesa, nelle due occasioni, in avvio di ripresa, che hanno permesso al Bologna di prendere il volo. Come quando Toloi ha perso, con un retropassaggio di quelli da non fare mai, che Giaccherini ha preso, impastato e infornato. O come quando a Masina è stato permesso, indisturbato, di asfaltare la corsia destra, pochi minuti dopo, quando ha servito Destro. Per l’attaccante ex Roma è arrivato un gol dal sapore della liberazione. Ma anche un gol che ha fatto capire che la partita aveva preso una direzione chiara.
Ed a questo punto della partita sta la terza colpa dell’Atalanta: quella di non aver fatto nulla per provare a raddrizzare una partita che in pochi minuti s'era messa stortissima. Reja ha provato a schierare (quasi) tutta la sua qualità offensiva, ma nemmeno Maxi Moralez e Pinilla hanno saputo aprire varchi in una difesa rossoblù attenta e giudiziosa.
Un tempo di gloria per il Bologna, un tempo di colpa per l'Atalanta. Un tempo che non cambia, per il momento la tendenza di un campionato, ancora deficitario per i rossoblù, tutto sommato soddisfacente per la dea.
Ma che offre spunti di riflessione per tutti. Per il Bologna, che su questi 45 minuti può costruire la propria salvezza, per Donadoni che ha raccolto in quattro giorni quello che Delio Rossi non era riuscito a raccogliere in due mesi. Ma anche per l'Atalanta che a Bologna ha capito che con l’atteggiamento della ripresa del Dall’Ara non si può certo aspirare a quel ruolo di temibile guastafeste che fin qui si era ritagliato con merito. 

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