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Medesano ha ospitato la prima volta in Emilia dello «Youth On The Run», il gioco di ruolo che per 24 ore cala i partecipanti nel ruolo di un migrante. Ideato nei primi anni ‘90 in Danimarca, per combattere i sentimenti di intolleranza e razzismo nei confronti di rifugiati e migranti, il gioco è stato portato in Italia dalla Croce Rossa pochi anni fa, e dopo una serie di simulazioni interne, da quest’anno è stato aperto a tutti.
L’obiettivo principale è quello di far vivere ai giovani le vicissitudini del percorso di vita di richiedenti asilo e rifugiati, per aiutarli a capire e rispettare le persone costrette a fuggire e vivere lontane dal loro paese di origine, a causa di persecuzioni o guerre. Quella tenuta a Medesano è stata una della quattro simulazioni in programma in Italia per il 2015 e ha visto coinvolti 17 ragazzi, dai 14 ai 26 anni, provenienti da tutta la nostra provincia.
A manovrare il gioco è stato un team di esperti provenienti da tutta la nazione e supportato dai militi della Croce Rossa di Medesano, organizzatrice dell’evento. Le colline medesanesi sono state il teatro della simulazione che ha portato i giovani ad attraversare un esempio delle molte difficoltà che i migranti possono incontrare nel proprio viaggio, prove fisiche e psicologiche che hanno portato una delle partecipanti ad abbandonare la simulazione verso metà percorso. Al termine delle 24 ore tutti i ragazzi hanno comunque giudicato l’esperienza positivamente.
«E’ stata davvero dura sia a livello fisico sia a livello mentale – spiega Sofia, la 17enne di Coltaro che ha abbandonato il gioco –. A un certo punto non ce l’ho fatta e ho lasciato. Sono comunque contenta di aver partecipato, perché questa esperienza mi ha fatto capire meglio quello che possono passare le migliaia di migranti che tutti i giorni lasciano la loro terra rischiando la vita per una speranza. Per me è stata durissima, ma per valutare meglio il mondo mi basta pensare che noi abbiamo provato queste sensazioni per 24 ore, sapendo comunque di essere in una simulazione, di essere super monitorati e di poter lasciare quando volevamo, mentre tante persone affrontano prove ben peggiori nella vita reale e in viaggi che possono durare anni».
Felice dell’esperienza anche Anastasio, 26 di Parma che al termine ha spiegato: «E’ stata un’esperienza molto formante. Sapevo che sarebbero state 24 ore pesanti, ma sono molto contento di averle provate. Credo sia un’attività molto educativa che da bene l’idea di quel che può succedere in un viaggio come quello affrontato dai migranti. Adesso il mio impegno sarà quello di diffondere questo sapere, spiegando ad amici e conoscenti quello che ho provato e, se ci riuscirò, diventando anche io istruttore per questo gioco».
I moderatori della simulazione sono infatti tutti ex partecipanti. La squadra di esperti giunta a Medesano per gestire il gioco è formata da alcuni dei giovani istruttori della Cri che hanno seguito lo sviluppo del gioco prima del suo esordio italiano. «Molti di noi hanno partecipato alla loro prima simulazione nel 2011 in Islanda - spiegano -. L’obbiettivo è trasmettere concetti ed emozioni lontano dai banchi di scuola, perché sentire delle parole e diverso da provare un’esperienza in prima persona».
Parlando delle polemiche ruotate attorno al gioco, gli istruttori precisano: «Anche la sensibilizzazione è parte dell’opera della Croce Rossa che, tra l’altro, è impegnata anche a Lampedusa e nei centri d’accoglienza. Qualcuno ha provato a strumentalizzare la cosa, ma qui non c’è nulla di politico, si tratta di far capire a dei giovani cosa affronta tutti i giorni una parte di mondo che viene percepita come distante. Ovviamente, con questo gioco non c’è la presunzione di fornire un’esperienza uguale a quella di un migrante, qui i ragazzi sanno di essere in un gioco e che non gli accadrà nulla di grave, ma la simulazione può comunque dare un senso della cosa, molto ridotto rispetto alla realtà, ma utile a smuovere le coscienze». Molto felici anche i militi della Cri di Medesano, orgogliosi di aver portato nel loro territorio un evento di livello nazionale.

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