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Il racconto è uscito sulla Gazzetta di ieri, con le foto di Annarita Melegari e le descrizioni di Chiara Pozzati. Ma merita di essere conservato e ricordato: e soprattutto merita di essere messo ai primissimi posti dell'agenda cittadina. Parma non può pensare di ospitare progetti di crescita e di attrazione se prima non si libera di chi sembra avere acquisito il vero controllo di acune zone della città.

Con il cane antidroga tra Pilotta e pensilina

L’ultima dose di hashish l’ha scovata nella fessura di una delle porte chiuse alle spalle della pensilina di viale Toschi. Una scaglia bruna, incartata con cura, e infilata in una rientranza. Un pertugio semi-invisibile considerando che pure le porte si notano appena, complice anche il murales che ricopre interamente il retro della struttura. Prima ancora il segugio antidroga con gli alamari ha puntato dritto nel greto della Parma dove – nella marea di ciarpame – ha individuato altro stupefacente. Forse casualmente forse no, il sacchettino spiccava in bella vista esattamente sotto al folto drappello di ragazzini minorenni seduti direttamente sul parapetto. Il sospetto che qualcuno abbia lasciato scivolare la bustina dalla tasca alla viste delle divise c’è, ma provarlo è tutta un’altra storia. E non manca il sopralluogo – il secondo a due giorni di distanza –in piazza della Pace. Grazie al fiuto del «capitano a quattro zampe» altri sei grammi di marijuana sono affiorati da uno dei faretti a terra, a pochi metri dal monumento a Verdi, mentre altri nove sono quelli di hashish rinvenuti su viale Toschi. Così Sid, il serafico labrador di otto anni che abbiamo conosciuto giovedì, è tornato alla carica sabato mattina, durante il nuovo blitz dei carabinieri della Compagnia di Parma, già da tempo impegnati in una controffensiva a trecentosessanta gradi. Già, perché l’obiettivo di questi servizi parecchio ravvicinati nel tempo, ma comunque ordinari, va oltre lo spaccio notturno. E come vi abbiamo raccontato il venerdì sera, è giusto fare la cronaca del «day after» quando tocca ai buoni mettere a segno i punti. Alle dieci i militari di via delle Fonderie e del Nucleo cinofili di Bologna, in collaborazione con Guardia di finanza e Municipale, arrivano, fermano, sequestrano piccoli quantitativi di droga, identificano uomini e donne, stranieri e parmigiani, perdigiorno e studenti. Parlano con la gente, con garbo e pazienza e appuntano vie e situazioni per cui intervenire successivamente. Alle undici e trenta hanno già passato sotto la lente i documenti di una quindicina di persone, disperdendo – solo con la loro presenza – quella fauna inquietante che spesso popola piazza della Pace e dintorni. Un giovane viene scortato in caserma per accertamenti, ma alla fine si rivelerà tutto in regola. Quel che è certo è che si tratta di un lavoro ai fianchi prezioso che si aggiunge a quello fatto nell'ombra», poco spettacolare, senza sirene o spiegamento di uomini, ma fatto di indagini e appostamenti. Sabato mattina la divisa funge, già di per sé, da deterrente ed è palpabile la soddisfazione dei parmigiani nel parco, attentissimi a seguire gli sviluppi del blitz. E se il ripulisti di piazza della Pace piace, un capitolo a parte – e le forze dell’ordine lo sanno bene – è il giro della pensilina: una vecchia storia fatta di nuove facce. Lì si radunano ragazzini – per lo più minorenni – che spacciano fra loro ma soprattutto consumano, oltre a sporcare, prendere a calci lampioni, incendiare cestini dei rifiuti. Ed è solo di giorno che li vedi stravaccati sul parapetto o pronti ad allungarsi verso la tubatura extralarge che corre appena sotto il Lungoparma, per prendere non si sa bene cosa. Ecco perché i militari rivoltano anche questo spicchio di Parma. Particolarmente battuto – e lo dimostra il fatto che più volte sia stato impiegato il cane antidroga- è anche il greto del torrente. Dove, ricordiamo, poco meno di un mese gli uomini di via delle Fonderie insieme alle Fiamme Gialle avevano rinvenuto oltre mezzo chilo di droga tra hashish, cocaina e marijuana insieme a una pistola calibro 6,35, con matricola abrasa, completa di caricatore e cartucce.


Piazza della Pace: il mercato della droga nel cuore della città

A volte capita. Sì, capita che l’offerta arrivi a bruciapelo, senza bisogno della domanda. Come in piazza della Pace (o «piazza coca» ironizzano in tanti) dove vieni agganciato direttamente dal pusher, anche in una serata condita con appuntamenti, musica dal vivo e tanta brava gente. Venerdì sera: da un lato la festa, dall’altro lo sballo. Tutto su un unico prato. «Fumiamo insieme?», è la proposta di un giovane nordafricano che ci affianca in bicicletta, senza accorgersi della raffica di click della macchina fotografica nascosta. Stiamo passeggiando dal monumento a Verdi verso l’omonima via. E’ qui dove stanno parcheggiati quelli del giro che non molla, nonostante controlli a tappeto e l’impegno quotidiano delle divise. Con un sorriso a trentadue denti, il giovane sui 25 anni ci abborda sventolando una sigaretta, giusto per chiarire che non ne sta chiedendo una, ma offre ben altro. Ci avviciniamo e vediamo che nel palmo della mano stringe un involucro: «è marijuana buonissima», ti giura con tono incoraggiante. Poca «erba», forse nemmeno un grammo, certo non quel che serve per finire nei guai con la giustizia. Quanto basta però per far capire che può averne ancora, o variare il «menù». Ecco l’altra faccia di piazza della Pace, la cartolina squallida che stride con la kermesse che va in scena duecento metri più in là. Così se il «cielo d’Irlanda» strizza l’occhio alla Pilotta, dal monumento a Verdi è già tutta un’altra musica. Dalle 22 individuiamo la prima vedetta solitaria: carnagione scura, età indefinibile, è imbacuccata nel piumino col cappuccio sollevato. Sta fermo impalato, sembra fiutare l’aria. Ci sediamo alle sue spalle, la visuale è ottima per controllare le sue mosse. Più che il venditore vero e proprio si fa «promoter». E’ a piedi e avvicina grappoli di giovani e lupi solitari che arrivano barcollando. Tutti potenziali acquirenti, un business a colpo sicuro. Poche parole e li indirizza verso i due soci in bici, poco più in là all’imbocco di via Verdi. Due marcantoni che fanno la spola tra nascondigli e clienti. Sono pochi e di passaggio, te ne accorgi subito, da come si fiondano oltre la Camera di Commercio al primo cenno di guai. Probabilmente non è passato inosservato il fatto che piazzale della Pace sia da tempo sorvegliata speciale. Quello che non ti aspetti è che uno dei due si avvicina con piglio pragmatico. Il venditore su due ruote non demorde: dopo averti fatto capire cosa fa, non ci gira tanto attorno: «Cosa volete? Chiamo il mio amico, lui ha tutto. Fumo? cioccolato, marocchino – quest’ultimi sono due tipi particolari di hashish – o cocaina?», fa l’elenco della spesa nella speranza di stuzzicare l’interesse. Mentre fingiamo di pensarci su, ripete che basta una chiamata e impugna il cellulare per esser più convincente. Quindi chiude questa conversazione frettolosa e surreale con: «Aspettatemi qui - e indica il povero monumento a Verdi – ritorno con chi ha tutto». Ma ancor prima di una qualsiasi risposta il «promoter» a piedi si avvicina irrequieto. Probabilmente ha mangiato la foglia, capisce che non siamo acquirenti e ci tiene d’occhio. Poi semplicemente arretra e scompare ingoiato dalle ombre di una piazza, sicuramente migliorata rispetto al passato. Ma ancora senza pace.

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  • Andrea

    23 Marzo @ 21.10

    Titolo al solito da deficienti...non siete catalogabili come giornalisti ......

    Rispondi

    • 24 Marzo @ 06.57

      REDAZIONE - Caro Andrea Identici (sempre ammesso che questo sia il vero nome), tieni a mente queste due cosette: 1) vista la prima frase, o impari almeno l'educazione oppure questa è la tua ultima apparizione in questo spazio commenti 2) Non ci crederai, ma di come ci cataloga un maleducato arrogante non ci interessa più di tanto - Quindi, ora torna a ripassare le buone maniere e poi ne riparliamo

      Rispondi

  • Gabriele

    22 Marzo @ 23.36

    Parlate di degrado di questa citta come se prostitute e spacciatori non fossero mai esistiti a Parma e provincia. Ma non avete mai fatto un indagine di mercato Di solito funziona che se di un prodotto cè molta richiesta vuol dire che aumenta anche l' offerta, forse è per questo che a Parma e provincia siamo circondati da spacciatori e prostitute. Io da cittadino mi vergogno e ho sincera paura di tutti quei PARMIGIANI ITALIANI che ogni giorno incontro sulle strade a guidare: auto, camion, furgoni e autobus con le vene piene di droga. Questo si che è degrado e fa paura, e voglio sperare che non facciano parte di questa ategoria medici ed infermieri. Poi vorrei tirere una lancia in favore di Pizzarotti forse non sarà il miglior sindaco che Parma ha avuto ma non lo erano nemmeno Vignali e Ubaldi ricordate che quello che hanno fatto intendo le opere faraoniche, le hanno fatte con soldi che non avevano a disposizione e sono quelli che Pizzarotti sta cercando di rimettere nelle casse del comune Saluti Gabriele

    Rispondi

  • la rivolta di atlante

    22 Marzo @ 23.10

    la rivolta di atlante

    UNICA SOLUZIONE ... DROGA DI STATO ...IN AMBIENTI CONTROLLATI A PREZZI INDUSTRIALI. IL RECUPERO DOPO AVER TOCCATO IL FONDO E SE NON SI RISALE .... AMEN.

    Rispondi

  • ANONIMUS

    22 Marzo @ 20.04

    Federicot. In italia é FUORI CONTROLLO L INVASIONE DI CLANDESTINI CHE SPACCIANO RUBANO E NON RISPETTANO NESSUNA REGOLA!! TANTO C É SEMPRE QUALCHE BUONISTA CHE LI DIFENDE!!

    Rispondi

  • marco

    22 Marzo @ 17.05

    non mi sembra visto 180 kg di droga sequestrati,più altri importanti colpi su dei grossi traffici di cocaina di poco tempo fa...eppura fate pagine e pagine per 6 grammi di droga....ma se fate 2 pagine per 6 grammi per 180 kg quante ne dovreste fare?

    Rispondi

    • 22 Marzo @ 17.19

      REDAZIONE - Te l'ho spiegato prima: se ti annoi e non sai cosa fare leggi un buon libro. Sono certo che ne trarrai enormi benefici

      Rispondi

      • marco

        22 Marzo @ 18.02

        proverò a seguire il suo consiglio ...

        Rispondi

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