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Grasso a Casa Cervi: "Liberarsi dalla criminalità organizzata"

Festa del 25 Aprile a Gattatico: ecco le foto del pubblico

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"La vicenda della famiglia Cervi ci ricorda come la Liberazione fu possibile perché uomini e donne di diversa estrazione scelsero di essere parte di un più ampio progetto di riscatto sociale". A dirlo questo pomeriggio è stato il presidente del Senato Pietro Grasso, intervenuto alla festa del 25 Aprile all'Istituto Cervi di Gattatico. Nell'occasione, la seconda carica dello Stato ha parlato anche delle recenti condanne per 'ndrangheta a Reggio: "In questo giorno della Liberazione è importante anche liberarsi da questi poteri che sono fatti di prepotenza, intimidazione e violenza. Dobbiamo unirci contro questo male dell'infiltrazione della criminalità organizzata".

(foto di Elisa Contini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Luca

    26 Aprile @ 13.45

    una cosa è certa , col fascismo, regime totalitario, la mafia e la massoneria furono ridotte a malpartito e che lo sbarco in Sicilia fu pianificato dagli americani coi capibastone mafiosi fuoriusciti in USA in special modo con Lucky Luciano(Salvatore Lucania) re delle famiglie mafiose di New York che coi i suoi picciotti sull'isola preparò ed informò i "servizi" angloamericani per lo sbarco.Vito Genovese, Vincent Mangano e Frank Costello si dettero da fare. La mafia utilizzò anche i pescherecci in spola col Nord Africa.Tutto serviva per garantire una rete di protezione e di accoglienza. Lo stesso Lucky Luciano rivelò (nel 1959) che nell'anno dello sbarco venne ingaggiato un giovane laureato in legge di Patti: si chiamava Michele Sindona. A tal proposito leggasi l'interessante libro di Alfio Caruso "Arrivano i nostri" che spiega come la mafia del dopoguerra e la sua espansione fu il frutto di questo patto di cui abbiamo pagato le conseguenze fino ai giorni nostri. Nessuno vuol riproporre un periodo storico o rimpiangere nessuno, ma almeno evitare( come fanno Grasso & C.),di usare a vanvera l'argomento mafia.

    Rispondi

  • Massimiliano

    25 Aprile @ 21.52

    Ah beh certo, questi si che erano veri "eroi".... .

    Rispondi

    • 25 Aprile @ 22.02

      REDAZIONE - Lei sicuramente faceva o avrebbe fatto il tifo per altri "eroi" in camicia nera? E' quando leggo commenti come questi che capisco la necessità di continuare a celebrare il 25 aprile (G.B.)

      Rispondi

      • Luca

        26 Aprile @ 16.11

        @G.B. ..certo che c'erano eroi in camicia nera , come ci son state figure eroiche nei partigiani.Pensi forse che che i criminali fossero solo da una parte? Celebrare il 25 aprile avrebbe un senso se se si usasse la MEMORIA STORICA in maniera corretta purtroppo come vediamo ciò non avviene ed è per questo che il Paese resterà diviso per altri 100 anni.

        Rispondi

        • 26 Aprile @ 16.58

          G.B. - Non ho parlato di eroismo o criminali: ho ricordato che tutto parte da una dittatura che fu violenta di per sè e che una dittatura ancor più violenta si scelse per alleato. Da qui iniziò una sanguinosissima guerra mondiale condita da genocidio. Non ho mai detto che tutti coloro che combatterono quella dittatura furono dei santi, ma queste erano le due fazioni in campo: da una parte una dittatura, dall'altra chi la combatteva. Dopo di che, ci sta anche che si dica che molti dei secondi avrebbero voluto instaurare in Italia un regime che in altri Paesi costruì a sua volta una dittatura: e in questo caso la battaglia (stavolta per fortuna soprattutto politica) portò gli italiani a scegliere il blocco delle democrazie occidentali, a loro volta imperfette e piene di limiti, ma democrazie.

          Rispondi

        • Luca

          26 Aprile @ 18.23

          @G.B-quando parlo di Memoria Storica vorrei proprio che almeno ci si interroghi del perchè certi fatti sono accaduti... ricordo a me stesso: 1919/1921 ,dopo la "vittoria mutilata", due anni di tentativi (vani) della sinistra-massimalista di creare in Italia un clima rivoluzionario filobolscevico con violenze,occupazioni di fabbriche,attentati e disordini che gettarono il Paese nel caos con un governo incapace di affrontare la situazione spalancarono le porte a Mussolini e al suo movimento che, con eguale violenza e reazione prese il potere con il plauso anche di forze liberali e cattoliche.L'entrata in guerra dell'Italia a fianco di Hitler (mai amato da Benito) fu dettata principalmente dalla miopia delle "democrazie" Europee, specialmente i francesi e gli inglesi che, dopo averlo corteggiato, cercarono di isolare l'Italia per via delle colonie con le odiate sanzioni che ebbero l'effetto di creare l'enorme e consenso interno al regime che spinse alla guerra. Remember P.za Venezia ?

          Rispondi

        • 26 Aprile @ 18.28

          REDAZIONE - Non so se amava Hitler: so che non sono stato io ad allearmi con i nazisti ma lui. Su Piazza Venezia, basta ricordare il film di Scola "Una giornata particolare " per ricordare anche che dissentire dal fascismo non era esattamente come oggi dissentire da Berlusconi o Renzi o Prodi. Chi si oppone Prodi può festeggiare in Parlamento mangiando mortadella, Matteotti non ebbe esattamente la stessa possibilità... Poi, ben venga parlare delle cause, dell'isolamento internazionale e di tutto il resto. Ricordandoci che parliamo delle cause di un tumore, non di un raffreddore (storicamente parlando). Lei scrive Memoria Storica maiuscolo, ma nei suoi e in altri commenti vedo in maiuscolo molta Amnesìa...

          Rispondi

        • Luca

          26 Aprile @ 19.33

          @G:B. OK promosso in Storia, chiaro e preciso, perfetta citazione cinematografica e bravissimo nel contestualizzare i fatti, che dire.....ottima memoria.

          Rispondi

  • Indiana

    25 Aprile @ 21.29

    Indiana

    Dimenticandosi che proprio un certo Mussolini Benito si oppose con tutte le sue forze alla mafia e alla criminalità organizzata....

    Rispondi

    • 25 Aprile @ 22.00

      REDAZIONE - In compenso non si oppose a Hitler e a una sciagurata guerra mondiale. Ma sono dettagli... (Gabriele Balestrazzi)

      Rispondi

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