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Giulia Salemi: "Accetto le critiche costruttive ma questa è la mia vita"

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  • Paolo

    09 Settembre @ 12.03

    paolo.regg@email.it

    Mi ha fatto piacere che il gentile amico commentatore MauB abbia corrisposto alle mie note dicendo cose effettivamente reali, che vanno nel senso delle mie parole. Devo sottolineare che nel mio commento ho lasciato fuori le mie opinioni ed ancor più la filosofia, dalla quale sono molto lontano e non per un qualche disprezzo, bensì perché ho fatto un ragionamento “tecnico” o meglio scientifico sul fenomeno avviato da quell’esibizione (il casus, di banale dimensione ma utile per aprire un certo discorso). Non ho certamente detto, ed ancor meno sostenuto, che sia meglio andare senza vestiti: sarebbe stata un’opinione mia personale e che nemmeno ho; al massimo posso dire che ognuno la pensi come preferisce. La cultura sociale (a cui appartiene anche la religione) ha posto delle regole e degli interdetti che appartengono più alla filosofia che alla scienza: l’onore, la dignità, il pudore e via dicendo; non sono cose misurabili, definibili con precisione anche se degnissime di esserci per regolare i rapporti sociali. Nell’800 la dignità era che le donne fossero imbacuccate fino al collo, estate compresa; oggi non offende la dignità che vestano una striminzita maglietta e braghette cortissime: nel secolo citato avrebbero prodotto un sommovimento generale. Ed allora qual è la misura del concetto di dignità? Siamo d’accordo che i tempi cambiano e la percezione umana pure: quindi è una filosofia modellabile ed un domani chissà dove arriverà a concedere gli abiti. Il mio discorso non ha riguardato quei valori non misurabili ma concetti derivati a quell’esibizione (che ho definito inopportuna anche nell’attuale filosofia permissiva rispetto all’800). Ho detto che la pelle è l’abito fornitoci della Natura (non è un’opinione, ma un fatto) e che evidentemente ha sbagliato qualcosa nella sua confezione perché in certe sue parti non sia dignitoso (ed anche questo è un fatto, visto il bailamme creato dalla loro esposizione). Questo è un concetto in cui la religione ci ha messo molto del suo e, sempre restando fuori dalla filosofia, non se ne capisce la ragione di base; ancor più per il fatto che ritiene l’uomo “creato da Dio a sua immagine e somiglianza”: allora anche Dio ha sbagliato qualcosa se quella somiglianza ha una parte non corrispondente alla dignità umana. Anche questa è un’osservazione neutra rispetto alle opinioni. Non voglio sovvertire niente delle regole sociali, ma soltanto capirne le basi.

    Rispondi

  • Paolo

    07 Settembre @ 12.09

    paolo.regg@email.it

    Effettivamente lo spettacolo va contro le regole del nostro modo di vedere le cose e, sempre restando nella nostra cultura sociale, è stato inopportuno. Noi siamo ancora sottoposti ai dettati, di origine religiosa, che vede il corpo come oggetto del peccato, anziché l’opera del Dio creatore e quindi cosa stupenda come ogni altra creata (sempre restando nella visione creata). Questi dettati si sedimentati al punto di essere cosa certa ed indiscutibile. Questa inspiegabile visione religiosa ha dato origine a molte devianze psicologiche e psichiche perché va ad agire nell’istinto, fortissimo negli esseri viventi, della procreazione. La Natura gioca sulla quantità per estrarre la qualità e quindi, nella riproduzione della specie, spinge in modo forte nella massima possibile replicazione degli esseri viventi, per cui è altrettanto fortemente vivo nella mente umana quell’istinto innato, secondo, forse, soltanto alle necessità naturali per la sopravvivenza dell’essere. Averlo coercito (e non si capisce perché essendo parte di quella creazione in cui credono) ha creato un corto-circuito nella mente umana. Non si riesce a vedere nella pelle il vestito che ci ha dato la Natura o, per ci crede, Dio; come dire che Dio ha, secondo loro, sbagliato qualcosa nella creazione dell’homo per averlo dotato di parti vergognose ed oscene al punto di nasconderle e quel che vi è collegato (istinto e pratica) da reprimere se non per casi ben definiti. Questa è la visione scientifica delle cose e non ha nessuna intenzione di cambiare le idee o proporre modelli di vita diversi. Resta il fatto che è alla base di quell’inopportuno spettacolo che è una delle tante reazioni che giocano sulla pruderie.

    Rispondi

    • MauB

      08 Settembre @ 11.19

      "dettati", "ordine religioso", " coercire" ecc ecc Forse, non è ben chiaro un DATO DI FATTO INOPINABILE, che è una cosa ben diversa da una personale opinione; in Italia NON si pò PER LEGGE girare nudi. E' VIETATO / PROIBITO ! Tutto il resto sono chiacchiere e FILOSOFIA.

      Rispondi

  • MauB

    06 Settembre @ 16.40

    che bello quando si ha la "forza" di CHIAMARE LE COSE CON IL LORO NOME ! E invece no, deve rincorrere la filosofia anche questa benemerita SCONOSCIUTA che, pur di apparire, ha salutato la sua DIGNITA'; persa per sempre per rincorrere la vanagloria di 4 foto. Sarà per un'altra vita....

    Rispondi

  • 1999NA

    06 Settembre @ 15.16

    Quale potrebbe essere una critica costruttiva?Forse il fatto che doveva prendere il sole in modo integrale, anzichè in costume?!!!!!

    Rispondi

  • Filippo

    06 Settembre @ 14.56

    filippo.cabassa.1970@gmail.com

    Forse mi sbaglierò ma quella che ha messo in bella mostra non mi sembrava tanto la sua vita...

    Rispondi

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