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Il primo ministro francese: "Prorogheremo lo stato d'emergenza"

Parigi ricorda gli attentati, un anno dopo . Fra le vittime c'era anche Guillaume LeDramp, che aveva vissuto a Parma

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A un anno dagli attentati del 13 novembre a Parigi, il primo ministro francese Manuel Valls ritiene probabile una proroga ulteriore dello stato d’emergenza, vista anche la prospettiva delle presidenziali di primavera.
Intervistato dalla Bbc, Valls ha definito «difficile oggi mettere fine allo stato d’emergenza». «Tanto più - ha aggiunto - che stiamo per cominciare una campagna presidenziale con comizi, riunioni pubbliche. Dobbiamo perciò proteggere la nostra democrazia».
Instaurato in Francia dopo gli attacchi di un anno fa, che provocarono la morte di 130 persone, lo stato d’emergenza è stato prorogato di sei mesi a fine luglio.
Pur affermando di essere «molto prudente» sul rischio di nuovi attentati in Francia, Valls ha detto che la possibilità di un attacco organizzato da un commando come quello del 13 novembre di un anno fa «tende a diminuire».
«Invece - ha aggiunto - possiamo trovarci di fronte ad attacchi del tipo di quello che abbiamo avuto a Nizza. Cioè individui manovrati direttamente attraverso internet o i social network, dall’Isis, senza aver bisogno di passare dalla Siria o dall’Iraq». 


PARIGI RICORDA LE VITTIME DEGLI ATTENTATI DI UN ANNO FA. Con un minuto di silenzio ha riaperto i battenti ieri sera il Bataclan, il club nel cuore di Parigi teatro dell’orribile attentato di un anno fa costato la vita a 130 persone, molte delle quali giovanissime. Ad inaugurare la nuova stagione è stato il concerto di Sting. «Stasera abbiamo due compiti - le sue parole dal palco -: onorare i morti e ricominciare la vita. Non li dimenticheremo». Ingresso vietato per gli Eagles of Death Metal, la band che si stava esibendo nel momento dell’attentato di un anno fa.

Oggi si svolgono a Parigi numerose cerimonie. Il presidente François Hollande e il sindaco Anne Hidalgo scoprono targhe nei 6 luoghi colpiti dal commando Isis. 

Fra le vittime degli attentati a Parigi del 13 novembre 2015 c'era anche Guillaume LeDramp, 34enne della Normandia che aveva vissuto anche a Parma. Guillaume aveva raggiunto alcuni amici alla terrazza di rue de Charonne ed è rimasto ucciso dalla pioggia di fuoco dei terroristi.  

Ore 9,30 - E’ cominciata alle 9 allo Stade de France, dove 3 kamikaze si fecero esplodere dando il via alle stragi jihadiste di un anno fa, la commemorazione solenne delle vittime del 13 novembre.
Davanti alla porta D, dove morì Manuel Dias, autista di un pullman che aveva accompagnato un gruppo di tifosi alla partita amichevole Francia-Germania, il presidente Francois Hollande, al fianco del primo ministro Manuel Valls, ha scoperto una lapide.
Il figlio della vittima, Michael, ha letto un testo in memoria del padre, che aveva 63 anni, ricordando il suo arrivo dal Portogallo, a 18 anni: «Mio padre era la prova vivente che l'integrazione è possibile e necessaria». Subito dopo, le note di una canzone scelta dalla famiglia Dias.
Le celebrazioni continuano per tutta la giornata, lapidi saranno scoperte davanti al Bataclan e ai bistrot dove furono uccise in tutto 130 persone.

Ore 10 - Dopo lo Stade de France, Francois Hollande si è spostato nel XI e nel X arrondissement dove ha scoperto - al fianco della sindaca Anne Hidalgo - lapidi davanti ai bistrot delle stragi di un anno fa.
Prima davanti alla Bonne Biere, uno dei bistrot colpiti, poi nella zona del Petit Cambodge, Hollande la Hidalgo hanno sostato durante la lettura dei nomi delle vittime. Poi, un minuto di silenzio, osservato da tutti, con il traffico bloccato nella mattinata grigia e piovosa di Parigi. 

Ore 11,30 - Durissima polemica degli Eagles of Death Metal, il gruppo californiano che era sul palco del Bataclan la sera della strage del 13 novembre, e Jules Frutos, condirettore del teatro che ieri sera avrebbe dato ordine di non far entrare i musicisti al concerto di Sting.
Questa mattina, alla cerimonia solenne con François Hollande, il cantante Jesse Hugues e gli altri del gruppo erano presenti, mescolati tra la folla. La notizia che il gruppo sarebbe stato bloccato all’entrata del Bataclan ieri sera, a causa delle critiche rivolte dal cantante dopo l’attentato ai sistemi di sicurezza e a presunte complicità all’interno del Bataclan, è stata smentita questa mattina dal manager dei musicisti, Marc Pollack, che ha dato del «vigliacco» a Frutos.
«Sono venuti, li ho mandati via, ci sono cose che non si perdonano», aveva detto Frutos ieri sera, confermando quanto già dichiarato in alcune interviste della vigilia.
In un comunicato al periodico americano Billboard, Pollack ha nettamente smentito la versione di Frutos: «Jesse non ha nemmeno provato ad entrare al concerto - afferma Pollack - lui è a Parigi per condividere il ricordo di quei tragici momenti di un anno fa, con i suoi amici, la sua famiglia e i suoi fans. E quel vigliacco di Jules 'Brutos' (il vero nome del codirettore è Frutos, ndr) ha sentito il bisogno di sporcare la riapertura del suo teatro diffondendo voci false alla stampa». 

LE PEN: "STA NASCENDO UN MONDO NUOVO". La vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa è il segno di «un nuovo mondo che sta emergendo». Se ne è detta convinta, con evidente soddisfazione, la leader francese del Front National, Marine Le Pen, intervistata oggi dalla Bbc nel popolare talk show domenicale di Andrew Marr - malgrado qualche polemica - sui possibili legami fra il voto americano e la sua corsa all’Eliseo nel 2017.
Per Le Pen, oltre Oceano è stata messa «una pietra ulteriore» per la costruzione di un mondo nuovo «destinato a sostituire il vecchio ordine». Trump, ha insistito la leader del Fn, «ha reso possibile ciò che era stato presentato come totalmente impossibile» e ha confermato che «anche in Francia il popolo può rovesciare il tavolo attorno al quale le elite si spartiscono ciò che dovrebbe essere restituito ai Francesi».
«Tutte le ultime elezioni - ha rincarato Le Pen, facendo riferimento pure al voto britannico sulla Brexit - sono state in qualche modo dei referendum contro questa mondializzazione selvaggia che è stata imposta ai popoli».

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