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Quei 50 antifascisti parmensi nella guerra di Spagna

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Sono ventenni, trentenni, quarantenni. Popolani della città e contadini della provincia. Le carte di polizia li chiamano comunisti, anarchici o solo antifascisti. Sono i sovversivi di Parma e delle terre circostanti, che tra i 1936 e il 1939, unendosi a quel moto di popolo che fu la guerra di Spagna, si arruolarono come volontari nelle Brigate Internazionali per combattere le forze reazionarie di Francisco Franco. Arrivarono dopo viaggi rischiosi, lasciarono a casa genitori, mogli e anche figli piccoli. Alcuni morirono in battaglia, altri furono feriti o risultarono dispersi. Seguendo le strade che attraverso i Pirenei e la Catalogna conducono al fronte, un libro in uscita in questi giorni ricompone i sentieri personali dei parmensi che sulle trincee antifranchiste misero in gioco se stessi, trovarono spunti di esaltazione o motivi di profondo sconforto affrontando un nemico per sconfiggere il quale, da lì a poco, sarebbe servita una guerra mondiale.
Vincenti per tutta la vita. Antifascisti parmensi nella guerra di Spagna, di Marco Severo (Bfs, 2017, 224 pagine), racconta per la prima volta le storie dei circa cinquanta parmensi che si arruolarono nelle milizie di partito e nell’Esercito popolare durante la guerra civile che – dopo il colpo di stato dei generali reazionari - sconvolse la Repubblica spagnola. Nessuno obbligò quegli uomini a farlo. Fu una scelta di fede e di rivolta, l’istinto per la libertà e la solidarietà che aveva spinto alcuni di essi a partecipare precedentemente alle Barricate del 1922 a Parma, li portò oltre i confini per partecipare a un’esperienza di internazionalismo “per la pace, il pane, la libertà” che ancora oggi appare incredibilmente moderna e all’avanguardia, in un’Europa che stenta a trovare un’identità politica. Opponendosi a un ordine totalitario che di lì a poco sarebbe diventato definitivamente una questione, appunto, internazionale, i cinquanta parmensi possono essere oggi ricordati come i primi resistenti al fascismo, nella consapevolezza che quando le tirannie si impongono, e la violenza si afferma nel torto, solo i tempi lunghi della storia possono certificare che alcuni, per quello che fecero - come ha scritto il poeta Attilio Bertolucci in omaggio alle barricate antifasciste di Parma - furono comunque, e senza alcun dubbio, «vincenti per qualche giorno, vincenti per tutta la vita».
Il libro, edito su iniziativa del Centro studi movimenti di Parma e dell’Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna - con il contributo del Comune di Parma e della Regione Emilia-Romagna - verrà presentato sabato  23 settembre  in piazzale Inzani  alle 17,30 (al circolo La Giovane Italia di piazzale Santa Croce in caso di pioggia). Dialogherà con l’autore William Gambetta, ricercatore del Centro studi movimenti. Letture tratte dal libro a cura di Giancarlo Ilari.
Per info: www.csmovimenti.org, centrostudimovimentimail.com, cell: 333.5410221

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  • rradamess

    21 Settembre @ 11.53

    Ci riprovo: Nella guerra civile spagnola i repubblicani, a cui appartenevano queste brigate internazionali, si distinsero per l' enorme strage di religiosi e per la deportazione di statue Sacre dalle chiese alle piazze per poi essere fucilate in pubblico.

    Rispondi

    • marco

      21 Settembre @ 13.04

      avevano capito tutto...1849!!!

      Rispondi

  • Luca

    21 Settembre @ 08.58

    "Combattenti x la libertà" questa è la patente per i partigiani e, appunto, i 50 anarco_comunisti combattenti in Spagna mentre è stranoto che combattevano per una repubblica popolare di stampo libertario o comunista che con la libertà è la democrazia non avevano nulla a che fare .Il Centro Studi Movimenti, che si occupa di tenere viva la memoria storica di quei movimenti degli anni 70 tipo Lotta continua,Potere operaio,Pdup,Avanqurdia operaia,Servire il popolo ecc.ecc. con la legittimazione dell'assessorato , in nome di un antifascismo da dopoguerra , ci propinano la loro "verità" con i soldi dei contribuenti.

    Rispondi

  • Stefano

    20 Settembre @ 14.27

    reinard.alfa@gmail.com

    I volontari Fascisti sono stati 618. Questo la dice lunga su quanti erano Fascisti e chi no. http://www.parmaelasuastoria.it/ita/Gli%20anni%20del%20Littorio.aspx?idMostra=49&idNode=370

    Rispondi

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