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Abbiamo già sottolineato che mercoledì, di fronte al drammatico incidente di piazzale Corridoni, tanti hanno contribuito ai soccorsi cercando di aiutare i vigili del fuoco a sollevare il filobus. Ma non è stato il comportamento di tutti, almeno a giudicare da questo racconto della nostra collaboratrice Francesca Gatti, che si è trovata a sua volta sul luogo dell'incidente. Ecco il suo racconto, che merita una riflessione:

L'indifferenza, di lato

Le voci si sono rincorse e diffuse da una parte all'altra del torrente.
Un rimbalzo continuo di accuse, di responsabilità; uno scambio di testimonianze, di versioni; un racconto di dinamiche, di visuali.
Uno schieramento della città, attorno ad un autobus, che divideva in due la folla.

Di fronte ad un evento che ha stravolto la vita di due persone, la tragicità si mescola alla leggerezza, la preoccupazione alla curiosità, l'emozione alla vanità.
Di fronte ad un evento di questa portata, l'unica materia che sembra si sia in grado di cingere è quella del cellulare. Non generalizziamo: persone emotivamente e fisicamente coinvolte erano presenti, hanno collaborato, agito, o anche solo partecipato al dolore, mostrando una sana empatia o un doveroso rispetto.
Ma un altro tipo di “coinvolgimento” ha dominato le fila di quanti erano accalcati attorno al luogo: quello virale.

Chi, in maniera più tempestiva ed energica, è riuscito ad aggiudicarsi i posti "migliori", erano coloro che sono saliti in cima ai gradini della statua dedicata a Filippo Corridoni. Lì, cellulari alla mano e sorriso stampato in faccia, filmavano la scena, fieri del proprio operato. Ma non era da meno neppure una ragazza appena uscita da scuola, che con l'incidente aveva guadagnato una “scusa” da fornire a mamma e papà “per rientrare più tardi a casa”. Insieme a lei, due ragazzini, sorridenti e incuriositi, come se stessero aspettando di entrare al sabato sera al cinema, hanno continuato a cibarsi della scena che si svolgeva di fronte ai loro occhi. Per non parlare di un altro ragazzo, che - assicuratosi l'appoggio e l'ascolto da parte delle compagne di classe - si prodigava in canzoni e battute volgari. Ma l'apice è stato raggiunto dalla solita ragazza incontrata qualche riga più in su: nonostante continuasse a parlare del suo imminente svenimento, fingendo una partecipazione emotiva alla vicenda, tutto ciò non le ha impedito di chinarsi per fotografare in maniera morbosa il fondo dell'autobus e risalire soddisfatta della sua conquista. Ora potrà tornare a casa - “tardi” - dai genitori e dire a tutti – testimonianza alla mano che lo conferma – che lei c'era.

(La foto che pubblichiamo è una foto generica sul luogo dell'incidente, ovviamente senza riferimento alle persone di cui si parla nell'articolo)

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  • marirhugo

    07 Maggio @ 19.09

    la curiosità non e'indiferrenza, e' curiosità, I drammi sono spettacoli, Vermicno fu un dramma e uno spettacolo, e non c'erano i cellulari altrimenti....Non c'e' nessuna riflessione nell'articolo,solo un po' di rancore represso. e un bel po' di esibizionismo.

    Rispondi

    • 07 Maggio @ 19.55

      REDAZIONE - Sai cosa c'è invece? La tua consueta arroganza. Anonima: noi almeno sulle nostre opinioni (buone o balorde che siano) ci mettiamo firma e "faccia". Quindi, contrariamente alle tue finalità, dopo avere letto le due cose dico che è la nostra giovane collaboratrice a dare lezione a te: di "coraggio" e di onestà.

      Rispondi

      • marirhugo

        07 Maggio @ 22.04

        forse ho capito a cosa mirate con questa storia dell'anonimato, che guarda caso non tirate mai fuori quando vi fanno le sviolinate. Conoscere il nome per magari fargli causa per diffamazione, e sperare di raccattare un po' di soldi per un giornale che come si legge da altre parti sta agonizzando. Non ho capito che c'entri l'onestà in questo caso, non ho mica scrito che lei è disonesta soio esibizionista, Ed e' una " vostra collaboratrice" che prende un compenso, almeno si spera. i paragoni tra la moralità vostra e quella dei lettori sono insulsi e un briciolino odiosi

        Rispondi

        • 07 Maggio @ 22.11

          REDAZIONE - Ormai dovresti avere capito che puoi parlare di tante cose, ma non di giornali: perchè qui proprio non ne sai. Il concetto nome/diffamazione, ad esempio, è ridicolo, perchè anche un marihugo o un altro anonimo è comunque registrato, con dati che in caso di denuncia avremmo l'obbligo di fornire ala Polizia postale. Quindi hai detto l'ennesima sciocchezza. E un'altra la dici per le sviolinate: la differenza non è per noi, ma per voi: è se vuoi dare lezioni di etica che non sei credibile se poi non hai neppure il coraggio di firmarle. Te lo dico sempre: dopo Carosello a nanna, altrimenti le tue mail perdono lucidità...

          Rispondi

  • Massimiliano

    06 Maggio @ 23.39

    Dunque, prima bravi i volontari che hanno di peso sollevato il mastodonte, poi no, non dovevano farlo, potevano aggravare la situazione!!!!!! ( forse, ma non sono un sanitario, alleviare lo schiacciamento non ha aggravato la situazione.....). Quindi, bravi quelli che non hanno fatto nulla, poi no, erano dei morbosi che si cibavano del dramma e del dolore di altri..... La più brava è stata la vostra collaboratrice, capace di "fotografare" decine di siparietti, tipo la ragazzina, falsa partecipante empatica, tipo il ragazzotto che si stava esibendo con canzonette scurrili davanti ad un crocchio di suoi coetanei, tipo il ragazzo inerpicatosi sull'eroe Corridoni, immortalato dalla vostra collabotrice addirittura SORRIDENTE E SODDISFATTO di aver ripreso il tutto con il cellulare. Questa collaboratrice dovreste assumerla a tempo pieno e indeterminato perché capace, in mezzo a tutta quella bolgia, di cogliere tutte quelle situazioni in modo dettagliatissimo. Viva le fiabe!

    Rispondi

    • Vercingetorige

      07 Maggio @ 11.52

      L' AUTOBUS ANDAVA SOLLEVATO CON UNA GRU O CON UN MARTINETTO . "SAMBOTTARLO" ( scusate il dialetto parmigiano) SU E GIU' , NON ERA CERTO NELL' INTERESSE DI QUELLA CHE C' ERA INCASTRATA SOTTO ! Che , poi , quelli che "sambottavano" , fossero animati da buone intenzioni , non lo metto in dubbio , ma la strada dell' Inferno è lastricata di buone intenzioni . Il "118" , giustamente , ha fatto intervenire i Vigili del Fuoco con attrezzature adeguate. Sull' articolo non ho molto da dire . Da lettore , non da giornalista , che non sono , mi sembra un po' un romantico pezzo "di colore" , come quelli sugli anolini della nonna a Natale. Lo spettacolo macabro delle disgrazie notoriamente attira. Nel campo in cui è stato trovato il cadavere di Yara Gambirasio ci facevano le gite domenicali. Altre volte prevale l' indifferenza. Su una spiaggia un uomo è morto di morte improvvisa . Gli altri bagnanti , tutt' intorno , hanno continuato tranquillamente a prendere il sole e fare il bagno.

      Rispondi

    • 07 Maggio @ 06.28

      REDAZIONE - Fuori da ironie: bene chi ha sentito l'impulso di collaborare, ma sono stati addetti ai lavori a dirci che in questi casi, però, occorre stare attenti ad evitare che un impulso generoso ma senza competenza si traduca in un apporto controproducente (nessuno ha detto che è stato così in piazzale Corridoni: era una riflessione per chi si imbattesse, speriamo non accada, in vicende analoghe). Ovviamente meno bene chi ha pensato solo all'aspetto "spettacolare". Brava sì la nostra collaboratrice a metter giù una riflessione che, se fatta seriamente, può servire a tutti

      Rispondi

  • eleba

    06 Maggio @ 18.34

    X redazione: incredibile anche qua ci sono gli haters quelli del web che criticano sempre tutto e tutti e qualunque notizia viene scritta .Per l 'articolo che dire l immaturita' dei ragazzini il sadismo e la curiosita' degli esseri umani ..non sorprendono bello pero' quelle persone che spingevano l autobus x cercare di liberarla che carini non sapevano pero' che potevano aggravare ...non lo sapevo nemmeno io ..povera donna chissa' che spavento si e' presa fatele un bell' articolo quando si riprende se vorra' ovviamente .Elena

    Rispondi

  • cambogiano

    06 Maggio @ 14.32

    il senso di questo articolo? mortiificare chi c'era e premiare chi con disinvoltura ha proseguito il cammino o il contrario? davvero non capisco.. eppure la giornalista non ha intimato agli spettatori di "circolare" di proseguire verso le loro destinazioni rimproverandoli del restare lì goderecci, se nè ben curata dal farlo, forse perchè in fondo anche lei, come ttti gli altri, era lì per il banchetto gratuito (per lavoro certo, solo per lavoro non per altro... ovviamente lavoro lavoro lavoro! ..duro lavoro)

    Rispondi

    • silviococconi

      06 Maggio @ 18.28

      Ma non avrebbe avuto il diritto di farlo nè il potere : ha solo notato una parte che denotava indifferenza e questo è il grave : se non lo capisci, mi dispiace, ma sei anche tu come loro !

      Rispondi

    • 06 Maggio @ 16.45

      REDAZIONE - Il senso di questo articolo? Il più elementare da capire: una riflessione che ci riguarda tutti e non esclude nessuno. Nè noi, nè chi l'ha scritto, nè chi pretende di impartire lezioncine da due soldi con 5 righe buttate lì e senza neppure il coraggio di firmarsi.

      Rispondi

      • cambogiano

        08 Maggio @ 22.13

        impara a firmare prima i tuoi articoli, vedrai che anche gli altri ti seguiranno ;-) sul termine riflessione siamo divergenti così come per il termine lezione. saluti

        Rispondi

        • 09 Maggio @ 10.48

          REDAZIONE - L'articolo è già firmato (Francesca Gatti). Il commento, quando è firmato REDAZIONE è firmato appunto dal settore web, mentre se include questioni personali ci mettiamo un attimo ad aggiungere anche un nome e cognome: nel mio caso Gabriele Balestrazzi. Quindi a questo punto fammi ricordare: qual è l'unico nome che manca in questo dialogo...?

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  • Pipo

    06 Maggio @ 11.26

    Ormai nesuno si fa i fatti suoi, vivamo in una sorta di grande fratello. Tutti devono sapere d tutti. La prima cosa che i vigili dovevano fare era transennare l'area dell'incidente e poi fare circolare la gente curiosa che evidentemente non sa cosa fare durante il giorno.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      06 Maggio @ 18.58

      SI , IN EFFETTI SGOMBERARE LA SCENA DELL' INCIDENTE ( o del delitto , o dell' attentato ) E' LA PRIMA COSA CHE DOVREBBE FARE UN' ORGANIZZAZIONE DI SOCCORSO EFFICIENTE . La folla di profani e curiosi che si accalca intorno ostacola i soccorsi .

      Rispondi

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