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Ha preso il via, nella splendida cornice del Teatro Regio, la quarantesima edizione del premio Sport e Civiltà. Riconoscimenti assegnati dalla sezione parmigiana dei Veterani dello Sport. Dieci categorie e dieci fuoriclasse legati dall'eccellenza nello sport. 

Premio Sport e Civiltà, evento organizzato dalla sezione parmigiana dell’Unione Veterani dello Sport, è arrivata alla quarantesima edizione. Durante la premiazione, svoltasi al Teatro Regio di Parma questo pomeriggio, è salito sul palco a ritirare il proprio premio anche Marco Tardelli. "Sono stato scartato dal Milan, dalla Fiorentina, dal Varese, dal Bologna, da tante squadre - ha ricordato l’ex azzurro - Tutti mi scartarono perchè ero un pò magro. Mi chiamavano "gazzellino"... Mi acquistò il Pisa a 70mila lire, quasi come se fossi un pacco. Poi mi hanno rivenduto a 950 milioni di lire alla Juventus. Fu bravo Boniperti a prendermi perchè avevo praticamente firmato con l'Inter. Boniperti mi disse che prima dovevo tagliarmi i capelli e togliermi le catenine e poi sarei potuto tornare. Bearzot? Aiutava sempre i giocatori, non era mai una persona dolce, era un uomo molto severo ma onesto. Era una persona sulla quale potevi contare sempre. E’ stato un esempio per la mia carriera da allenatore, non è che sia stata fantastico il mio percorso, ho avuto qualche vittoria e qualche delusione". l Milan? Ho troppi capelli bianchi... A parte gli scherzi devo solo essere grato a Berlusconi e a Galliani che mi hanno dato la possibilità di indossare quei colori, io che ero anche tifoso rossonero. Ognuno di loro deve fare le sue scelte, non nascondo che ambire ad una grande piazza come il Milan è un sogno per tutti, vedremo cosa ci riserverà il futuro...". Così l’allenatore del Bologna ed ex giocatore del Milan, Roberto Donadoni, sul palco del Teatro Regio di Parma questo pomeriggio, dopo il ritiro del premio Premio Sport e Civiltà, evento organizzato dalla sezione parmigiana dell’Unione Veterani dello Sport, arrivaoa alla quarantesima edizione. Roberto Donadoni, interpellato a margine della quarantesima edizione del Premio Sport e Civiltà, ha parlato del suo passato a Parma e del presente, che per l’allenatore bergamasco si chiama Bologna. "E' chiaro che quando si viene premiati fa sempre piacere - ha sottolineato il tecnico - in più sono di nuovo qui a Parma, città alla quale sono legato per tanti bei ricordi e tante belle situazioni, al di là di come poi è finita dal punto di vista calcistico la mia esperienza qui, ma sono sicuramente più le cose positive che io ricordo di questa città, quindi sono veramente molto felice ed orgoglioso di questo. Credo che abbia una squadra indubbiamente attrezzata per fare un ottimo campionato, quindi confido che riesca a fare un ulteriore passo in avanti perchè sarebbe una cosa bella per tutti. Se in futuro mi chiedessero di tornare? Non potrei dire di no, qui sono stato molto bene ed è anche nata mia figlia". Poi ha parlato dell’attualità e del suo Bologna: "Il nostro obbiettivo è quello di fare qualcosina di meglio dello scorso anno. Questa è una stagione in cui ci dobbiamo un pò stabilizzare. E’ chiaro che è un campionato difficile, con tante insidie, ci sono squadre che dietro stanno faticando, ma poi ci vuole poco a risalire. Basta pensare all’Atalanta, che era partita in difficoltà ed ora fa dei risultati incredibili. Non bisogna mai perdere un colpo ed un’occasione per racimolare punti". Il Premio Sport e Civiltà, evento organizzato dalla sezione parmigiana dell’Unione Veterani dello Sport, è arrivata alla quarantesima edizione. Durante la premiazione, svoltasi al Teatro Regio di Parma questo pomeriggio, sono saliti sul palco a ritirare il proprio premio anche Daniele Lupo e Paolo Nicolai, che la scorsa estate alle Olimpiadi di Rio hanno vinto la medaglia d’argento nel beach volley. "Le emozioni sono ancora fresche - ha detto Nicolai - quella finale era la partita che sogni fin da bambino: giocare a Copacabana contro il Brasile... Poi il sogno continuava con una vittoria, ma siamo molto soddisfatti anche per l’argento". "La coppia l’abbiamo formata nel 2011 - ha raccontato Lupo - Io ero quello piccolino della coppia, ero alle prime armi mentre Paolo era già esperto. Ci siamo allenati negli Stati Uniti ed è stato il nostro allenatore a creare questa coppia" "L'alchimia in campo si crea avendo un obbiettivo comune - ha continuato Nicolai - quello di arrivare ad una medaglia ed avere tanto rispetto per il compagno. Noi abbiamo la fortuna di essere anche amici, e questo ci aiuta fuori dal campo". "Siamo a tutti gli effetti una coppia" ha scherzato invece Lupo, che ha anche ricordato quel tumore diagnosticatogli nel 2015: "Avevo un’infiammazione al ginocchio, sono rimasto un mese e mezzo fermo, e poi per l’operazione legata al tumore sono rimasto fermo altri due mesi. Ma siamo riusciti comunque ad arrivare alle Olimpiadi. Ho anche fatto da portabandiera nella cerimonia di chiusura, pioveva a dirotto e ho pure preso la febbre, ma non importa, è stata una grandissima emozione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • hal

    21 Novembre @ 18.50

    Tardelli come opinionista e juventino ha sempre sparato m....a sul Parma andatevi a rivedere i suoi commenti alla ds qualche tempo fa' complimenti per la scelta

    Rispondi

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