Raro gioiello francese per il nuovo anno
di Andrea Grignaffini
Dopo aver mantenuto consigli soft per un’annata davvero dura e contratta come quella che sta concludendosi, per questo ultimo numero dell’anno ci dedichiamo a una gemma lucente del parterre spumantistico mondiale: la Cuvée Belle Epoque Blanc de Blancs 2002. Un gioiello unico e raro fra gli champagne della Maison Perrier-Jouët. Nasce da un terroir che si esprime attraverso le leggendarie parcelle di Cramant: Bourins Leroy e Bourons du Midi, dove la configurazione geologica e ambientale, il terreno gessoso, l’esposizione solare, e le condizioni pedoclimatiche, consentono di produrre uno chardonnay di rara personalità dalle impareggiabili note floreali-tropicali. Ma non solo il territorio è l’anima di questo chardonnay, occorre anche la mano sapiente ed esperta dello «Chef de Cave» che compie un’opera di grande talento miscelando con maestria e cura certosina i vini ottenuti dalle due parcelle compiendo il prodigio di produrre uno champagne dai ricchi profumi e da un perfetto equilibrio gustativo lasciandolo invecchiare otto anni nelle cantine. Cuvée Belle Epoque Blanc de Blancs 2002 rappresenta lo stile peculiare e la grandezza della Maison che da sempre nel tempo si è mostrata desiderosa di sperimentare, innovare, migliorare per arrivare all’eccellenza di questo vino. Nel bicchiere si veste di colore giallo paglierino carico e di un delicato perlage e sviluppa una estrema complessità aromatica: raffinato, elegante, morbido, prezioso, dai ricchi sentori olfattivi floreali (acacia in primis) accompagnato da suadenti note agrumate e mielate con tocchi tropicaleggianti (tra papaia, mango e ananas). In bocca è intrigante, aromatico, con rimandi floreali, agrumati e finale di dinamica freschezza minerale (G).
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