Una favola di successo firmata Bruno Paillard
Una storia intrigante e recente di un giovane amante dello Champagne. L’avventura enoica di Bruno Paillard inizia nel 1981 a Bouzy, territorio di quella parte della Francia vocato allo chardonnay, fondando la sua maison dal nulla e caso più unico che raro in pochi anni è diventato sinonimo di Champagne d’eccellenza assoluta. La folgorazione avvenne quando il padre regalò al giovane una bottiglia di Champagne datata 1884 e al momento dell’assaggio ne rimase letteralmente fulminato, tanto da indurlo a cimentarsi personalmente per riprodurre quel prodigio. Vista la scarsità di fondi iniziò ad acquistare i primi vigneti e le uve dai migliori vignaioli per vinificare in proprio, badando a mantenere la materia prima integra per dare vita a quel vino che lo aveva tanto impressionato. E il successo dei suoi Champagne in breve tempo fu tale da allargare la maison con l’acquisto di ulteriori vigneti e con la creazione di una moderna cantina. Nella gamma delle sue etichette abbiamo optato per i Brut Première Cuvée: uno Champagne di grande eleganza e finezza dai sentori caseari che poi si stemperano nel fruttato (E). Degni di citazione poi i rari Le Mesnil, una dimostrazione della classe di Paillard nella «lavorazione» dello chardonnay: il 1995 è di stoffa unica e polputa materia con sentori agrumati e cenni di tabacco. Bocca di bilanciata acidità e mineralità (G). Chiudiamo con il Nec Plus Ultra ovvero la gemma più luminosa della collezione prodotta solo nelle annate migliori e che nel tempo matura progressivamente (G): il 1996 (metà chardonnay, metà pinot noir) è ancora in fase di scoperta nonostante le prime ossidazioni che fanno virare la bevuta verso un frutto maturo e sensazioni terziarie che non pregiudicano certo l’eleganza.
Parma in bottiglia - Piacevoli dolcezze dai nostri colli
Nella gamma dei vini dolci dei nostri colli ecco alcune chicche per un caloroso brindisi . Quasi tutti i vini di questa tipologia sono a base di malvasia di Candia e di moscato. Iniziamo da Lamoretti di Casatico e il suo Moscato Dolce Frizzante 2010, giallo paglierino carico con sentori fruttati e floreali; bocca bilanciata tra freschezza e dolcezza (B). Sempre in zona l’azienda Carra di Casatico produce l’Eden Malvasia Passito 2009, colore oro, aromi di frutta candita, miele, al gusto una bilanciata dolcezza (C). Ottimo abbinamento con i dolci della tradizione parmense la Malvasia Dolce 2010 di Monte delle Vigne: colore dorato brillante, aromi fruttati, floreali e note agrumate; al palato è fresco, dolce, con richiami agrumati. (B). Sulle colline di Langhirano Camillo Donati propone La Malvasia Dolce Frizzante 2010 dal colore giallo paglierino intenso, preludio a sentori di agrumi canditi con tocchi erbacei e bocca dai pieni richiami olfattivi, finale su note di dolcezza bilanciate da un quid di amaricante (B). E, nella tipologia passiti, ecco il Tango Malvasia Passita sempre da Malvasia di Candia Aromatica, un classico vino da meditazione profumato, corposo, con note balsamiche sul versante lievemente ossidativo che lo rendono intrigante (C ).
Inserisci il tuo commento