La rustica fragranza della Valle d'Aosta
Da Aosta si segue per Courmayeur; poco dopo, una piccola strada si inerpica sulla destra tra tornanti e rotatorie sino ad arrivare a Neyves, frazione di Porossan: poche case di legno con tetti dove i sassi si sovrappongono uno all’altro. Tra queste, anche quella di Elio Ottin. Alto, timido, genuino, ti accoglie con semplicità e calore. Casa e bottega: una rampa, ti porta in quella che altrove sarebbe un garage, ma che nel suo caso è una piccola ma funzionale e moderna cantina. Poco sopra, un’accogliente sala, arredata con gusto, è diventata un caldo locale di montagna e insieme un luogo ben attrezzato dove poter degustare con clienti e amici. E non sono pochi da quello che abbiamo visto: durante una soleggiata mattinata di fine novembre, infatti, complice l’inaugurazione della nuova cantina, la nuova barricaia, costruita con la roccia locale, i locali di vinificazione e la sala di degustazione si sono lentamente riempiti di produttori, ristoratori e clienti: «Avevo voglia di fare il vino che avevo in testa». Sicché, nel 2007 parte l’avventura: da conferitore di uve presso una cooperativa locale (Cave des Onze Communes di Aymavilles) a vigneron. La conduzione non si può considerare biologica in senso stretto, anche se i trattamenti sono pochissimi, nullo l’uso di insetticidi: «Quando ce n’è bisogno, come concime, uso il letame dei miei animali». Ed ecco due etichette importanti, il Fumin 2010, dopo la vendemmia a fine ottobre viene lasciato appassire per smorzare quelle asperità derivate dal vitigno autoctono. Colore profondo, cupo, dai marcati sentori di frutti neri di bosco e cenni agresti; la bocca è fresca e fragrante (C). Il Cornalin 2010 spicca nella sua linearità e semplicità con tratti di rusticità nei tannini rinfrescanti (C).
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