Vinitaly, un brindisi contro la crisi
Alla faccia della crisi: da Verona, dalla 43esima edizione di Vinitaly, parte un segnale forte di fiducia per il comparto agroalimentare in generale e per quello del vino in particolare. Non semplici sensazioni, le conferme arrivano dai numeri. Un altro record di visitatori italiani ed esteri per Vinitaly 2009. Tanto che la 43ª edizione è stata definita dagli espositori la più sorprendente e importante di sempre: alla chiusura dei battenti il totale complessivo delle presenze ha superato i 150.000 visitatori; gli espositori sono stati oltre 4.200 provenienti da una trentina di Paesi su una superficie di 91.000 metri quadrati netti.
In particolare, guardando fuori dai confini nazionali dove il vino italiano potrebbe (e dovrebbe) trovare una via importante di successo, bisogna sottolineare che gli operatori esteri sono stati 45.000 (record assoluto della manifestazione) contro i 43.000 dello scorso anno in arrivo da oltre 110 Paesi. Riconfermato il numero dei giornalisti, che sono stati oltre 2.400 da una cinquantina di Paesi. Vinitaly 2009 dunque è stato il punto di incontro tra domanda ed offerta. E critica naturalmente.
Ma non solo addetti ai lavori. Vinitaly 2009 ha mandato un altro messaggio chiaro, soprattutto nelle giornate di sabato e domenica, solitamente caratterizzate da una forte presenza di utenti finali. Consumatori che hanno dimostrato un interesse sempre più forte al prodotto finale ma anche ai passaggi che ne determinano la produzione. Un incentivo e uno stimolo in più per i produttori a lavorare con attenzione e passione. E il mondo del vino ha risposto con professionalità a questi stimoli, puntando su un marketing raffinato. Se ha fatto notizia l´etichetta «parlante» proposta dalla casa Allegrini non è solo per la novità commerciale ma anche perché, per la prima volta, grazie alle tecnologie moderne, una bottiglia «spiega« (attraverso questa etichetta speciale), con la voce del produttore, come è nato il vino che si beve da quella bottiglia. A pensarci bene non si tratta di una semplice trovata pubblicitaria ma si coinvolge, seppur passivamente, il consumatore affascinandolo con i dettagli di una produzione spesso riservati agli addetti ai lavori.
Dunque: diffusione e comunicazione. O se volete trasparenza: questo il messaggio chiaro che arriva da Vinitaly 2009. Produttori e consumato-
ri su questo sembrano concordi.Andrea Grignaffini
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