Di Andrea Grignaffini
Dopo l’arrivo della DOCG per le bollicine, dopo i rossi che da anni rappresentano, con la Croatina, la Barbera e il Pinot Nero, una fetta importante della produzione, ora i produttori dell’Oltrepò Pavese puntano alla valorizzazione di grandi bianchi, in particolare del Riesling. Un vitigno di oltre 1.500 ettari e due milioni e mezzo di bottiglie, portato in Italia dagli Austriaci ai tempi dell’occupazione del Lombardo-Veneto, l’Oltrepò Pavese si può considerare la culla del Riesling in Italia.
Ventidue produttori, capitanati dal wine-maker di fama internazionale Fabrizio Maria Marzi, enologo e direttore della cantina storica di Calvignano Travaglino, hanno dato vita al progetto «La Valle del Riesling«, con l’intento di valorizzare un microterritorio che coinvolge interamente i comuni di Calvignano, Montalto Pavese, Oliva Gessi e parte di quelli di Casteggio, Mornico e Rocca de’ Giorgi. Infatti, il direttore Fabrizio Marzi afferma: «L’idea di creare una sinergia tra i produttori mi è venuta dopo una degustazione internazionale nel corso della quale i colleghi della Mosella, che di Riesling se ne intendono, si sono complimentati increduli per gli ottimi bianchi ottenuti da uve Riesling italico e renano prodotti in Oltrepò pavese. Creando “La Valle del Riesling” possiamo comunicare meglio e in maniera più efficace i nostri bianchi che raggiungono la stessa eccellenza di quelli transalpini”. A riprova di ciò si è tenuta recentemente presso la sede storica della cantina Travaglino una degustazione verticale di Campo della Fojada, ottenuto da Riesling Renano (80%) e Italico (20%). Sei annate (dal 2001 al 2006) di questo bianco, a dimostrazione che i vini ottenuti dal Riesling sono ottimi da bersi freschi, ma che hanno anche grandi potenzialità di invecchiamento e conservazione. L’azienda agricola Travaglino risale al lontano 1111, ma solo dal 1868 diventa produttrice di vini. Oggi la tenuta ricopre una superficie di 480 ettari di cui 80 vitati.
UN VINO PER CHI NON HA PAURA DEI VINI DIFFICILI
Un mito del Rodano: Rayas
Per chi ama i vini difficili Chateau Rayas potrebbe assurgere ad archetipo di questa categoria per quel che riguarda il Rodano. Chateauneuf du Pape parte da una storia in cui la ricerca del contrario ne è il suo dictat. Il comandante Reynaud, raffinato uomo di città ma anche gentiluomo di campagna ha impostato una ricetta assolutamente inimitabile per rendere omaggio e magiche le sue bottiglie. Esposizione a nord, impianti su terre sabbiose invece degli scontati sassi, rese per ettaro maniacali e vinificazione super tradizionale. Abbiamo risentito il 2000, complicatissimo al primo assaggio diremo quasi selvaggio ora si dipana serico nella trama tannica e con una serie di tocchi che mischiano il fiorito con l’agrumato innervato da speziature e pepature pungenti. Un vino unico.
UNA MEDAGLIA D'ARGENTO PER L'OTELLO NERO DI CECI
International Wine Competition
Otello Nero di Lambrusco prodotto da Cantine Ceci medaglia d’argento all’International Wine and Spirit Competition. L’ambita competizione britannica ha premiato Otello nella sezione «Silver – Best in class» con il giudizio «Colore rosso porpora intenso, frizzante, molto spumeggiante, il perlage è persistente. Molto vivace in bocca, piacevoli aromi di cola e ciliegia, un po’ speziato, persistente. E’ davvero un vino ben fatto, assolutamente delizioso» espresso dalla giuria internazionale di esperti. L’International Wine and Spirit Competition, nato nel'69, ha come obiettivo di promuovere la qualità dei migliori vini, grappe e liquori del mondo. Sono più di 5000 le etichette di 50 paesi diversi che ogni anno concorrono per il premio attraverso una selezione severa.