Croce bianca, tradizione ma non solo
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Il locale merita la visita |
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Cantina buona |
TRATTORIA CROCE BIANCA
BORGONOVO DI SISSA
TEL. 0521.879461
CHIUSO: MARTEDÌ
Stanno, nella frazione di Borgonovo, in una costruzione anonima sulla strada, appena fuori Sissa, verso l’argine del Po che scorre poco lontano. Portano un nome «storico» (quante sono o meglio furono le «trattoria Croce bianca» nella ristorazione italiana?), dichiarano di fare cucina della tradizione, ma poi slittano anche felicemente, cercando qualche novità, sempre partendo da quella base sicura e conosciuta. Poi il sorriso della gentile patronne e la sua cortesia senza fronzoli rendono gradevole il tutto. L’ambiente in verità non è dei più allegri: ingresso dal bar, saletta poco luminosa con legno perlinato al soffitto, sedie impagliate, tovaglia di carta e, di conseguenza, coperto abolito. Subito carta dei vini e il buon pane della Bassa: è vero, sa di poco, ma quella dolce crosta friabile e la mollica bianca accompagnano come nessuno i salumi locali, sono perfetti per raccogliere i sughi della nostra cucina. Belle scelte in cantina con ampia selezione tra i vini dei produttori parmigiani e alcune tra le più significative e note bottiglie del patrimonio vinicolo italiano.
LA CUCINA, I PIATTI All’antipasto salumi, alcuni crostini e polenta (con salsiccia, con Gorgonzola e pancetta…) tentatori, ma che poi mettono a dura prova l’intero pranzo. Ci si fermi allora alla spalla cruda, quella piccola, affusolata, senz’osso che fanno in zona e di cui a Palasone vanno fieri: è un salume delizioso, con una spiccata personalità, molto elegante, un sapore tutto suo. Quella servita in una ricca porzione era molto buona, fine e profumata; meno bene il culatello ancora giovane e privo del suo caratteristico sapore.
Ai primi, piatti col tartufo o, altrimenti, classici tortelli d’erbetta, maltagliati di pasta all’uovo con sugo d’anatra, risotto ai gamberi: ci fermiamo sugli gnocchi di patate con le verze e sui tagliolini con crema di fave e spalla cruda. Piatti entrambi tendenti al dolce, cremosi, arrotondati nell’insieme, ma con ben in rilievo la morbidezza dolce della patata in contrasto col sapore marcato della verza il primo, con un buon equilibrio tra fava e spalla il secondo. Cotiche e fagioli e cotechino col purè sono un lascito del recente «November porc»: troppo sottili le cotiche, deludente il cotechino disadorno di sapore. Filetto con cipollotto e salsa al Gorgonzola, tagliata al balsamico, agnello in crosta d’erbe, trippa, stinco alla birra e un tenero guanciale di vitello in umido al vino rosso chiudono il pranzo.
PER FINIRE Semifreddo alla zabaione con cioccolato caldo e torta sbrisolona in accompagnamento. E ora avete proprio finito.
NON MANCATE La spalla cruda, i tagliolini
DIMENTICATE Il cotechino
PAGHERETE Il conto è di circa 28 euro (bevande escluse). Menu non esposto, coperto abolito.
(recensito il 04/12/2008)
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