Appena dopo Chiozzola, sulla strada per Sorbolo, proseguite a sinistra verso Frassinara e, dopo qualche curva, vedrete in mezzo ai campi la Trattoria del cacciatore.
Comodo parcheggio, qualche saletta e quella più grande con la televisione accesa e muta, i tavoli molto ravvicinati, il legno alle pareti, i travi al soffitto, le voci dei clienti, i rumori della cucina. Atmosfera calda da vera trattoria con tovaglie a quadri e coprimacchia candidi, accoglienza gentile del patron che lascia poi al giovane nipote il compito di raccogliere le ordinazioni e portare i vini. Storia di famiglia dunque, che arriva ora alla terza generazione e che ha in città un'osteria con albergo annesso (Tre ville). La carta dei vini ha il difetto di non specificare il nome dei produttori, ma offre una scelta discreta dalle regioni italiane e un buon assortimento parmigiano a prezzi onesti.
La cucina, i piatti Cucina tipica parmigiana e, prenotando, un menu tutto rane (bollite in salsa rosa, risotto, fritte, in guazzetto, in frittata a 35 euro vino escluso) in onore a un prodotto un tempo tipico del luogo. Maialata, da novembre a febbraio, ogni mercoledì e giovedì (30 euro, vino compreso), menu vari per gruppi a indicare la disponibilità del luogo e la capacità di mettere a tavola molte persone. Alcuni salumi sono di produzione propria e rappresentano, insieme alle grandi alici Rizzoli in salsa piccante, l'anima degli antipasti (5-10 euro): culatello povero di profumo e di sapore, buono il prosciutto, deludente la spalla cotta di san Secondo, discreti i sott'oli casalinghi. Una dolce torta fritta, asciutta e morbida, accompagnava il tutto. Ai primi (8-10 euro), buona pasta all'uovo, morbida e lieve, per tortelli d'erbetta dal ripieno niente più che corretto (anche di zucca, agli asparagi, di patate), tagliatelle con crema di tartufo, capriolo, salsiccia o con dignitosi porcini freschi; e ancora risotti (alla pasta di salame, agli asparagi, alla parmigiana), anolini e passatelli in brodo di cappone. Ai secondi (8-18 euro), punta di vitello, duchessa e trippa sono il tributo alla parmigianità; il carrello dei bolliti con salse, mostarde e purè ricorda che stiamo andando verso l'inverno; le carni alla griglia, di buona qualità e precisa cottura, sono per chi vuole stare un po' più leggero, ma cedete alla gola e non perdetevi il baccalà fritto con tutto il sua sapore e fragranza. Anche fritto misto di pesce, coniglio ripieno al forno, carpacci e stracotti.
Per finire Piatto di formaggi (8 euro), dolci al cucchiaio, gelato casalingo alla crema, crostate (4 euro). Pagherete circa 35 euro (bevande escluse). Menu non esposto, coperto abolito, ingresso e bagni comodi.
Non mancate Baccalà fritto
Dimenticate Spalla cotta
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