Da Rita, il sapore è a "chilometri zero"
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Il locale merita la visita |
Cambiano i colori lungo i sentieri del Parco dei cento laghi e presto, con l’arrivo della neve, a Prato Spilla si riprenderà a sciare o i fondisti potranno partire per la pista naturale del Passo Colla. Ultime gite autunnali, allora, nelle conche sotto il crinale appenninico e sosta nella casa ospitale di Rita, albergo e ristorante a Valditacca. Si lascia l’auto all’ingresso del paese e ci si inoltra a piedi nella strada pavimentata coi sassi, a fianco di fontane con acqua lucente, sfiorando la chiesa e passando sotto un’antica volta in pietra.
L’ingresso è dalla stanza del bar, col bancone del caffè e i tavoli col giornale, qualche gradino e sulla sinistra la sala da pranzo linda e luminosa: tavoli e sedie in legno, la veranda estiva, tovaglie gialle e coprimacchia rossi, i sottopiatti anch’essi in legno. Menu e piccola scelta dei vini seguendo la descrizione che ne fa la gentile patronne, pane leggero e soffice, meravigliosa acqua in caraffa dall’acquedotto di Valditacca.
La cucina, i piatti
Preparazioni di stampo tradizionale, con qualche attenzione moderna e soprattutto il giusto desiderio di utilizzare prodotti e materie prime del territorio e di stagione: è il molto alla moda «chilometro zero», idea bella e convincente a patto che sia praticata con elasticità e non diventi una gabbia costrittiva, un imperativo categorico. Si comincia dall’antipasto (circa 5 euro) di salumi parmigiani con sott'oli e da un soffice sformato di patate in cremosa salsa di funghi da raccogliersi col pane.
Ci si prepara così ai primi piatti (circa 7 euro) e alle ricche tagliatelle col sugo di porcini: pasta all’uovo leggera e consistente con condimento profumato, così come profumato era il brodo di anolini dal debole ripieno. Altri piatti erano i tortelli d’erbetta e quelli col ripieno di porcini.
Ai secondi (circa 10 euro), arrosto di vitello ai funghi, lonza di maiale al latte, braciole di maiale, costate di manzo: per noi, saporite e un po' dure costolette alla griglia di agnello cornigliese (razza antica e autoctona recentemente recuperata), buona tagliata di manzo dalla cottura precisa con scaglie di Parmigiano e funghi sott'olio, quindi un buon cartoccio di porcini fritti con ricca e asciutta pastella (8 euro).
Per finire
Una piccola scelta di formaggi locali (2,50 euro): la dolce, morbida caciotta di latte vaccino; un giovane pecorino del Parco. Tra i dolci (3 euro), non perdetevi lo zabaione freddo con le rare e introvabili, piccole pere selvatiche dal sapore unico e delizioso. Altrimenti una crostata di marmellata fatta in casa con frutta locale. Il caffè, un digestivo saranno «omaggio della casa»; il conto (vino escluso) sarà di circa 25 euro per quattro piatti. Menu non esposto, coperto abolito, ingresso con gradini, bagni comodi.
Non mancate
Zabaione con pere selvatiche
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