Gatta matta, ovvero un buon indirizzo di cucina moderna, varia e variata seguendo stagione e curiosità della cuoca che contamina i suoi piatti con suggestioni e usi delle regioni italiane e non solo. Osteria molto curata, piccolo ingresso di fronte alla Casa della musica, tavoli ravvicinati e disposti nelle due salette; tinte pastello chiare, tovagliette di carta (ma 2 euro di coperto), atmosfera informale e accogliente.
La lavagna con le proposte del giorno, che integra la lista dei cibi, gira tra i tavoli e viene illustrata dal patron che porta anche la carta dei vini: predilezione per piccoli produttori, buona scelta dalle regioni italiane, vini di produzione naturale, sezione dedicata alle etichette francesi e agli champagne, alcune bottiglie disponibili a bicchiere.
La cucina, i piatti Proposte variate, si diceva, e sempre molta attenzione ai sapori, all'equilibrio degli ingredienti (in numero ridotto), al gusto primario del piatto, senza timore di confrontarsi con sapori forti e spiccati. E, tuttavia, si comincia col piatto meno riuscito del pranzo: la crema bruciata di foie gras. Presentata come il dolce, nel suo stampino con crosta leggera, il sapore del fegato era evanescente e la frutta di accompagnamento invasiva: forse, ma a patto di recuperare equilibrio e il sapore del fegato, questo piatto potrebbe essere spostato nella sezione dei dessert sotto l'etichetta, oggi felicemente in voga, dei «dolci non dolci».
Riuscito, invece, il baccalà tiepido (alto e saporoso) con patate e pomodori. Altri antipasti (10-15 euro): budino di Parmigiano e prosciutto, sformato di broccoli, mousse di fagiano, prosciutto di 36 mesi. L'autunno è nel piatto coi robusti passatelli di castagne, porcini e zucca in calda armonia; sono morbidi ed eleganti gli gnocchi rosa di patate rosse con salsa adulatrice di Gorgonzola e nocciole. E ancora (10-12 euro), maccheroni con agnello e peperoni, tortelli di zucca, risotto al lambrusco. Sapore deciso, leggermente piccante, e carne tenera nella carbonade (spezzatino alla birra, cipolla e aromi) con polenta; molto piacevole e equilibrata la croccantissima coscia d'anatra, ciliegie e profumo di chiodo di garofano. Altri secondi (14-16 euro), polpo marinato su passata di ceci neri, anatra speziata con salsa di pere e vino rosso, coniglio con olive e pinoli.
Per finire Chi non lo conoscesse, deve provare il pasticcio di mele e crema al Calvados; altrimenti (6 euro), bavarese alla vaniglia in salsa cachi, pain perdu in zuppa di lamponi e fichi rossi, gelati. Sui 45 euro (bevande escluse), menu esposto, coperto 2 euro, ingresso e bagni comodi.
Non mancate Carbonade, baccalà
Dimenticate Crema bruciata di foie gras
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