Nuovo ristorante in grandi spazi moderni con contrasti tra luce e ombra, tra chiaro e scuro: all’ingresso il bancone bronzeo sembra una scultura, a destra e sinistra le sale prendono luce dalle grandi vetrate e giocano sui toni grigi e neri degli arredi. Design, sobrietà, piante verdi e orchidee, musica bassa, comode poltroncine in pelle grigia, atmosfera confortevole, un po' freddina. Il sito web dichiara il vasto programma di «unire la storia e la tradizione culinaria della realtà parmigiana a ricercatezza e innovazione, in linea con i trend internazionali, per trasmettere un deciso segno di rinnovamento nel panorama ristorativo locale». L’ambizione non è certo un peccato, ma volare basso è segno di saggezza; i trend e la ricercatezza poi mi fanno immalinconire, mentre il proclamato «ricordo profondo e indimenticabile nella mente degli ospiti» bisognerebbe lasciarlo raccontare agli stessi. E tuttavia il cuoco è bravo, il sommelier molto competente e dunque ecco la cronaca del mio pasto.
La cucina, i piatti
Lista di pesce e di terra (per oggi solo pesce) e, in attesa dei piatti, un cannolo agli anacardi con una mediocre battuta di salmone. Ottima scelta di bottiglie italiane e straniere conservate nella cantina a vista protetta da elegantissime vetrate; il sommelier serve e spiega il vino con grande professionalità.
Tra gli antipasti (24-30 euro), salmone Balik affumicato con delicatezza e tagliato in verticale con tartara di patate, mango e caviale e il piatto di crudo composto da una tartara di spento tonno con senape dolce, scampi e gamberi di qualità, buon branzino, inutili uova di salmone, capa santa smarrita nell’olio alla vaniglia. E ancora sandwich con gamberi rossi, pescato a vapore, fritto di calamari. Dietro ai primi (16-20 euro), si intuisce una lunga preparazione che porta a piatti all’apparenza semplici e ricchi di gusto: è il caso della zuppetta di bisque di gamberi con crostacei, triglie e raviolini di verdure con sapori ben distinti e profumi orientaleggianti; stesso risultato nel risotto Carnaroli, ben tirato, all’essenza di crostacei con cape sante e peperone affumicato.
Buoni gli scampi e gamberi al vapore con misticanza e maionese alla bisque; spesso e dolce il trancio di baccalà con crema di peperone, prezzemolo e patate arrostite. Altri secondi (26-40 euro): branzino confit in olio e verdure candite, astice blu, fritto di pescato.
Per finire
Dolci (12-23 euro) interessanti: gelato di crema e tartufo bianco in scrigno di cioccolato; pere al Sauternes con crema di Parmigiano e zafferano; buon parfait al caffè; tatin all’ananas. Bella piccola pasticceria, ricco cestino dei pani e, per quattro piatti, un conto sui 96 euro (bevande escluse). Menu esposto, coperto 3,50 euro, ingresso e bagni comodi.
Non mancate Il risotto
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