Marjoga, la terra e il mare di Sardegna
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Cucina di più che discreta qualità |
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Cantina discreta |
Mariposa (la farfalla) è diventata Marjoga (la coccinella): la farfalla è volata nella nuova sede di Mamiano e la coccinella ne ha preso il posto qui in borgo Garimberti. Sempre piatti di cucina sarda, ora anche con pesce e ricette più variate che ripropongono la tradizione gastronomica di tutta la regione.
Gli ambienti non sono cambiati, come la cordialità dell’accoglienza: tipica trattoria con tavoli ravvicinati, tovagliette di carta, molti clienti abituali, atmosfera calda e un po' rumorosa. Nel menu si trova già l’elenco degli ingredienti che entrano nei piatti che poi sono ulteriormente spiegati in modo esauriente dal gestore; un foglio bianco con la lista del giorno integra le proposte sempre presenti; la carta dei vini è piccola e discreta, tutta centrata su bottiglie provenienti dalle cantine sarde e con prezzi contenuti.
La cucina, i piatti
Mano leggera e attenzione a non caricare troppo di grassi, per quanto è possibile con preparazioni che prevedono carne di maiale, pecora, salsicce ed umidi.
Materie prime scelte con cura e di buona qualità, verdure e il profumo del mirto, il sapore della bottarga e dello zafferano.
Agli antipasti (6-10 euro) il ricco tagliere di salumi e formaggi è, in realtà, una ricca e robusta merenda; più leggero il pomodoro col frue (il pecorino primo sale) o con la bottarga di tonno; buono il soufflé di ricotta di pecora con piselli e zafferano di San Gavino; molto curato il polpo in insalata di sedano e pomodorini appena piccante.
Chi non lo conosce, non si perda tra i primi (7-11 euro) il pane frattau: semplice carta da musica bagnata in acqua bollente e condita con pomodoro, pecorino, un uovo in camicia; oppure la fregola (palline di semola lavorate a mano) qui nella classica presentazione con le vongole.
Ben fatte anche le linguine con cozze e bottarga di muggine che condisce anche gli gnocchetti coi pomodori.
E ancora malloreddus (gnocchetti) con salsiccia e zafferano, culurgiones (ravioli) di patate, ricotta e menta al sugo di pomodoro.
Sapori decisi e piatti robusti tra i secondi (8-12 euro): tenero arrosto di maiale col retrogusto amarognolo della birra Ichnusa; robusta pecora in umido con olive e patate; tonno alla Tabarka (dalla Liguria in Tunisia, con ritorno a Carloforte per questa ricetta a base di pomodoro, alloro, aceto bianco); tonno col pesto di menta; pesce spada col pesto e le noci.
Per finire Pecorini e ricotta col miele (8 euro) e i dolci (5-6,50 euro): classiche seadas (tortelli di formaggio) al miele, torta di mandorle e amaretti, una versione irrobustita con ricotta di pecora del tiramisù.
Pagherete circa 32 euro (bevande escluse); menu non esposto, coperto abolito, ingresso comodo, bagno scomodo.
Non mancate Fregola con arselle
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