Bollicine bistrot, eleganza e grandi vini
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Cucina di più che discreta qualità |
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Cantina ottima o eccellente |
Molte bollicine e spirito da bistrot, affacciati sulla piazzetta di San Bartolomeo. Dalle finestre del primo piano tanta luce e la vista su abside e campanile della chiesa; all’ingresso il bancone del bar, la lavagna coi vini a bicchiere; nella taverna spazio per le degustazioni e preziose casse di vini rari.
Si mangia al primo piano, su moderni tavoli quadrati con tovagliette di carta e raffinati tovaglioli di lino, tra quadri di artisti contemporanei in mostra, col calore del parquet in rovere e l’atmosfera creata dalla musica jazz.
Il locale è aperto da un paio di mesi grazie a tre amici che si dividono i compiti facendo leva sulla loro non comune competenza nel settore.
Usano la formula «cucina del mercato», da intendersi proprio alla lettera, perché sulla piazza del mercato, infatti, hanno i loro fornitori: il pescivendolo, il negozio di frutta e verdura, la torrefazione per il caffè, mentre la bottega del macellaio è una strada più in là.
La cucina, i piatti
Cucina moderna, molto pulita, fatta per sottrazione senza però togliere il sapore che, ben presente, è reso leggero, equilibrato, sobrio.
Sicura padronanza tecnica, attenzione alle sfumature e alla salubrità, in un’eleganza dissimulata che vuole travestirsi in semplicità. Lista ridotta (di cui la votazione finale tiene conto) composta da sei piatti e quattro dolci, rinnovata ogni giorno, senza la scansione abituale di un pasto classico.
Si comincia con dolci e carnosi gamberi alla maggiorana (12 euro) legati ai carciofi con la semplice precisione del profumo dell’erba; il sapore dei ceci è intatto nella loro crema con guazzetto di pesce (11 euro) che dà gusto e leggerezza; più consueti i casoncelli di verdure con salsa di noci (10 euro).
Rileggono una ricetta tradizionale gli involtini di verza e seitan (10 euro): asciutti, saporosi, freschi (con brunoise di verdure) rivelano amore per la leggerezza e attenzione ai prodotti macrobiotici.
Si piega alla banalità del gusto corrente la solita tagliata di manzo (15 euro); rivela invece tecnica e sapienza il nasello fritto (13 euro): asciutto e succoso nella friabile panatura alle erbe.
Per finire
Un delizioso formaggio di malga da latte di bruna alpina o i dolci (5 euro): ottima la chantilly di marroni che alleggerisce il frutto e lo profuma con una precisa salsa di cachi; più anonima la Tatin di mele e panna montata; levità e tecnica nel bavarese al cioccolato e salsa al Grand Marnier.
Carta dei vini di molta cultura e personale ricerca: bollicine italiane e francesi di qualità, vini da scoprire, autentici gioielli, prezzi amichevoli. Menu esposto, coperto abolito, il conto per quattro piatti sui 40 euro (bevande escluse). Accesso al bagno dalle scale.
Non mancate
Crema di ceci, chantilly di marroni
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