Due Foscari, elegante armonia di sapori
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Cucina buona, accurata |
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Cantina ottima o eccellente |
Musica moderna, e non solo arie d’opera, nella grande sala da pranzo di questo ristorante dal nome verdiano. Stessa alternanza tra modernità e tradizione anche nei piatti presentati in una equilibrata lista che si chiude con un paio di proposte di pesce per ogni sezione. Arredi antichi, grandi tavoli accuratamente preparati con tovaglie e stoviglie pregiate, accoglienza molto gentile e subito la ricchissima carta dei vini che rivela amore e conoscenza del settore: le bottiglie più note in varie annate, produttori emergenti e poco conosciuti, l’ampia sezione di spumanti e champagne, distillati da intenditori e per chi non guida. In attesa dei piatti, arrivano subito il burro e il cesto del pane con golose focacce e grissini fatti a mano.
La cucina, i piatti
Materie prime scelte con cura, molta attenzione ai sapori, piacere nel preparare cose di palese identità territoriale (brodo di terza, anolini, gramigna di Vidalenzo) e nel rileggere variando preparazioni classiche (la «nostra» caprese, il risotto allo zafferano, i pisarei con tonno e vongole).
Per aperitivo un buon Franciacorta satèn con un’entrata di stagione: zuppetta di fagioli, quadretti di cotechino, polpettine di ripieno (Parmigiano, pangrattato, uovo). Agli antipasti (14-16 euro), il prosciutto di Piero Montali rivela tutta la sua elegante intensità, insieme a un buon culatello dal sapore persistente. Più che discreti gli altri salumi: coppa, salame, ottima pancetta. Lieve quanto saporosa armonia nella millefoglie di pasta phillo con zucca e tartufo di Fragno su precisa salsa al Parmigiano. E ancora, «nostra» caprese con burrata; sandwich di patate, capesante e stick di guanciale; branzino con sale di Maldon. Ai primi (14-16 euro), gli anolini della Bassa hanno il loro delicato ripieno di Parmigiano e il brodo di terza (manzo, gallina, salame da brodo) pieno di sapore, ma va assaggiato il risotto allo zafferano di Navelli adagiato sopra un gelato di Parmigiano delle Vacche rosse da raccogliersi dal fondo del piatto e mescolare al riso cremoso e profumato. Altrimenti gramigna con luganega e Taleggio, ravioli di caprino, tagliolini al nero con calamari. Fuori menu, tra i secondi (16-18 euro), ottima trippa (macellaio Cazzamali), buoni crauti con oscuri pezzi di piccolo cotechino, stinco disossato, la faraona al forno (un classico del locale), la fassona al coltello (macellaio Martini), il crescendo di tonno rosso.
Per finire
Dolci (euro 8) di ricco impatto: lo zabaione con lo Strega e amaretti, «omaggio a Peppino» (Cantarelli); il dolce della Bassa su salsa al cioccolato; sorbetto alla mela verde e coulis di fragole; flan di cioccolato e salsa vaniglia. Pagherete circa 55 euro (bevande escluse); menu esposto all’ingresso, coperto abolito, ingresso con gradini, bagni comodi.
Non mancate
Risotto allo zafferano
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