Grillo, oltre la torta fritta c'è di più
Trattoria del Grillo
Indirizzo: via Martinella 281 - Vigatto (PR)
Telefono: 0521 630176
Chiuso: lunedì e martedì
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Il locale merita la visita |
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Cantina buona |
Chi non conosce la «Trattoria del Grillo», la grande casa appena fuori città, a Vigatto, dove almeno una volta nella vita tutti hanno mangiato salume e torta fritta? La conoscono tutti, ma forse molti, come è capitato a me, non vi hanno mai fatto un pranzo completo e si sono fermati a quel (in realtà vera merenda o pasto veloce, leggero non proprio) parmigianissimo antipasto di salume (è parmigianissima anche la parola: solo noi l’usiamo al singolare) e torta fritta. Invece il «Grillo» ha anche una ricca lista, vaste sale con arredamenti moderni, un ampio portico per le sere d’estate, con travi di legno e mattoni, tavoli ovunque e ravvicinati tra loro. Il servizio non è sempre sollecito, con qualche sbavatura, qualche dimenticanza, che si faranno perdonare per la cordialità e il sorriso.
Una buona carta dei vini con scelte oculate dalle regioni italiane e con la presenza, cosa che dovrebbero fare tutti i nostri ristoratori, di discreti e buoni vini parmigiani, perfetti per accompagnare la cucina del territorio.
LA CUCINA, I PIATTI - E’ inevitabile cominciare dalla torta fritta: un ricco cestino (a 4,50 euro) con pezzi perfettamente asciutti, pasta sottile ma non troppo, croccante, friabile. Questa delizia, che nasconde qualcosa in più della tecnica ormai sperimentata e perfettamente a punto, è il vanto del locale. La servono con una buona spalla cotta di San Secondo, fredda e tagliata a mano, in fette consistenti che si sposano benissimo alla torta fritta, con un discreto salame di Felino di stampo industriale e con un buon prosciutto di giusta stagionatura, ricca dolcezza, bel sapore.
Ai primi la sorpresa della pasta rasa in brodo: il piovoso e fresco inizio estate di quest’anno ha consigliato ai cuochi di metterla in menu e ha consentito di sceglierla volentieri. E’ un tuffo nel ricordo e quelle palline di pasta dell’infanzia sono sempre buone e gradite (ma il brodo…). Risotto tartufato, anolini pasticciati, tagliatelle al cinghiale, i tre tortelli (con gli asparagi al posto della zucca) in una ricca, discreta porzione che ha avuto il torto di arrivare in tavola appena tiepida.
Ai secondi è proprio buona la coscia di coniglio con erbe e peperone: giusta consistenza della carne, gusto ricco e la ruffianeria del peperone; sapore incerto e fettine troppo sottili nella tagliata (presa senza la rucola e il grana previsti dalla lista). E ancora: stinco di maiale al forno, salsiccia e braciole d’agnello alla griglia, fiorentina d’Angus Aberdeen (3,80 euro l’etto), punta, trippa.
PER FINIRE -Buona crostata di mele, zabaione allo Zibibbo, panna cotta.
NON MANCATE -Torta fritta e salume
DIMENTICATE - Tagliata
PAGHERETE - Circa 30 euro (bevande escluse). Menu esposto, coperto 1,50
(recensito il 17/07/2008)
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