La casa è stata rinnovata e progressivamente modificata. Prima hanno chiuso il terrazzo, poi trasformato in sala da pranzo il negozio e ora, a segnalare il successo di questo locale, quello che prima era il punto di rifornimento di tutta Rivalta (negozio d’alimentari, tabacchi, trattoria e, poco distante, sala da ballo) è divenuto solo Trattoria Capelli. Ancora, ovvio, punto d’incontro e d’accogliente ristoro, ma sarà bene, specie per i fine settimana, prenotare con anticipo. La formula è casalinga: cucina semplice e sincera, servizio amichevole e gentile, locali lindi, puliti in stile rustico-moderno, cantina ben fornita, prezzi onesti.
LA CUCINA I PIATTI
la lista dei cibi lascia a prima vista perplessi per il grande numero di piatti (16-17) offerti sia tra i primi, sia tra i secondi e i dolci – e si sa che difficilmente una cucina, pur volenterosa e ben organizzata, riesce a curare un così alto numero di proposte. Poi, guardando bene, si nota come molte voci siano variazioni sullo stesso tema (le tagliatelle condite in vari modi, i tortelli che si arricchiscono col tartufo, le cacciagioni che cambiano tipo di carne) e allora, pur restando necessaria una buona pianificazione, la cosa diviene possibile e, infatti, il servizio scorre nei giusti tempi, la qualità è nel complesso buona. Si comincia coi salumi accompagnati da pezzi galeotti di polenta fritta: culatello senza infamia; ottimo prosciutto di lunga stagionatura e assoluta finezza (Montali S. Ilario, 36 mesi); buon salame; buona gola, perfetta con la polenta così come il lardo pesto con le verdure. Sono un classico le tagliatelle col ragù di fagiano appena speziate; è una stravaganza il savarin col riso cotto nel latte e ragù di salsiccia e funghi; erano buoni gli anolini in dolce brodo; con le saldature della pasta ancora dure, il ripieno molto debole, il tartufo nostrano di poca virtù i tortelli di patate. Ed ora le preparazioni alla cacciatora: tutte ben fatte e con sempre riconoscibili le caratteristiche delle carni di lepre, capriolo, cinghiale, coniglio, pollo; la cuoca ha mano sicura ed esperta, ma il piatto è saporito e ricco e non si scappa: chi non l’ama, scelga altro. Per esempio: manzo brasato, punta di vitello, ossobuco. Un consiglio: l’uovo di pollaio con pancetta e i radicchi dell’orto conditi con aceto di vino sono una bellezza.
PER FINIRE
Formaggi di selezione Guffanti e il buon Parmigiano-Reggiano Bertinelli di 26 mesi; altrimenti torta di mele con gelato, zuppa inglese, zabaione cotto con visciole, tiramisù e tiramigiù, crostate. Bella cantina con schede esplicative, caffè nella moka.
NON MANCATE
Le cacciatore
DIMENTICATE
Tortelli di patate
PAGHERETE
Sui 30 euro (bevande escluse). Menu esposto, coperto abolito.
(recensito il 27/12/2007)
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