Ho un amico che per lei farebbe ogni cosa e che quando la pesca si sente imbattibile: poco importa se poi perde la partita (ho i testimoni), ma l’asso di denari, la popolare «pita», lo ha fatto, per un momento, felice. Qui allora è il suo posto, perché le amiche (rispettivamente, e felicemente, un’impiegata, una restauratrice, una bancaria) che, dicono con ironia, di essersi, come «tre pite», imbarcate in quest’avventura della ristorazione, così hanno voluto chiamare la loro trattoria. Si dovrà allora (il mio amico e, se volete, voi con lui) salire da Mulazzano Ponte fino a Mulazzano e accomodarsi nella sala dalle pareti rosse, dai bei tavoli di legno con semplici sedie, tappeti, credenze, lampadari e luci negli angoli, tanti oggetti come nelle case delle zie, mezze tende alle finestre. Qui, trascinato nell’impresa, vi accoglie, con qualche impaccio e molta gentilezza, il marito di una delle tre amiche, egli pure con una professione alle spalle - e per questo il locale è aperto solo la sera di venerdì e sabato, sempre nei giorni festivi. Le musiche di Paoli e Vanoni completano l’atmosfera.
LA CUCINA, I PIATTI - Proposte di casa, innervate da fantasia e passione per una cucina dietro cui intravedi curiosità, tante prove, piacere di fare, cene con gli amici coronate da successo. Piatti insomma autentici con qualche ingenuità sempre proposti nel segno del sapore. All’antipasto la buona, soffice, dorata torta fritta accompagna un salame di produzione industriale, una discreta coppa speziata, la culatta, la spalla cotta calda servita con un bicchiere di spumosa fortana. Fuori menu, ci sono i pisarei e fasò e poi piccoli e buoni tortelli di mele (ricordate quelli meravigliosi di Rino a Berceto?) e funghi in cremosa salsa di noci con una fastidiosa spolverata di Parmigiano piccante. Stesso difetto nei buoni tortelli di zucca e in quelli d’erbetta, assai ricchi di ricotta. E ancora tagliolini agli asparagi e lasagne di zucca e funghi. Ai secondi un azzardoso filetto al balsamico e fragole; una sobria tagliata; la rassicurante trippa; un arrosto nella spalla di maiale, farcito con salsiccia, stopposo e duretto; il buon coniglio con le olive, polenta e verdure fritte.
PER FINIRE - Anche nei dolci la cuoca ama friggere: qui commoventi frittelle di mele con salsa di fragole; la buona torta verde di menta, cioccolato, cocco; l’infelice (troppo impegnativo il confronto con l’originale) finta-Barozzi di cioccolato e caffè; la discreta torta di noci. I dolci sono accompagnati da un calice di vino, preso da una cantina discreta per scelte e onestà dei ricarichi. Qualche distillato, liquori di casa.
NON MANCATE - Il coniglio, le frittelle di mele
DIMENTICATE - L’arrosto di maiale
PAGHERETE un conto di circa 32 euro (bevande escluse). Coperto abolito, menu esposto.
(recensito il 28/08/2008)
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