E' un piccolo ristorante dalla piacevole aria familiare, nel centro di Gramignazzo, quasi di fronte alla chiesa: due stanze e la cucina che s'intravede appena entrando. Il tutto è accudito amorevolmente con modi e gesti lievi dalla cuoca-proprietaria che si divide tra sala e cucina, spiega i piatti, prende le ordinazioni, corre a preparare.
Un fiore fresco sui tavoli, qualche quadro e colori pastello alle pareti, arredi dalla pulizia essenziale e le bottiglie della cantina esposte all'ingresso e nell'altra sala: produttori locali selezionati con cura, vini biologici, qualche etichetta dalle regioni italiane scelte privilegiando qualità e prezzo. Clienti habitué che prendono «il solito» e atmosfera rilassata e conviviale.
Il menu esposto all'ingresso subisce variazioni che la patronne illustra a voce: è basato, con qualche piacevole sorpresa, sui prodotti della Bassa (e un grande olio, il Laudemio), preparato secondo tradizione letta con sensibilità moderna.
La cucina, i piatti Gli antipasti (circa 8 euro) offrono una buona selezione di salumi, accompagnati dal pane bianco della Bassa: ottimo, finissimo e dalla dolcezza molto elegante il prosciutto di media stagionatura; ottimo anche lo spallaccio tagliato a mano, più rustico e dal sapore deciso e equilibrato; ancora un po' giovane la spalletta cruda di Palasone che completa questa triade. In una scodella bianca, deliziosi carciofini sott'olio croccanti di produzione casalinga. Altro antipasto, e classico del ristorante, la fresca insalata di puntarelle con salsa d'acciughe e fettine sottili di formaggio tenero. Pasta delicata e morbida, tirata sottile nei tortelli d'erbetta panciuti, dolci di ricotta; portato a cottura con precisione, ma appesantito da Taleggio e prosciutto, il risotto ai carciofi. Altri primi (circa 7 euro), i tagliolini con spalla e zucca, le pappardelle (la pasta è sempre fatta in casa) col condimento di salsiccia.
La cuoca ama le salse e gliene scappa troppa nella spenta spalla di maialino arrostito con la sua cotenna e servito con salsa di mele e mostarda di casa; buona qualità della carne e cottura puntuale per la tagliata di Fassone; chiude l'offerta di secondi piatti (circa 13 euro) lo stufato di manzo.
Per finire
Un ricco piatto di formaggi con gli accompagnamenti di rito, che spesso fanno ombra ai formaggi stessi, e i dolci di casa (circa 4 euro) con un ricco tiramisù, la sbrisolona, la crostata di pere e cioccolato, quella con marmellata di albicocche, il semifreddo al tiramisù. Caffè, digestivi e un conto, per un pranzo completo di quattro portate, di circa 32 euro. Menu esposto, coperto abolito, un gradino all'ingresso, accesso al bagno comodo.
Non mancate I salumi, l'insalata di puntarelle
Dimenticate Maialino arrosto
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