La zuppa dei butteri che piace a tutti
Una ricetta povera e antica è il segreto di un piatto da re, ghiotto e appetitoso, che non appesantisce lo stomaco e salva la linea. Il sapere contadino ha spesso sfornato delle preparazioni di gusto, riuscendo a insaporire anche gli ingredienti più semplici. Tra queste, valicando i confini regionali e approdando nella Maremma Toscana (ma la tradizione è pure nella Tuscia viterbese), c’è l’acquacotta. Essenzialmente una zuppa creata con un mix di ortaggi dell’orto dentro la quale si fa cuocere un uovo a persona (può essere aggiunto direttamente nella fondina).
La si serve su un crostone di pane raffermo e la si condisce con una spolverata di pecorino o Parmigiano. Era la zuppa dei butteri dediti alle mandrie e dei contadini al lavoro in campagna. Gli ingredienti venivano portati nella saccoccia, in modo da prepararla all’aperto facendo venivano cuocere lungamente le verdure nel paiolo. Vediamo da vicino e nel dettaglio come farla a casa nostra. La preparazione è profumata e il piatto risulta comunque poco calorico.
Per due persone si prendono: 200 g di cipolle bionde; 160 g di sedano comprese le foglie; basilico abbondante; quattro pomodori maturi; due uova; 240 ml di brodo vegetale; pecorino; due fette di pane toscano raffermo; due cucchiai d’extravergine; sale e peperoncino. Si affettano sottili le cipolle e il sedano con le foglie e li si fa appassire; fateli appassire in un tegame ampio con un cucchiaio di olio e pari quantità di acqua. Quando l'acqua è evaporata, si mettono i pomodori a pezzetti, il basilico, il brodo vegetale. Si sala e si aggiunge un tocco di peperoncino, lasciando sobbollire un’ora. In due fondine, con mezza fetta di pane spolverizzata di formaggio grattugiato si versa l'acquacotta molto calda e si rompe un uovo in ciascuna. Quando l'albume è rappreso, basta un filo di olio e via in tavola.
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