La banana non è dolce? Allora fatela alla griglia
La versione non dolce della banana si chiama platano ed è un frutto esotico da sempre perno dell’alimentazione delle popolazioni dell’Africa Orientale e parte dell’Asia, già conosciuta nel VI secolo a.C., ma anche in America Latina.
Un tempo una assoluta rarità, ora grazie alle migrazioni inizia a trovare una sua diffusione anche in Italia. Il platano è molto ricca di amido e a completa maturazione diventa dolce con sapore che è un gradevole mix tra pastinaca, patata e carota e, previa cottura, diventa un ottimo contorno.
Simile alla vista alle nostre banane ha invece struttura molto più consistente mentre il colore della buccia passa dal verde al giallo punteggiata e a completa maturazione diventa molto scura, mentre la polpa è soda e non molto dolce.
Come cottura ha declinazioni tra le più svariate: può essere cotta al forno, alla griglia, bollita o saltata direttamente in padella; può essere resa in purea o essiccata per entrare a far parte dei mix di spezie usate nei paesi asiatici o dell’Africa occidentale.
Nei Caraibi sono decisamente deliziose quelle fritte dorate servite come contorno a riso, fagioli, ma anche a preparazioni di carne o pesce alla griglia o stufate; in India è usanza gustarle a colazione fritte prendendo il nome di «Pazham Pori», ma sono da provare anche le frittelle croccanti di cui suggeriamo la modalità di preparazione cosi come sono cucinate dagli indios di molti paesi sudamericani.
Optare per le platano verdi, incidere la buccia tagliare la polpa a rondelle piuttosto spesse e friggere in abbondante olio bollente (meglio di semi, arachidi o palma) per alcuni minuti, scolarle e schiacciarle con qualcosa di piatto e duro come il fondo di un bicchiere, raccogliere i dischi e rifriggerli per alcuni minuti fino a completa doratura, scolare e servirli salati e pepati. An. Gri.
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