06/02/2009 -

Saperi e Sapori


Dop, Igp e Stg: le "sigle" delle eccellenze alimentari

Errica Tamani
I prodotti agroalimentari, ossia il «made in Italy» nel mondo. È innegabile, infatti, il ruolo primario che giocano le specialità gastronomiche del territorio italiano nel rappresentare il nostro paese a livello internazionale. Non si tratta di un semplice luogo comune se il concetto di Italia spesso richiama alla mente un prodotto alimentare. L’insieme dei prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita) che costituiscono il patrimonio agroalimentare del bel Paese, espressioni qualitative connaturate ai territori da cui traggono origine, è stato esaminato e fotografato nell’«Atlante Qualivita – I prodotti agroalimentari italiani DOP, IGP, STG 2009» (edito da Viedelgusto, euro 45), giunto alla sua terza edizione.
Vademecum agroalimentare
Il libro, con una raccolta di schede documentate dei prodotti, si configura come un vero e proprio vademecum dell’agroalimentare di qualità, un settore che non è strategico solo per l’economia italiana.
Coinvolgendo consorzi e piccole aziende che investono sul «savoir faire» qualitativo e valorizzano il territorio limitrofo, i prodotti agroalimentari hanno anche una forte valenza culturale.
Le pagine dell’atlante, che ammontano a oltre ottocento, fanno luce sui centosettantacinque prodotti italiani di qualità certificata.
Essi sono raccolti per categoria merceologica di appartenenza (formaggi, prodotti a base di carne, carni fresche, ortofrutticoli e cereali, pesci e molluschi e così via) e ad ognuno è abbinata una scheda, divisa in sezioni, in cui compare, oltre a una tabella relativa ai dati economici, in cui sono riportati i principali indicatori economico-commerciali del prodotto, una breve descrizione del prodotto e dei suoi tratti distintivi, la sua storia, con riferimento ai legami al territorio di origine e alla tradizione culinaria, una descrizione delle caratteristiche della zona geografica in cui è realizzato, il disciplinare di produzione e le sue peculiarità.
Abbinamenti e dati nutrizionali
Uno spazio è dedicato anche alla modalità di conservazione del prodotto, agli abbinamenti gastronomici principali, alle caratteristiche nutrizionali e all’excursus legislativo cui è stato sottoposto il prodotto: dalla sua presentazione agli organi competenti ai più recenti provvedimenti in materia.
Sul fondo dell’atlante, una piccola sezione è destinata alla classifica sul primato qualitativo delle province italiane nel settore agroalimentare certificato 2009, che aiuta in un colpo d’occhio a cogliere le vocazioni dei territori italiani.
La classifica, come negli anni precedenti, vede la provincia di Parma sola in vetta, grazie ai suoi gioielli dell’arte norcina e al Parmigiano-Reggiano.
La medaglia d’argento viene assegnata alla provincia di Bolzano, che ha fatto un bel balzo in avanti, guadagnando ben sei posizioni, grazie all’eccezionale aumento di volume di mele certificate prodotte.
Quanto alle regioni, il primato spetta all’Emilia Romagna che si vede inseguita dalla Lombardia, mentre il terzo è occupato dal Trentino-Alto Adige.






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