Che due scatolette, per non annoiarsi
Per alcuni sono l’ultima spiaggia, la boa di salvataggio cui non ci si vorrebbe attaccare, ma che si agguanta al volo pur di non morire... di fame. Per altri rappresentano uno stile di vita, una risposta veloce ed efficace per saziarsi quando non si ha tanto tempo o se il solo pensare di mettersi ai fornelli è un calvario. La via di mezzo, fatta eccezione forse per quelle di tonno, in genere non c’è: le scatolette, o le si ama o le si odia. I cultori della cucina fatta di ingredienti freschi, di pentole e padelle difficilmente si ‘abbassano’ a inserire nella busta della spesa latte varie che contengono cibo più o meno già pronto. Magari si concedono giusto una scatola di pelati o qualche filetto di sgombro. Eppure, le tanto demonizzate scatolette a volte possono diventare una risorsa, una base con cui creare una preparazione più gustosa. L’idea è circolata più o meno un paio di anni fa grazie a Falsarius Chef, teorico della "cocina impostora", che prende spunto dai classici ricettari, utilizzando del cibo in scatola. Se l’intenzione ambiziosa era quella di mostrare che si riescono a creare proposte da gourmet anche con l’aiuto delle scatolette, è pur vero che, con qualche accorgimento, il più banale dei cibi in scatola può essere migliorato, combinandolo con altri ingredienti. Un’operazione simile già in molti l’avranno fatta a casa senza accorgersene: chi non si è preparato un sugo con capperi, olive, pomodorini secchi e tonno sott’olio e non ci ha condito una pasta? Ecco su una serie di suggerimenti simili, talora appena più elaborati, ha costruito la propria notorieta lo chef Marco Squizzato, detto anche il ‘Rompiscatole’ appunto per l’uso dell’apriscatole in cucina. Dal suo libro (Un rompiscatole in cucina, Sperling & Kupfer, 2011, 14 euro) la ricetta dei «finger di salmone con asparagi e uova «mimosa» al wasabi (dosi per 12 cucchiai)»:1 scatola di asparagi bianchi; 1 scatola di salmone al naturale; 2 uova; 1 cucchiaio di extravergine; 1 cucchiaio di aceto bianco; 1 cucchiaino di wasabi; prezzemolo. Cuocete le uova per 10 minuti; sgusciatele, passatele con un passaverdure e tenetele da parte. Scolate gli asparagi, asciugateli e tagliateli a tocchetti di 3-4 cm circa di lunghezza. Sgocciolate il salmone e tagliatelo in 12 pezzetti regolari. Emulsionate con la frusta olio, aceto, wasabi e prezzemolo tritato. Disponete 12 cucchiai da tavola su un vassoio e su ognuno mettete, asparagi, un pezzetto di salmone, le uova ‘mimosa’ e condite con l’emulsione. E. T.
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