Stefano Rotta
La passione, nel Far East italiano, ha radici ben più profonde del boom: e il guadagno, non per tutti è l’unico metro con cui confrontarsi a fine anno. Non si spiegherebbero altrimenti gli occhi del mondo puntati sulla grappa «Nonino», azienda-famiglia friulana di distillatori dal 1897.
A cena con la Nonino
Cristina Nonino, una delle tre sorelle della quinta generazione, è stata ospite (allo Star Hotel Du Parc) dell’Interclub Rotary Parma e dell'Accademia della Cucina Bassa Parmense. Una cena originale, completamente fuori dagli schemi: per una volta, acqua e vino sono stati messi alla porta.
A tavola, con i piatti di portata, solo grappa. O meglio: solo distillati. Perché la grappa, come il vino, non è una sola. Con i salumi, per l’aperitivo, Amaro Nonino Quintessentia, con le crepes farcite Acquavite di frutta Pirus (sulla quale Cristina Nonino ha aperto una digressione storica, essendo una scommessa di famiglia), con la spalla cotta di San Secondo, Uè Monovitigno Fragolino (la portata del gemellaggio Ducato-Friuli), con i formaggi erborinati la grappa Gioiello Nonino Distillato di miele di Castagno («tutto ciò che è fermentibile si può distillare», parola di Benito Nonino), con lo zabaione alla grappa di Moscato, grappa Monovitigno Moscato (a braccetto), con il budino al cioccolato amaro, per terminare, grappa Riserva AntivaCuvèe.
Cristina Nonino dimostra metà dei suoi 45 anni e conserva, come i segreti di famiglia, tutta l’energia e la «cocciutaggine» friulana della mamma Giannola.
Segreti senza libri, quelli che si imparano solo «dando una mano» in tempi di lavoro duro, come in autunno: lei, da piccola, pesava le uve e quantificava quanta grappa dare ai coltivatori, in cambio; un’antica forma di baratto ben radicata nella civiltà contadina, di cui la famiglia Nonino è alfiere.
Il suo intervento, dopo la maratona del distillato, è stato un’arringa della passione: quella, e lei lo sottolinea più volte, «che ha potuto far cambiare idea a tre ministeri romani sulla tracciabilità», ma che, soprattutto «tiene unita la famiglia, non solo l’azienda».
La burocrazia
Questa dimensione, per la Nonino «è la vera marcia in più dell’Italia», ma, dice, «veniamo spesso dimenticati, anzi intralciati dalla burocrazia romana».
Sono intervenuti anche Renzo Menoni, presidente del Rotary, Massimo Gelati, delegato dell’Accademia della Cucina «Bassa Parmense» e Vittorio Brandonisio, nella doppia veste di prefetto rotariano e coordinatore regionale dell’Accademia.
Ai fornelli, lo chef Roberto Ronzoni.
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