Della trattoria c'è lo spirito, l’accoglienza, la ruspante robustezza dei piatti e il menu presentato a voce. Il luogo è invece un imponente palazzo del '700, con stanze dagli alti soffitti con antichi travetti, dove sono apparecchiati con semplicità tavoli tra loro ravvicinati: credenze e sedie in legno impagliate, ambienti caldi e un po rumorosi, il sorriso cordiale di chi racconta i piatti.
La buona micca di pane bianco della bassa, caraffa d’acqua microfiltrata (2 euro) e la carta dei vini ricca di una selezione accurata dalle regioni italiane, anche con etichette famose, una buona scelta locale e regionale, la ormai consueta, abbondante lista di spumanti italiani, champagne e ricarichi attenti. Dopo una qualche attesa, il servizio è un po' lento, ecco i primi piatti.
La cucina, i piatti Si comincia con l’antipasto (circa 10-12 euro) che potrebbe essere una buona merenda o un pranzo un po' sbrigativo: ricchi piatti di salumi, anche di maiale nero (questi abbiamo assaggiato), col surplus di morbida torta fritta, un po' pallida ma asciutta, e croccante polenta. Contornato dalla sua aureola di grasso (per favore, non scartatelo: sta qui la sede del sapore e della dolcezza) il prosciutto aveva sapore elegante perfetto con la buona micca; ben stagionata la pancetta che si scioglie sulla torta fritta, come fa il lardo sulla polenta. Buona anche la spalletta cotta, tagliata sottile e leggermente affumicata; più sapida è invece la spalla cruda.
Ai primi (circa 10 euro), sarebbe saggio rifugiarsi in un piatto di minestrone, così raramente presente nelle liste dei nostri ristoranti, ma come resistere a questi ravioli tondi (grossi anolini, in realtà) dal gustoso ripieno di stracotto d’asinina e conditi con burro e Parmigiano?
I tortelli di zucca hanno dolcezza mitigata dall’amaretto e buona pasta; e ancora tortelli d’erbetta, col culatello, gnocchi di patate con Gorgonzola e tartufo, pisarei e fasò.
Ai secondi (circa 10 euro, fiorentina a parte), c'è il salame fritto di stagione, le lumache in umido, bocconcini di vitello, la bistecca alla fiorentina.
Poi, due piatti umili e di molta personalità: prima, il tegamino di terracotta con la collosa e gustosissima coda di manzo in umido, poi l’altro tegamino con ghiotte costine di maiale stufate insieme al cavolo nero.
Per finire Dolci casalinghi (circa 5 euro), per chi avesse tenuto un posto per il dessert: torta di pere e cioccolato, di mele e lamponi, crostata di marmellata, semifreddo al torroncino.
Pagherete, per quattro portate di abbondante quantità, un conto di circa 35 euro (bevande a parte). Menu esposto, coperto abolito, ingresso con gradini e opportuno scivolo, accesso e bagni comodi.
Non mancate Ravioli d’asinina, coda in umido
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