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lettere al direttore

I senatori a vita

I senatori a vita
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Signor direttore,
adesso che Berlusconi è andato all'opposizione, il governo Letta al Senato ha una maggioranza molto risicata, mi pare che in tv abbiano detto di appena 6 voti. Per restare in piedi avrà bisogno quindi anche del voto dei senatori a vita. 
Infatti alcuni di loro, che non si facevano mai vedere, si sono subito presentati a votare a favore della decadenza di Berlusconi. Mi sembra che siamo tornati ai tempi del governo Prodi, col governo che ad ogni fiducia rischiava di cadere per colpa di un senatore bloccato a casa dall'influenza o di un altro che distrattamente era uscito a far pipì. 
Ma è possibile che siamo condannati ad avere governi così deboli da reggersi sul voto determinante dei senatori a vita? 
Vittorio Spotti
Signor direttore,adesso che Berlusconi è andato all'opposizione, il governo Letta al Senato ha una maggioranza molto risicata, mi pare che in tv abbiano detto di appena 6 voti. Per restare in piedi avrà bisogno quindi anche del voto dei senatori a vita. Infatti alcuni di loro, che non si facevano mai vedere, si sono subito presentati a votare a favore della decadenza di Berlusconi. Mi sembra che siamo tornati ai tempi del governo Prodi, col governo che ad ogni fiducia rischiava di cadere per colpa di un senatore bloccato a casa dall'influenza o di un altro che distrattamente era uscito a far pipì. Ma è possibile che siamo condannati ad avere governi così deboli da reggersi sul voto determinante dei senatori a vita? 

 

Vittorio Spotti

Gentile lettore,
dopo lo strappo di Forza Italia il governo effettivamente è più debole, almeno numericamente, ma non tanto da doversi reggere sui senatori a vita. Infatti ha 6 voti di maggioranza più quelli, eventuali, dei senatori a vita.
La presenza di alcuni neo senatori a vita alla seduta sulla decadenza è stata duramente stigmatizzata da Forza Italia. In particolare Bondi e Gasparri hanno apostrofato così Carlo Rubbia e Renzo Piano: «Non ci siete mai, adesso venite qua per partecipare alla gogna». Rubbia ha fatto spallucce. Piano, avvicinato dai giornalisti per una replica, ha risposto così: «Essere attaccato da Bondi e Gasparri è sublime, è pura beatitudine».
Anche il quotidiano «Libero», con la consueta sobrietà, si è occupato della questione con un articolo intitolato «Becchini, spuntano i senatori a morte». I giornali vicini a Berlusconi avevano già attaccato pesantemente Napolitano per la nomina di senatori a vita tutti schierati a sinistra.
Per chiudere, mi permetta una digressione sul tema. Ero al «Giornale» quando Indro Montanelli ricevette la telefonata dell'allora presidente Cossiga che gli offriva il laticlavio. Era il 19 maggio del 1991, poco dopo mezzogiorno. Eravamo in riunione, Montanelli entrò e ci disse: «Ragazzi, mi ha chiamato Cossiga per farmi senatore a vita. L'ho ringraziato ma gli ho detto di no. Sono matto?». Montanelli poi spiegò ai lettori i motivi della sua decisione, peraltro coerente col modello di giornalista «assolutamente indipendente, anzi estraneo al Palazzo, che per sessant'anni ho perseguito e, spero, realizzato».
Ma Montanelli non fu il primo e non fu l'unico a dire di no. Molti anni prima a dire no al presidente Einaudi fu un grande parmigiano, Arturo Toscanini: «Schivo da ogni accapparamento di onorificenze, titoli accademici e decorazioni, desidererei finire la mia esistenza nella stessa semplicità in cui l'ho sempre percorsa».

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  • Margherita

    30 Novembre @ 14.10

    Trovo ormai sorpassata e forse incostituzionale la nomina dei senatori a vita, considerato che siamo (?) in democrazia e che la vita media si è notevolmente allungata. Per il riconoscimento nei confronti di un italiano eccellente basterebbe un'orificenza come il cavalierato oppure, se indigente, un vitalizio . Non capisco perchè un non eletto possa sedere tra i banchi del senato ed esprimere con un voto le sue preferenze.

    Rispondi

  • 30 Novembre @ 06.13

    Alle marionette ammaestrate Gasparri, Bondi & C., che strillano arrampicandosi su specchi e specchiere contro la presenza in aula dei senatori a vita Piano e Rubbia per il voto sulla decadenza del loro puparo, è opportuno ricordare che proprio Silvio Berlusconi, protagonista dell’ordine del giorno, ha registrato il 99% di assenze e su 1.856 votazioni effettuate da inizio legislatura non ha partecipato a nessuna.

    Rispondi

  • Biffo

    30 Novembre @ 03.56

    Pattysmith, ma lo ha fatto con viva e vibbrante soddishfazzzione?

    Rispondi

  • Silvano

    29 Novembre @ 22.39

    Silvano. Sig. direttore, non sono i Senatori a vita lo scandalo è l'istituto che è uno scandalo. Dovrebbe essere abolito, punto. Che poi Bondi e Gasparri facciano la reprimenda è tutto da ridere. Se guardano al loro ex leader, Berlusconi, quante volte è stato presente in Senato, dovrebbero avere il buon gusto di starsene zitti.

    Rispondi

  • Maurizio

    29 Novembre @ 21.22

    Pattysmith ma dove le trovi ste notizie, a parte il fatto che Napolitano ha rinunciato agli ultimi due aumenti, l'aumento per il 2014 sarebbe stato di circa 500 euro al mese scaris.....

    Rispondi

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