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Il direttore risponde

La rivoluzione di Renzi

Ogni giorno il direttore risponde ai lettori

Giuliano Molossi

Giuliano Molossi

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Signor direttore,
il trionfo di Renzi alle primarie del Pd coincide con la clamorosa sconfitta della vecchia classe dirigente del partito, dei dinosauri come D'Alema e Veltroni (che non hanno mai fatto una vera opposizione a Berlusconi), con l'uscita di scena della Rosy Bindi e di Bersani, e qui a Parma segna il tramonto politico di tutta la vecchia guardia che si era schierata con Cuperlo. Parlo di Bernazzoli, Peri, Garbi, De Blasi, la Motta, che quanto meno hanno avuto il buon gusto di non salire sul carro del vincitore.

Pietro Torelli
Parma, 9 dicembre

Gentile lettore,
non c'è dubbio che per il Pd sia una bella rivoluzione. «E' la fine del gruppo dirigente della sinistra, ha detto lo stesso Renzi subito dopo i risultati, non è la fine della sinistra». Cambieranno le facce, a Parma come a Roma, ma non sarà sufficiente. Deve cambiare il linguaggio, devono cambiare i contenuti, deve cambiare la mentalità. Dopo aver conquistato il partito con il 70 per cento dei voti, adesso Matteo Renzi si gioca tutto in pochi mesi. Non ha più alibi: alle belle parole e alle divertenti battute devono seguire i fatti. E i fatti sono gli impegni che ha preso. Dovrà battersi per una drastica riduzione dei costi della politica, e fare in modo che il suo partito non accetti mai una riforma in senso proporzionale della legge elettorale ma che, al contrario, ne approvi in fretta una che confermi il bipolarismo.
Oggi Renzi è sulla cresta dell'onda, la gente chiede a gran voce il cambiamento e gli dà fiducia. Ma in passato abbiamo visto tanti come lui finire dalle stelle alle stalle nel giro di poco tempo. E in particolare la sinistra è stata sempre particolarmente abile a far fuori i propri leader. Vedremo se ci riuscirà anche con lui.

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  • Margherita

    13 Dicembre @ 09.06

    gentile Giorgio, dei giochini politici me ne intendo poco, mentre sono ben informata delle difficoltà che tutti gli italiani devono affrontare quotidianamente. Assisi sugli alti scranni che noi abbiam fornito loro, questi personaggi si perdono in bizzantinismi - alleanze, ostruzionismi, voltafaccia, e chi più ne ha più ne metta...- e ci apparecchiano teatrini dove il leader di turno, nel bel mezzo della notte più dura e scura, annuncia alla nazione di " vedere la luce in fondo al tunnel..." e noi tutti ci chiediamo cosa abbia fumato prima! Probabilmente il PD di Renzi perderà i voti di quelli che alle primarie precedenti avervano votato Bersani e che ora hanno votato gli altri due candidati, ma forse potrà contare su voti di chi MAI prima si sarebbe sognato di votare a sinistra....

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  • giorgiop

    12 Dicembre @ 16.07

    giorgiop

    Cara Margherita, mi riferisco al mio commento che non conteneva nulla di stizzito per la vittoria di Renzi. Anzi, le dirò che per me va bene che Renzi abbia vinto ed anche che riesca davvero ad allontanare dalle sedie che contano, un certo vecchiume anacronistico di sinistra. Tuttavia la domanda che mi sono fatto e che ho riportato qui dentro, riguarda proprio la possibilità che tutto questo si avveri alla luce dei voti che ha ottenuto alla primarie ed a quelli che hanno ottenuto Cuperlo e Civati. personalmente non giurerei che quelli che hanno preferito gli altri due, alle prossime eventuali elezioni, rivotino ugualmente il PD di Renzi. Se così fosse le percentuali del PD diminuirebbero abbastanza da non riproporre l'attuale situazione. Chi aumenterebbe ? M5S...mmmm, FI....mmmm, NCD.....no. Se D'Alema si mette per conto proprio andrebbero lì.

    Rispondi

  • Margherita

    12 Dicembre @ 13.31

    Ho letto la lettera, ho letto la risposta ed i commenti....ma di quel che succede all'Italia e agli Italiani importerà qualcosa a qualcuno? Veramente i nostri politici preferiranno far morire Sansone con tutti i filistei piuttosto che collaborare con Renzi per andare avanti con le riforme? E' così difficile riconoscergli il merito di aver vinto le primarie? Se comincerà il solito gioco al massacro e l'ostruzionismo dei suoi stessi colleghi di partito allora siamo veramente messi peggio di prima.

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  • Biffo

    12 Dicembre @ 04.27

    Renzi riuscirà a fare, e fino ad un certo punto, poi sarà bloccato, irrimediabilmente, dai due poteri occulti, che manovrano, più o meno dietro le quinte, il nostro paese, da decenni o millenni: le mafie ed il Vaticano. Lui lo sa bene, cercherà di fare del suo meglio, fino a dove e a quando gli sarà consentito. Siamo in Italia, non in Francia, in Germania o in qualche altro paese civile del globo.

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  • giorgiop

    11 Dicembre @ 17.13

    giorgiop

    La domanda che ci si deve fare, dopo la vittoria a mani basse di Renzi, è soltanto una: se circa un terzo degli elettori alle primarie non ha votato Renzi, se i votanti non tutti erano elettori PD a livello nazionale, quanti saranno i voti PD che arriveranno alle future elezioni politiche se quelli che non hanno votato Renzi e quelli che hanno partecipato solo per fare ostruzionismo non voteranno PD ? Ovviamente occorre proiettare, se possibile, le percentuali delle primarie sulla totalità degli elettori. I casi sono due: o Renzi cattura un sacco di voti degli astensionisti e comanderà lui, oppure avrà creato, senza volerlo, una nuova compagine a sinistra che prenderà i voti di quelli che fino ad ora erano comunisti che votavano PD. Ma, nel caso, saremmo daccapo. Giusto...?

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