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Il direttore risponde

Ragazzi ignoranti

Ogni giorno Giuliano Molossi risponde ai lettori

Giuliano Molossi

Giuliano Molossi

5

 

Gentile signor Molossi,
sono alla soglia degli ottant'anni. L'altra sera mio nipote, studente liceale, ha ospitato a cena due suoi compagni di scuola con i quali aveva studiato sino a tardi per preparare una interrogazione. A tavola si parlava del più e del meno. A un certo punto il discorso è caduto su Mussolini. A me sono cadute le braccia perché nessuno dei tre ragazzi diciottenni, sapeva che il Duce era stato appeso per i piedi a piazzale Loreto. Ignoravano anche le circostanze della sua morte, e avevano poche e confuse nozioni della sua vita. Scherzando gli ho detto che erano delle capre, e mio nipote mi ha detto: «Dai delle capre a noi? Dovresti sentire i nostri compagni!».
Ettore Martini
Fidenza, 16 dicembre

 

Gentile signor Martini,
per fortuna lei non ha assistito qualche giorno fa alla trasmissione televisiva «L'eredità» condotta da Carlo Conti sulla Rai. Nel corso di questo gioco a quiz, il conduttore a un certo punto fa una domanda molto facile: «In quale anno Adolf Hitler viene nominato cancelliere?». Al concorrente vengono fornite quattro possibili risposte: 1933, 1948, 1964, 1979. La prima concorrente risponde senza esitazione 1948. A quel punto la risposta passa al secondo concorrente, un giovane ventenne, che deve scegliere fra 1933, 1964 e 1979. Più facile di così! Il ragazzo ci pensa un po' su e poi dice: 1964! Ma non è finita perché tocca a Tiziana, la terza e ultima concorrente che deve scegliere fra le due date rimaste, 1933 e 1979. E lei, sicura di sè, risponde 1979.
Nemmeno a «La pupa e il secchione» erano state raggiunte tali vette di ignoranza. Un'ignoranza talmente macroscopica da farmi sospettare, allora come oggi, che non ci sia niente di vero, che in realtà si tratti di un escamotage degli autori televisivi per far parlare del programma. Ho detto sospettare, ma vorrei anche dire sperare che sia stato solo un gioco, che quei tre ragazzi che facevano vivere Hitler nel primo Dopoguerra, in pieno boom economico o addirittura quattro anni dopo la fine della guerra del Vietnam, si siano prestati a una messinscena. Perché se non fosse così, ci sarebbe seriamente da preoccuparsi.
E' ammesso non sapere chi sia l'attuale ministro dell'Economia o il portiere della Sampdoria, ma di Adolf Hitler uno ha sentito parlare fin da bambino, lo ha visto nei film, lo ha letto nei libri.
Dove hanno vissuto sinora questi ragazzi? Su un altro pianeta? No, non possiamo credere che non lo sapessero. Per favore, diteci che è stata tutta una finzione.

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  • bichouk

    20 Dicembre @ 13.15

    I nostri ragazzi non sono affatto capre,ma come tali vengono trattati dal sistema scolastico. Sono pronti al dibattito e hanno voglia di essere ascoltati purtroppo la scuola spesso recluta insegnanti molto colti ma incapaci di comunicare. Poi c'è il problema degli insegnanti-trottola che cambiano continuamente sede per accumulare punteggio e che spesso non conoscono nemmeno il nome dei propri alunni e nemmeno riescono a strutturare un programma. I giovani sono il nostro futuro e la scuola dovrebbe essere fatta su misura per loro e non per le esigenze lavorative dei prof. Parlo io che sono insegnante precaria

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  • Biffo

    20 Dicembre @ 04.49

    Postista delle 11,40, forse, se invece di insistere sul latino, il greco e la filosofia, su programmi da Riforma Gentile del 1923, in Italia si insistesse maggiormente sulle materie scientifiche, si fornissero informazioni precise sulle vicende storiche, si tornasse a studiare la geografia, in stretto rapporto con la storia di ogni paese, si facesse più formazione ed educazione civica...sempre SE, purtroppo. Ci sono prof che fanno dormire gli alunni, sempre a tenere lezioni tediose di grammatica e sintassi, tra regole, eccezioni, eccezioni delle eccezioni, convinti che solo così si imparano l'italiano e le lingue straniere. In compenso, non stimolano la lettura dei libri, la scrittura libera e la discussione di argomenti. Solo leggendo,e discutendo si impara a scrivere ed a parlare, non mangiando e non digerendo testi di grammatica e sintassi. Franco Bifani

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  • Vercingetorige

    19 Dicembre @ 11.40

    ESIMIO PROFESSOR BIFANI . Qualche tempo fa , conversando con un amico americano , mi ha raccontato che un gruppo di studenti liceali USA è stato accompagnato a far visita agli ospiti di una Casa di Riposo , tra i quali c' era un Veterano della Seconda Guerra Mondiale. Il vecchietto, come tutti i vecchietti , cercò di raccontare ai ragazzi quella sua esperienza di gioventù , e scoprì che i ragazzi non sapevano contro chi avessero combattuto gli Stati Uniti. Si potrebbe dire che mal comune è mezzo gaudio. Non so cosa dirle . La qualità della Scuola italiana , negli ultimi decenni , è decisamente decaduta . Se io sbagliavo a declinare "rosa , rosae , rosae, rosam , rosa , rosa" mi "facevano il mazzo" già in 1° media . Oggi è una domanda da maturità classica. Mi hanno detto che , agli esami di concorso per insegnanti , si leggono e si sentono strafalcioni e sgrammaticature che ,una volta, non si tolleravano neanche alle elementari .

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  • giorgio

    18 Dicembre @ 22.46

    geccorbett@gmail.com

    scusi dottore ma sono le ns scuole ke nn erudiscono...principalmente circa la storia recente...per quanto concerne il sentito....ke deve sentire...il giovane vive in un porcaio

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  • Biffo

    18 Dicembre @ 17.03

    Direttore, in quasi 40 ani di insegnamento di Materie Letterarie, non ho mai notato che qualcuno dei miei colleghi parlasse ai ragazzi di quanto era successo tra il 1918 e il '45, in modo serio ed approfondito; era fare politica! Al Liceo Romagnosi, il nostro insegnante di Storia e Filosofia, anno 1963, arrivò all'inizio della Grande Guerra, poi ci incaricò di terminare, da soli, per l'esame di maturità,il resto del libro, ben sapendo che nessun docente ci avrebbe mai chiesto nulla in merito a quel periodo; politica, puah! A 18 anni suonati, giunto alla Cattolica di Milano, ho dovuto riempire quelle voragini, più che lacune, in campo storico, con anni di studio indefesso. Ho sempre parlato, con abbondanza di particolari, ai miei alunni, della storia ontemporanea e recentissima; anche se poi ero considerato, da parte dei colleghi, come comunista, sobillatore, terrorista, perché parlavo ai ragazzi di politica, mio Dio! Che faccenda sporca, vade retro, Satana! Quindi, può anche darsi che i ragazzi odierni siano ignoranti di riflesso, condizionati dal silenzio o dall'ignotranza , colpevole, dei loro docenti. Franco Bifani

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