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Il direttore risponde

Che confusione: andiamo al voto

Ogni giorno Giuliano Molossi risponde ai lettori

Giuliano Molossi

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Egregio direttore,
diceva il compagno Mao Tse-Tung: «Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole». Oggi viviamo in un paese dove le toghe sconfinano spesso e volentieri nella politica e dove si permette che le liste elettorali vengano fatte con l'approvazione dei giudici. Ogni giorno assistiamo inermi e sbigottiti alle incursioni della magistratura nella vita politica e amministrativa e industriale di questa stravagante nazione. Dopo la cura riservataci dal governo Monti il paese non si è più ripreso, è stremato.

Gli italiani sono in ginocchio, ormai non si vive più, si cerca di sopravvivere. Abbiamo un governo nato con lo scopo di fare subito una nuova legge elettorale, ridurre il deficit, finanziare la crescita, fare ripartire i consumi, abbassare le tasse, trovare i soldi per la cassa integrazione e risolvere il problema degli esodati.

Oggi che Berlusconi se ne è andato si parla di nuove tasse, del riconoscimento giuridico per le coppie gay, di cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, si parla di togliere la legge Bossi-Fini e il reato di clandestinità. Evidentemente tutte norme che aiuteranno il paese a crescere e ci accompagneranno fuori dalla crisi.

Purtroppo la verità è un'altra: il governo si è impantanato e ogni giorno che passa si dimostra del tutto incapace ad affrontare e risolvere i tanti problemi della nazione.

In pratica abbiamo due governi del Partito Democratico: uno ufficiale guidato da Enrico Letta e l'altro, un governo ombra, guidato da Matteo Renzi che si comporta come se il Pd fosse all'opposizione.

Un governo assolutamente incapace di intendere e di volere e del tutto inadeguato ad affrontare la crisi e intraprendere finalmente la strada della ripresa. Ogni giorno c'è ne è una nuova: prima la telenovela delle tasse sulla casa poi la buffonata dei rimborsi chiesti agli insegnanti e bidelli.

Un governo inesistente sul piano internazionale con un ministro congolese che non ha fatto nulla per la vicenda dei nostri connazionali bloccati in Congo.

Un governo più preoccupato di lasciare scorrazzare clandestini in giro per il paese che non di riportare a casa i nostri marò. Un governo i cui risultati non sono pervenuti, le norme per la crescita non si sono viste, le decisioni non ci sono state, i fatti latitano e il coraggio di determinate scelte è mancato.

Come si può ben vedere grande è la confusione sotto il cielo perciò la situazione è favorevole per avviarci finalmente a nuove elezioni.

 



Gentile lettore,
e lei pensa davvero che basti andare alle urne per risolvere i nostri problemi? Io credo proprio di no. A maggior ragione se ci toccasse votare con un sistema elettorale inadeguato. La Consulta ha bocciato il Porcellum e ha lasciato aperte varie possibilità di riforma. Ma quelle che oggi sembrano le più gradite dalla nostra classe politica (come il sistema spagnolo o il Mattarellum rivisitato) non danno alcuna certezza di una maggioranza stabile e coesa. Nel nostro Paese si sono affermate tre forze politiche. Io credo che solo la vittoria netta, inequivocabile, di una di loro potrebbe assicurare stabilità per qualche anno. Non dico buon governo, dico stabilità. Ma sarebbe già qualcosa di fronte al «papocchio» di oggi.

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  • Stefano

    16 Gennaio @ 13.13

    Non sarebbe difficile fare una legge elettorale seria. Si va alle elezioni con un metodo molto molto semplice, al partito che prende il maggior numero di voti si dà la maggioranza assoluta dei seggi e non in proporzione ai voti. Non ci vuole un gènio per capire che in questo modo questo partito governa tranquillamente per tutta la legislatura. Benefici? hai voglia.... tutti i partitini che ora dettano legge per paura della caduta del governo automaticamente spariscono, si elimina dalla scena Italiana la vomitevole telenovela quotidiana su cose inutili e dannose tipo le accuse che i signor nessuno si spargono a valanga per non affrontare i veri problemi, si vedrebbe veramente l'operato di questo o quel partito senza scuse di sorta, e finalmente gli Italiani avrebbero l'occasione di aprire gli occhi sull'operato dei loro beniamini. Purtroppo una legge elettorale di questo tipo rimane un sogno, siamo il paese dei compromessi e delle alleanze con gli avversari pur di tenerci stretta la poltrona, però senza pensare che prima o poi i soldi finiranno, anche per pagare gli stipendi ai-agli dis-onorevoli

    Rispondi

  • Biffo

    15 Gennaio @ 16.48

    Il commento del Direttore è impagabile, soprattutto per la sua concisione e brevità. Io suggerirei al signor Furia di andare a consultare la nostra novella Sibilla Cumana, il novello oracolo di Delfi, la signora Kyenge, quella che sta predicando e sta lavorando per un improrogabile ed indifferibile cambiamento culturale di noi italiani. Ha senz'altro la soluzione, non in tasca, ma nella borsetta. Franco Bifani

    Rispondi

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