18°

il direttore risponde

Come abbiamo fatto a sopravvivere?

Ogni giorno Giuliano Molossi risponde ai lettori

Giuliano Molossi

Giuliano Molossi

1

 

Signor direttore,
noi bambini degli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta:
1. andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag…
2. Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata... speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3. Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4. Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5. Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6. Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…
7. Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Sì, noi ci scontravamo con i cespugli, non con le auto!
8. Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari… cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.
9. La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (sì, anche con il papà).
10. Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, si litigava e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11. Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare…
12. Condividevamo una bibita in quattro… bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computer, chatroom su Internet e lo scooter… Avevamo invece tanti tanti amici.
14. Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15. Sì! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma.
16. Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17. Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità... e imparavamo a gestirli.
Come abbiamo fatto a sopravvivere a crescere e diventare grandi?
Emilio Cocconcelli
Parma, 15 febbraio

 

Caro lettore,
ogni tanto me lo chiedo anch'io, che ho 59 anni, e che ho fatto tutte le cose che cita lei dal punto 1 al punto 17. Aggiungerei un punto 18 (Andavamo al cinema in sale piene di fumo) e forse me ne sfugge qualche altro. Comunque è vero: i nostri figli, che vivono sempre connessi, con lo smartphone in mano, non si capacitano di come abbiamo potuto vivere senza facebook, addirittura senza cellulare.... «Ma è pazzesco, ma come facevate?», ci chiedono. Eppure, è vero quel che lei dice, siamo sopravvissuti e ci siamo divertiti. Però mi creda, gli amici ce li hanno anche loro, e non solo virtuali. Amici veri con i quali condividono le stesse emozioni adolescenziali che abbiamo vissuto noi. Quelle non sono cambiate.

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  • Biffo

    19 Febbraio @ 16.56

    DIRETTORE, A PROPOSITO DI FUMO, IO RICORDO CHE C'ERANO INSEGNANTI, DALLE ELEMETARI ALLE MEDIE, SU SU FINO AL LICEO, ME COMPRESO, CHE QUALCHE SIGARETTA SE LA FUMAVANO IN CLASSE. C'ERA CHI sapeva limitarsi, ma alcuni riempivano di spiralanti e densi coltri azzurrognole tutta la classe, pareva di essere a Milano, quella di altri tempi, con una nebbia da tagliare con l'accetta. Nessuno di noi è mai stato ricoverato in Camera iperbarica o ha sviluppato tumori all'apparato respiratorio, ma credo che sia meglio la proibizione del fumo, oggi, in certi ambienti. E fumavano come turchi anche parecchi medici, nei loro studi, ma anche per le corsie degli ospedali; Lei, Cocconcelli, è d'accordo anche su questi comportamenti di una volta?

    Rispondi

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