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Il direttore risponde

Quel timore di dire buon Natale

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Gentile direttore,
mi ha davvero stupito il suo editoriale della Gazzetta di domenica. Le confesso, oltre al disappunto, un senso di sgomento perché dopo averlo letto due volte tutto quello che sembrava essere un fatto clamoroso, si è «sgonfiato» come un pallone in alta quota. Inconsistente e imbarazzante. Inconsistente perché la lettera della mamma disperata, che denunciava la cancellazione delle feste natalizie e tradizionali da parte dei responsabili della materna il Quadrifoglio, è stata autorevolmente smentita dalla vicesindaco Nicoletta Paci e dalla dirigente di Parmainfanza Francesca Gavazzoli. Imbarazzante perché queste paure delle mamme sono conseguenti ad episodi squallidi che non dimenticherò di precisarle meglio dopo che a lei, direttore, chiedo: è mai possibile che per una mamma, seppur preoccupata nonostante la Gavazzoli abbia ricordato che il programma delle feste è stato condiviso con i genitori fin da novembre, la Gazzetta dedichi un «editoriale» (il suo), una pagina intera (la 7) e un'apertura con caratteri cubitali in prima pagina? Se lei lo ha ritenuto giusto così va bene, è un suo diritto. A me resterà il diritto di averla disapprovata. Non me ne voglia: la mia perplessità sulla scelta del suo giornale nasce da un episodio che pure lei ha ritenuto doveroso però ricordare, quando ha precisato che la mamma in questione, non è sospettabile di simpatie leghiste o xenofobe. Le credo (ci mancherebbe). Ma a Rozzano, grazie ad un incauto preside, abbiamo assistito alla più patetica e pretestuosa buffonata dell’anno in corso. Era In buona compagnia il capetto della Lega, munito di megafono con un «preseppino» in mano, la ex ministra Gelmini a cantare «tu vieni dalle stelle». Bandiere di Fratelli d'Italia e poi lui. La Russa. A difendere cosa? Niente. Insussistenza. Esortazione a difendere le nostre tradizioni, la nostra cultura la nostra religione; da chi? Non ha importanza da chi. Noi andiamo dove ci chiamano, ha risposto l’incauta Bergonzoni (leghista) alla Gabbia di Paragone. Va bene, direttore! Piuttosto che il capetto davanti a una scuola materna, meglio una pagina del suo, «nostro» giornale.

Caro Bottazzi,
rispetto ovviamente le sue opinioni, ma mi permetto di distinguerle dai fatti. Che alla scuola Quadrifoglio la festa di Natale sia stata sostituita da una festa dell'elefante è un fatto; e che quella di santa Lucia sia stata sostituita da una caccia al tesoro, è un altro fatto. E sono due fatti tutt'altro che piccoli, perché in linea con una tendenza - quella di occultare le nostre feste tradizionali - che da qualche anno sta prendendo sempre più piede. Insomma il tema c'era tutto, mi pare. Lei dice che i genitori della Quadrifoglio erano d'accordo su quegli spettacoli. È vero: ma lo abbiamo scritto.
Questi i fatti. Poi, sulle interpretazioni possiamo dissentire. Ma non mi dica, per favore, che il mio editoriale lo ha letto due volte. Perché se così fosse non capirei come ha fatto a non accorgersi di queste parole che ho scritto: «Ora, vorremmo che fosse ben chiara una cosa: noi siamo per la laicità dello Stato e non ci piace chi diventa improvvisamente cristiano a fini politici; insomma non ci piacciono quei politici che non sono mai apparsi particolarmente devoti, né in pubblico né in privato, e che ad un tratto si ritrovano a cantare, davanti alle scuole, che nostro Signore sta scendendo dalle stelle».
Ecco, questo ho scritto domenica: come fa a sostenere che ho voluto spalleggiare i La Russa e le Gelmini? Il primo giorno della mia direzione abbiamo criticato in prima pagina il segretario regionale della Lega: e mi hanno dato del sinistro. Ora lei mi dà del leghista. C'è qualcosa che non va. O meglio che va fin troppo bene, perché vuol dire che non sto con nessuno e non risparmio nulla a nessuno.
Le auguro buon Natale: mi scusi se mi permetto, ma è una consuetudine cui non rinuncio.

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  • Sveva

    17 Dicembre @ 12.35

    All'asilo di mia figlia fanno la festa di Natale con canzoni sulla pace, merenda per i genitori ed è stato allestito in ogni sezione un bell'albero di Natale. Come si può parlare di laicità quando l'asilo e la scuola chiude per die settimane proprio per la festa del Natale che di laico non ha nulla? A me quello che perplime e turba di più non è l'articolo, ma la risposta del "gruppo di mamme" e la parola scontro. terribile davvero.

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    • rocco

      17 Dicembre @ 15.50

      Veramente le scuole chiudono fino al 6 gennaio, natale è un giorno solo, dicesi vacanze invernali. Ci sono anche quelle estive. La composizione del calendario scolastico è fatta in modo di seguire le festività, religiose e non. In Italia le festività cristiane sono tante, ma quelle estive sono di più e servivano ai figli dei contadini per andare a lavorare nei campi. La scuola e lo Stato sono laici, questo è, fatevene una ragione.

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      • Remo

        19 Dicembre @ 18.43

        mi sembra, da quello che scrive in molti commenti, che lei, piuttosto che un laico, sia un ateo. e presumo che sia per questo che e' cosi' contrario ai simboli della religione cristiana nelle scuole! Ma come gia' osservato da altri, in Italia almeno il 90% della popolazione e' cristiana, con un 60% cattolica, anche se non praticante.E mi dispiace per lei e suoi simili, ma la religione cristiana, in bene ed anche in male, e' legata indissolubilmente alle nostre tradizioni! Di conseguenza, puo' essere tranquillamente rappresentata nelle sue ricorrenze piu' sentite , come il Natale, ma anzichènò anche Santa Lucia, e la sempre amata Befana, nei giorni a loro dedicati. Ma anche una rappresentazione con Babbo Natale puo' essere fatta, anche Babbo Natale rappresenta una o piu' religioni, quelle dei nordici, dei Celti, degli irlandesi ed altri...se tutti questi personaggi rappresentano il Bene(o, comunque, azioni benefiche) e non contrastano con le nostre leggi, perche' vietarli?

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      • Sveva

        17 Dicembre @ 18.06

        Natale, Santo stefano, Epifania, e in mezzo ci mettiamo le vacanze invernali. ma sinceramente non vedo dove è il problema, avete scritto che preferite evitare UNO SCONTRO e quindi fate uno spettacolo, che tutti gli altri asili fanno in altre occasioni fra l'altro. Scontro tra chi esattamente, tra cosa? Tra culture? Tra genitori? Una proposta: perchè invece di annullare le nostre tradizioni, far passare babbo natale come l'omino nero nascosto dietro la porta , non avete organizzato una bella festa interculturale interreligiosa valorizzando ciò che di bello e di buono c'è in ogni culto e cultura? se solo noi rispettassimo più la nostra terra, la nostra cultura, anche gli altri lo farebbero, l'errore è solo questo. ed è di una tristezza infinita.

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  • rocco

    11 Dicembre @ 12.02

    Veramente non è una festa dell'elefante, non buttiamola in vacca... E' uno spettacolo che ha per protagonista un elefante. Lo spettacolo tratta di temi tipici del natale. So che molti di voi avrebbero preferito il presepe vivente con i bimbi che fanno il bue e l'asinello, gesù, etc. Ma i nostri bimbi hanno un bagaglio culturale più limitato e anche se capiscono tutto è più semplice per loro capire certi argomenti se esposti con semplicità. La storia di Cristo, permettetemi, non è molto semplice, io non l'ho ancora capita bene. Ma sono sicuro che tutti i nostri figli non faranno fatica a trovare presepi in giro per la città, specialmente nei luoghi ad essi consacrati, le chiese. Come è già stato detto, le modalità per far vivere ai bambini l'attesa delle festività natalizie (perché il Natale si festeggia il 25 dicembre, non il 16) sono state discusse con i genitori, per inciso, dei bambini che frequentano il quadrifoglio. Altre scuole avranno fatto altre scelte. Anche al Quadrifoglio in passato è apparso Babbo Natale, personaggio che tra l'altro spaventa i bambini, anche quest'anno, come sempre, sono presenti addobbi e simboli che potremmo chiamare laici o neutri. Molti non credono sia compito della scuola insegnare ai bambini le tradizioni (ogni famiglia ha la sua, nell'Italia meridionale non credo sappiano neanche chi sia Santa Lucia) e tantomeno quelle religiose. Ci sono scuole private in cui questi temi hanno più attenzione e i genitori sono liberi di iscrivere i propri figli dove credono in conseguenza alle proprie convinzioni. Per quanto riguarda gli articoli della Gazzetta, sicuramente il primo titolo era piuttosto esagerato (Abolito il Natale). Per il resto noto che è stata data voce anche alla scuola e al comune, magari si poteva sentire qualche altro genitore, per far capire meglio che non era una scelta imposta, ma condivisa e che non è certo una novità di quest'anno. D'altronde, Egregio Direttore siamo tutti consapevoli che è suo compito anche quello di suscitare curiosità e attrarre lettori. Almeno si può discutere di questo tema e chiarire il più possibile le proprie idee in materia al di là degli atteggiamenti retorici di politici in cerca di voti. saluti

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    • 11 Dicembre @ 13.17

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Già dalla redazione possiamo correggere un paio di cose che lei "butta lì". Sorvolo sulla "non semplicità" della storia o sull'incubo Babbo Natale: mi chiedo come la mia e molte altre generazioni siano uscite indenni dall'una e dall'altro.... E' stata data voce correttamente a chi poteva e può decidere. I genitori (= i cittadini) hanno comunque e sempre accesso alla Gazzetta di carta (=lettere al direttore) e web (= commenti come quello che le stiamo pubblicando). Se la scelta fosse davvero e completamente "condivisa" non avremmo neppure avuto il caso, che non abbiamo creato noi per "attrarre lettori", ma abbiamo riportato. Semmai, la sensazione vera è che su questo tema ci sia molto imbarazzato "politichese", per non ammettere quello che è sotto gli occhi di tutti. E che, noti bene, non sto qui a definire giusto o sbagliato: ma che sicuramente sta avvenendo. Allora, forse, più che questi zig zag verbali dall'elefante in giù sarebbe più utile (ed intellettualmenmte onesto) che ognuno fino in fondo prendesse le proprie responsabilità e difendesse le proprie idee. Che potrei non condividere ma che certamente rispetterei e pubblicherei. (Gabriele Balestrazzi)

      Rispondi

      • rocco

        11 Dicembre @ 14.09

        Visto che siamo in dialogo... dialoghiamo. Ho scritto che la storia di Cristo non è semplice e andrebbe inserita in un contesto storico, cosa che penso si faccia in chiesa, durante il catechismo o durante l'ora di religione, in tutte le scuole. Non fa paura la storia di Babbo Natale, la sua presenza fisica a volte si. Anche io sono sopravvissuto. Comunque Babbo Natale e l'Albero sono presenti nella scuola Quadrifoglio e sono parte del clima di festa, ma pensavo che il problema non fosse Babbo Natale, quanto la presenza di simboli religiosi. Babbo Natale è un'altra cosa giusto? E' una tradizione che ha varie origini, sembra, da San Nicola (o Santa Klaus), ma ha un equivalente nei miti germanici pre-cristiani. Traggo queste nozioni spicciole da wikipedia, potrebbero essere fuorvianti. Sono ben cosciente che ci siano pareri distinti sul tema, ma potevano venir fuori anche nelle sedi preposte. Il titolo serve ad attrarre lettori. Non zigzago, ho detto che la scuola è laica, come lo stato.

        Rispondi

        • 11 Dicembre @ 15.28

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Il dialogo è sempre salutare, per tutti. Come le ho detto, rispetto anche le sue idee che non condivido. Molte sono anche condivisibili: mi permetto solo di contraddirla laddove giudica il nostro mestiere. Non sono i titoli che attirano il lettore: è la sostanza: se l'uno non corrisponde all'altra un giornale ha vita breve, sicuramente assai meno di 280 anni, mi creda. (G.B.)

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        • rocco

          11 Dicembre @ 15.54

          Appunto, il titolo che ho letto io (on line) era: "Abolito il Natale", invece nell'articolo si leggevano almeno 2 opinioni, la mamma (non si fanno i canti di natale) e la proges. Non ho detto che la sbagliate sempre i titoli, ho detto che questo mi sembrava scritto per attrarre più che per riassumere il contenuto. Per il resto non ho capito cosa non condivide.

          Rispondi

        • 11 Dicembre @ 15.59

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - No: la cosa che davvero non condividevo (e continuo a non condividere) è la lettura del titolo come esagerazione. Secondo me, e parlo da lettore prima ancora che da collega giornalista di chi l'ha scritto, è invece una ricostruzione corretta, per una vicenda che mi pare rispecchi un imbarazzo che magari nasce da un buon principio ma che a volte si traduce in scelte eccessive e non facili neppure da spiegare: una sorta di "faccio così, ma non voglio dire che faccio così". Dò ovviamente per scontata la buona fede, ma l'impressione da fuori è questa. Se non è stata corretta la nostra interpretazione, mi vien da dire che forse allora non è stata chiarissima la spiegazione.

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        • rocco

          11 Dicembre @ 17.05

          Secondo me semplicemente la madre non ha capito le intenzioni delle maestre. Io poi non capisco questo "come si faceva una volta" riferito ai canti di Natale, io non me li ricordo e sono in quell'asilo come genitore da 5 anni. Può darsi che ci siano stati, ma non sono rimasti impressi come ricordo indelebile. Potreste informarvi presso gli altri asili per capire cosa fanno. Da parte di Proges non vedo nessun imbarazzo, da parte di chi? Forse chi vorrebbe presepe e canti legge l'imbarazzo. E poi mi sembra di capire che lei è d'accordo sulla laicità dello stato e delle scuole statali e quindi di cosa stiamo parlando? di come si scrive un titolo di un articolo? Spero di no, almeno non era questa l'intenzione.

          Rispondi

        • 11 Dicembre @ 19.14

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Quello del titolo era in effetti solo un aspetto del suo rispettabilissimo (e in buona parte anche condivisibile) ragionamento. Ma è anche la parte (l'unica) in cui mi sento di poter parlare con cognizione di causa e forse con più argomentazioni. Per il resto, ho letto attentamente e con interesse cose su cui invece non ho risposte certe e su cui, grazie anche al suo intervento, credo ci sia per tutti da riflettere e da confrontarsi.

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        • Biffo

          20 Dicembre @ 10.54

          Balestrazzi, prendo spunto dal titolo della lettera per fare, a te ed alla redazione tutta ed al neo-Direttore, i più sinceri ed amichevoli auguri di Buone Feste, ringraziandoVi per il Vostro lavoro, molto spesso ingrato ed indefesso., ma sempre pertinente e competente. Statemi più che bene, Ve lo dico con tutto il cuore!

          Rispondi

        • 20 Dicembre @ 11.07

          Tanti auguri a lei, Biffo!

          Rispondi

  • Biffo

    09 Dicembre @ 15.31

    Alle maestrine ed alla direttrice dell'Asilo parmigiano all'avanguardia, per Pasqua, consiglio una recita sui capodogli ed una caccia al tesoro dell'ISIS.

    Rispondi

  • Bastet

    09 Dicembre @ 10.19

    "che denunciava la cancellazione delle feste natalizie e tradizionali da parte dei responsabili della materna il Quadrifoglio, è stata autorevolmente smentita dalla vicesindaco Nicoletta Paci " ma...questo qui...ha letto l'articolo????? smentita ???? ma è ubriacoì...o amico della paci? smentita? una recita su un elefante?????? ma mi faccia il piacere!

    Rispondi

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